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Fiano di Avellino

Il Fiano di Avellino DOCG è una DOCG campana la cui produzione è consentita esclusivamente nell’areale della Provincia di Avellino. Questo iconico vino viene prodotto a partire dall’uva autoctona a bacca bianca “Fiano” le cui qualità organolettiche erano già ben note nel XII secolo, come testimonia un ordine d’acquisto effettuato da Federico II di Svevia.  Nei secoli questo uvaggio delicato e complesso da coltivare si è trovato in forte difficoltà fino ad arrivare sul punto di estinguersi.  Fu l’audacia di Mastroberardino, sempre ben avvezzo alla sperimentazione, a salvarlo dall’estinzione piantando diversi centinaia di filari negli anni 70 e contribuendo in maniera decisa a rinsaldare il prestigio di questo vitigno poi consacrato come DOCG nel 2003.  II frate Scipione Bella Bona, nel 1642, nei suoi “Raguagli della città di Avellino”, scriveva: “in questa Città sin hora vi si produce, e per corrotta fauella chamato Afiano, e Fiano; il nome d’Apiano, dall’Ape, che se mangianolluve, gli fu dato” Il termine “Fiano” deriverebbe così da “Apiana”, uva dell’areale della città di Lapio, già ben nota e decantata dai poeti latini. Tale termine avrebbe subito modificazioni nel tempo, trasformandosi in “Apiano” prima, “Afianti” poi e, successivamente, “Fiano”. Oggi Il Fiano di Avellino è considerato un bianco classico, intenso e fresco, perfetto per accompagnare pietanze molto strutturate a base di pesce e non solo.  Da disciplinare questo vino si presenta di colore giallo paglierino e sorretto da una acidità minima di 5g/l capace finanche di sorreggerne un invecchiamento in botte ed una alcolicità tipica di 13.5%. La versatilità di questo vitigno lo rende adatto anche a versioni spumantizzate e vendemmie tardive, oppure per dare luogo ad intriganti vini passiti.

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