Aglianico del Vulture Superiore
Aglianico del Vulture Superiore DOCG: un rosso vulcanico dal cuore della Basilicata
Introduzione
L’Aglianico del Vulture Superiore è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) della Basilicata, tra i più antichi e prestigiosi rossi del Sud Italia. Questo vino affonda le proprie radici sulle colline che circondano il Monte Vulture, un vulcano spento situato nella parte settentrionale della regione, in provincia di Potenza.
La sua storia risale probabilmente ai tempi della Magna Grecia e ha attraversato secoli di evoluzione, grazie alla cura dei viticoltori lucani che ne hanno sempre apprezzato il carattere austero, la longevità e la grande struttura. Nel 1971 ottenne il riconoscimento come DOC, mentre l’Aglianico del Vulture Superiore, con un disciplinare più rigoroso, è stato elevato a DOCG nel 2010, a testimonianza dell’ulteriore affinamento qualitativo che contraddistingue questa denominazione.
Il disciplinare: Tipologie ammesse e composizione ampelografica
Il disciplinare di produzione riconosce due tipologie di Aglianico del Vulture Superiore DOCG:
- Aglianico del Vulture Superiore
- Aglianico del Vulture Superiore Riserva
La base ampelografica prevede l’uso esclusivo delle uve Aglianico del Vulture N. e/o Aglianico N., con resa massima di 8 tonnellate per ettaro. Il vitigno Aglianico (coltivato da secoli in quest’area vulcanica) ha una maturazione tardiva ed è famoso per l’elevato contenuto di tannini e per la spiccata acidità naturale, che ne sostengono la notevole longevità.
Processo produttivo
La zona di vinificazione e di imbottigliamento è limitata alla stessa area di coltivazione, ovvero i Comuni identificati dal disciplinare (tutti in provincia di Potenza), in modo da assicurare la piena corrispondenza tra origine e territorio. Secondo il disciplinare:
- La resa uva/vino non può superare il 65% (52 hl/ha). Superato il 70%, decade il diritto alla DOCG.
- L’arricchimento non è consentito, in sintonia con la tradizione delle aree meridionali.
- Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’uva deve essere 13% vol.
- È vietata ogni pratica di forzatura, nonché l’irrigazione di soccorso.
L’invecchiamento riveste un ruolo fondamentale:
- Aglianico del Vulture Superiore: minimo 3 anni di cui almeno 12 mesi in contenitori di legno e 12 in bottiglia, prima dell’immissione al consumo (non prima del 1° novembre del terzo anno successivo alla vendemmia).
- Aglianico del Vulture Superiore Riserva: almeno 5 anni, di cui almeno 24 mesi in legno e 12 mesi in bottiglia, prima della commercializzazione (non prima del 1° novembre del quinto anno successivo alla vendemmia).
Zone di produzione e legame con il territorio
La zona di produzione interessa i comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, tutti in provincia di Potenza, ad altitudini comprese fra 200 e 700 metri s.l.m.
Le pendici del Monte Vulture, vulcano spento, hanno generato terreni di natura vulcanica con stratificazioni di tufi, ceneri, depositi piroclastici e arenarie, che costituiscono una delle principali ragioni dell’alta vocazione vitivinicola dell’area. Il suolo vulcanico esercita infatti un effetto di riserva idrica naturale, capace di sopperire al fabbisogno della vite durante i mesi estivi siccitosi.
Il clima, caratterizzato da precipitazioni concentrate nei periodi autunno-primaverili e da estati calde e asciutte, consente una maturazione lenta e completa dei grappoli di Aglianico, di solito vendemmiati tra ottobre e novembre. Le correnti d’aria provenienti dal massiccio del Vulture creano importanti escursioni termiche giorno-notte in piena estate, favorendo la sintesi degli aromi e la conservazione del corredo acido del frutto.
Da secoli, gli abitanti di quest’area hanno valorizzato il vitigno Aglianico, testimoniando il proprio sapere enologico attraverso la cura della vite, la vinificazione meticolosa e la conservazione del vino in grotte o ipogei scavati nella roccia vulcanica. Questo lungo retaggio storico, unito alle peculiarità del suolo e del clima, conferisce al vino Aglianico del Vulture Superiore il suo inconfondibile carattere austero ed elegante.
Caratteristiche organolettiche
Al momento dell’immissione al consumo, l’Aglianico del Vulture Superiore presenta:
- Colore: rosso rubino intenso, con possibili riflessi granato tendenti all’aranciato nel caso delle annate più mature o della versione Riserva.
- Odore: tipico, ampio, con note di frutta rossa matura (amarena, prugna), toni floreali di viola e tocchi speziati (pepe nero, cacao, vaniglia) che emergono dall’affinamento in legno.
- Sapore: secco, pieno, equilibrato, con una spiccata vena acida, tannino presente e ben integrato, sapidità e persistenza gustativa. Nella tipologia Riserva si esalta l’armonia tra acidità, alcol e tannino, rivelando ulteriore complessità e persistenza.
- Titolo alcolometrico: minimo 13,50% vol.
- Acidità totale: minima 4,50 g/l, estratto non riduttore: minimo 26,0 g/l.
La versione “Riserva” esprime notevoli evoluzioni gusto-olfattive dovute alla più lunga maturazione in legno e affinamento in bottiglia, che ne accentuano i profumi terziari (tabacco, cuoio, liquirizia), la rotondità e la persistenza.
Robusto, longevo e austero, l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG incarna la massima espressione enologica lucana: un vino rosso di grande corpo, che coniuga le peculiarità del suolo vulcanico e la tradizione millenaria di un territorio orgoglioso delle proprie radici.