Amarone della Valpolicella
L’Amarone della Valpolicella è una denominazione di origine controllata e garantita dellaIntroduzione
Regione Veneto. Nata come DOC nel 1968, questa denominazione
affonda le sue radici in una tradizione vinicola antica che unisce l’esperienza di generazioni di viticoltori
all’unicità di un territorio straordinario. L’origine storica dell’Amarone della Valpolicella si intreccia da
sempre con il profondo rapporto tra l’uomo e la terra: già nel IV secolo d.C., figure di spicco dell’epoca
(come il ministro dei Visigoti Cassiodoro) richiedevano specificatamente il vino “Acinatico”, un progenitore
dell’Amarone ottenuto tramite l’appassimento delle uve. Da allora, l’Amarone ha attraversato i secoli mantenendo
immutata la sua reputazione di vino longevo, complesso e particolarmente amato da esperti e appassionati.
Il disciplinare: Tipologie ammesse e composizione ampelografica
Secondo il disciplinare di produzione, la denominazione “Amarone della Valpolicella” (DOCG)
è riservata ai vini che rispondono a determinati requisiti e può essere ulteriormente designata con le seguenti
menzioni:
- Amarone della Valpolicella
- Amarone della Valpolicella Classico
- Amarone della Valpolicella Valpantena
- Amarone della Valpolicella Riserva (anche “Classico” o “Valpantena” nella versione Riserva)
La composizione ampelografica prevede la presenza di:
-
Corvina Veronese (Cruina o Corvina) dal 45% al 95% (con possibilità di sostituzione parziale
fino al 50% con Corvinone) - Rondinella dal 5% al 30%
- Fino a un 25% totale di altri vitigni a bacca rossa non aromatici (ammessi alla coltivazione
nella provincia di Verona) e autoctoni italiani a bacca rossa, con specifiche limitazioni sulle percentuali
(massimo 15% per i non aromatici e 10% per i vitigni autoctoni).
I requisiti garantiti dal disciplinare includono, tra gli altri, la limitazione delle rese massime (12 tonnellate
di uva per ettaro), il mantenimento di un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11% prima
dell’appassimento, l’obbligo di specifiche pratiche colturali (pergola veronese o spalliera) e il rispetto
rigoroso delle fasi di appassimento e vinificazione per conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Processo produttivo
Una delle peculiarità dell’Amarone della Valpolicella risiede nel metodo di appassimento
delle uve. Subito dopo la vendemmia, che avviene tra fine settembre e la prima settimana di ottobre, i grappoli
vengono selezionati con cura e messi a riposo (in un quantitativo non superiore al 65% della produzione massima
di ogni ettaro) in appositi fruttai ben aerati. Qui, le uve rimangono per circa 100-120 giorni, perdendo
gradualmente parte dell’umidità e concentrando zuccheri e sostanze aromatiche.
La vinificazione non può iniziare prima del 1° dicembre (salvo rare eccezioni autorizzate), ed è condotta nel
rispetto delle pratiche enologiche tradizionali. Dopo la fermentazione, l’Amarone deve affrontare un periodo di
invecchiamento minimo di 2 anni (calcolati dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve).
La versione “Riserva”, invece, richiede almeno 4 anni di affinamento (a partire dal 1° novembre
dell’anno della vendemmia). Questi tempi prolungati permettono al vino di sviluppare la sua inconfondibile
struttura, morbidezza e complessità, prima di essere immesso sul mercato.
Zone di produzione e legame con il territorio
L’Amarone della Valpolicella DOCG può essere prodotto nei territori collinari di diversi comuni
della provincia di Verona, fino a una quota di circa 500 metri sul livello del mare. La zona storica, detta
“classica”, comprende i comuni di Negrar, Marano, Fumane, Sant’Ambrogio e
S. Pietro in Cariano. Inoltre, esiste la specifica sottozona “Valpantena”, situata
sempre nella parte settentrionale della città di Verona.
Il microclima risulta particolarmente favorevole grazie alla protezione dei Monti Lessini
a nord e alla vicinanza del Lago di Garda a ovest. Le morfologie collinari ed
esposizioni a mezzogiorno aiutano le viti a godere di un ottimale irraggiamento solare.
I suoli, di origine calcarea, vulcanica o morenica, presentano caratteristiche che variano da
aree più ricche di componenti sabbioso-ghiaiosi ad altre con maggiore percentuale di argilla e calcare. L’abbondanza
di corsi d’acqua (come fossati, vaj e progni) assicura un costante ricambio d’aria.
L’altitudine, seppur moderata, si aggira tra i 100 e i 500 metri, garantendo escursioni termiche
importanti per lo sviluppo di aromi complessi nelle uve.
Caratteristiche organolettiche
All’atto dell’immissione al consumo, l’Amarone della Valpolicella si presenta con
le seguenti specifiche:
- Colore: rosso carico, con possibili sfumature granato in fase di invecchiamento.
-
Odore: caratteristico e accentuato, con note che richiamano la frutta rossa appassita
e accenni speziati. - Sapore: pieno, vellutato, caldo, spesso sostenuto da una buona morbidezza e persistenza.
- Titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 14% vol.
-
Zuccheri residui: massimo 12 g/l a 14% vol. (con variazioni ammesse in base
all’incremento alcolico fino a 16% vol. e oltre). - Acidità totale minima: 5,0 g/l.
- Estratto non riduttore minimo: 28,0 g/l (32,0 g/l per la versione Riserva).
L’Amarone della Valpolicella è un vino tra i più longevi d’Italia,
frutto dell’appassimento naturale dei grappoli in fruttai aerati. Al palato rivela grande struttura,
morbidezza e un ventaglio aromatico ricco di note di frutta passita, tabacco, spezie e toni balsamici.
La sua complessità organolettica lo rende perfetto per accompagnare carni rosse, selvaggina, formaggi
stagionati o per essere apprezzato in meditazione, da solo.