Per la sesta edizione di Untold abbiamo finalmente fatto un salto a pochi km da casa, nella nostra amata Campania, per valutare i migliori Fiano di Avellino.

Dopo il successo della precedente edizione sul Chianti Classico siamo tornati ad assaggiare un vino bianco, concentrandoci su un vitigno autoctono campano che negli anni 70 era considerato a rischio estinzione e che oggi è considerato tra i bianchi più importanti italiani.

Stiamo chiaramente parlando del Fiano di Avellino DOCG che abbiamo degustato nelle versioni Base e Riserva.

Oggi abbiamo deciso di raccontarvi il Fiano di Avellino in modo diverso dal solito: confrontando in una degustazione alla cieca ben 37 referenze provenienti da 29 diversi produttori per scovare i migliori Fiano di Avellino.

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Premi e criteri di valutazione

Per valutare tutti i vini in degustazione, abbiamo costituito una commissione formata da 6 professionisti tra cui il sottoscritto, il nostro Direttore Editoriale Andrea Annunziata, Marco Minghini e il neo-eletto miglior Sommelier del 2022 a Merano Gaetano Cataldo. La commissione ha quindi valutato tutti i 37 vini in assaggio adottando una scala da 1 a 100.

Alla fine della degustazione abbiamo effettuato la media aritmetica dei punteggi attribuiti da tutti i membri della commissione e premiato i migliori vini nelle seguenti categorie:

  • Miglior vino nella categoria DOCG Base
  • Miglior vino nella categoria DOCG Riserva
  • Vino con il miglior bouquet aromatico
  • Vino con il miglior rapporto qualità-prezzo
  • Vino con la migliore etichetta

Abbiamo, inoltre, assegnato il riconoscimento di Migliore Cantina all’azienda che ha realizzato il punteggio più alto sommando quelli ottenuti tra due vini inviati.

Abbiamo, infine, assegnato il riconoscimento di Migliore Cantina Emergente all’azienda fondata negli ultimi 10 anni che ha realizzato il punteggio più alto sommando quelli ottenuti tra due vini inviati.

I TRE CAVATAPPI di Decanto

I vini che hanno ottenuto il punteggio più alto e che hanno saputo mettere d’accordo l’intera commissione si sono, inoltre, aggiudicati i TRE CAVATAPPI di Decanto.

TRE CAVATAPPI
TRE CAVATAPPI
  • TRE CAVATAPPI: Vini con un punteggio compreso tra 90 e 100 punti
  • DUE CAVATAPPI: Vini con un punteggio compreso tra 80 a 90 punti
  • UN CAVATAPPI: Vini con un punteggio compreso tra 70 a 80 punti

La degustazione alla cieca

La degustazione alla cieca si è svolta suddividendo le 37 bottiglie in 8 batterie da 5 vini ciascuna, organizzate in modo da mantenere dei raggruppamenti per tipologia (Base e Riserva) ed un ordinamento per annata decrescente.

A questo punto le bottiglie tenute in freddo, sono state coperte da una calza ed è stato loro assegnato un numero identificativo utilizzato per attribuire i punteggi in modo non pregiudizievole.

Hanno preso parte alle due commissioni valutatrici 6 sommelier, appartenenti a diverse associazioni.

I Partecipanti a Fiano di Avellino Untold

Le 29 aziende da noi selezionate che hanno partecipato al contest Untold inviandoci le loro bottiglie sono state:

  • Amarano
  • Antonio Caggiano
  • Benito Ferrara
  • Borgodangelo
  • Cantina dei Monaci
  • Cantina di Marzo
  • Case D’Alto
  • Ciro Picariello
  • Claudio Quarta – Cantina Sanpaolo
  • Colli di Castelfranci
  • Di Meo
  • Fonzone
  • Guido Marsella
  • Le Masciare
  • Michele Contrada
  • Orneta
  • Passo delle Tortore
  • Quintodecimo
  • Rocca del Principe
  • Tenuta Cavalier Pepe
  • Tenuta Del Meriggio
  • Tenuta Sarno 1860
  • Tenuta Scuotto
  • Tenute Casoli
  • Terredora
  • VentitréFilari
  • Vigne Guadagno
  • Villa Diamante
  • Villa Raiano
Votazioni Decanto Untold

La denominazione Fiano di Avellino

La denominazione Fiano di Avellino è stata istituita nel 2003 elevando a DOCG la precedente DOC Fiano di Avellino istituita nel 1978.

La denominazione prevede una percentuale minima pari all’85% di fiano e un massimo del 15% di vitigni greco, coda di volpe bianca o trebbiano toscano già presenti nei vigneti aziendali.

Per la tipologia “Fiano di Avellino Riserva” il periodo di invecchiamento deve essere non inferiore a 12 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.

I terroir del Fiano di Avellino

Il disciplinare del Fiano di Avellino pone l’accento su quattro terroir dove le caratteristiche varietali del vitigno si esprimono, seguendo un comune filo conduttore, con accenti e sfumature peculiari a seconda di altimetria, esposizione e composizione del suolo:

  • Lapio: Vini ricchi di struttura con doti non comuni di acidità e mineralità e dalla spiccata connotazione aromatica. Veri e propri vini di montagna.
  • Summonte: Terreni difficili da lavorare che danno vita a vini potenti di ottima concentrazione, potenza, corredo fruttato e scarsa mineralità.
  • Montefredane: Collina argillosa e cretosa che esalta le note minerali che caratterizzano vini di ottima longevità.
  • Fascia collinare a Est di Avellino: Qui i terreni sabbiosi regalano note tipiche di nocciola tostata che richiamano un carattere affumicato di origine non minerale. Vini pronti nel medio periodo.

I 27 comuni del Fiano di Avellino

Mappa Fiano di Avellino
Comuni del Fiano di Avellino. Credits campaniastories.com
  • Aiello del Sabato
  • Atripalda
  • Avellino
  • Candida
  • Capriglia Irpina
  • Cesinali
  • Contrada
  • Forino
  • Grottolella
  • Lapio
  • Manocalzati
  • Mercogliano
  • Montefalcione
  • Monteforte Irpino
  • Montefredane
  • Ospedaletto d’Alpinolo
  • Parolise
  • Pratola Serra
  • Salza Irpina
  • San Michele di Serino
  • S. Potito Ultra
  • S. Angelo a Scala
  • Santa Lucia di Serino
  • S.Stefano del Sole
  • Sorbo Serpico
  • Summonte

Breve storia del Fiano di Avellino

Si attribuisce al Comune di Lapio, sito nelle colline a Est di Avellino a un’altitudine di 590 m.s.l.m., l’origine del vitigno come evidenziato in una pubblicazione del 1642 del frate Scipione Bella Bona dal titolo: “Ragguagli della Città di Avellino“, in cui l’autore cita un’area agricola detta “Apia” (oggi Lapio) nota per il suo vino chiamato, appunto, “Apiano“.

Secondo altre fonti, invece, il termine “Fiano” deriverebbe dall’uva “Apiana“, già conosciuta e decantata dai poeti latini.

Nel XIX secolo l’esportazione del vino della provincia di Avellino, pari ad oltre un milione di ettolitri, è uno degli assi portanti dell’economia agricola tanto da portare alla costruzione della prima strada ferrata d’Irpinia: la “ferrovia del vino“. Ancora oggi, sono presenti le stazioni di: Avellino e Lapio di recente riaperte attraverso un treno storico.

In poco tempo i comuni avellinesi diventano tra i più importanti centri vitivinicoli italiani portando all’istituzione della Regia scuola di viticoltura & Enologia di Avellino.

Ma proprio all’apice della produzione vitivinicola irpina la diffusione della fillossera riduce la superficie vitata di uve fiano ad appena 2 ettari portando il vitigno a un passo dall’estinzione.

Grazie al lavoro di pochi vignaioli locali, il fiano è sopravvissuto alla decimazione della fillossera e, con l’istituzione della DOC Fiano di Avellino nel 1978, ha iniziato il lento percorso di riappropriamento dello scettro di principe dei vitigni campani.

I risultati di Fiano di Avellino Untold

Di seguito la lista completa dei vini che hanno partecipato, suddivisi per categoria di valutazione e ordinati alfabeticamente corredati dal numero di cavatappi conseguiti nel corso della degustazione alla cieca.

Fiano di Avellino DOCG – Tutti i Cavatappi

  • • Antonio Caggiano – Fiano di Avellino “Bèchar”, 2021
  • • Benito Ferrara – Fiano di Avellino “Sequenzha”, 2021
  • • Borgodangelo – Fiano di Avellino, 2021
  • • Cantina dei Monaci – Fiano di Avellino, 2020
  • • Cantina di Marzo – Fiano di Avellino, 2021
  • • Case D’Alto – Fiano di Avellino “Eclissi”, 2019
  • • Case D’Alto – Fiano di Avellino, 2016
  • • Ciro Picariello – Fiano di Avellino, 2021
  • • Claudio Quarta – Cantina Sanpaolo – Fiano di Avellino, 2018
  • • Claudio Quarta – Cantina Sanpaolo – Fiano di Avellino, 2021
  • • Colli di Castelfranci – Fiano di Avellino “Pendino”, 2021
  • • Di Meo – Fiano di Avellino, 2021
  • • Fonzone – Fiano di Avellino, 2021
  • • Guido Marsella – Fiano di Avellino, 2020
  • • Le Masciare – Fiano di Avellino, 2020
  • • Le Masciare – Fiano di Avellino, 2021
  • • Michele Contrada – Fiano di Avellino “Selvecorte”, 2015
  • • Orneta – Fiano di Avellino “Torre degli amanti”, 2021
  • • Passo delle Tortore – Fiano di Avellino “Bacio delle Tortore”, 2021
  • • Quintodecimo – Fiano di Avellino “Exultet”, 2021
  • • Tenuta Cavalier Pepe – Fiano di Avellino “Refiano”, 2021
  • • Tenuta Del Meriggio – Fiano di Avellino “Colle delle Ginestre”, 2018
  • • Tenuta Del Meriggio – Fiano di Avellino, 2018
  • • Tenuta Sarno 1860 – Fiano di Avellino “Sarno 1860”, 2019
  • • Tenuta Scuotto – Fiano di Avellino, 2021
  • • Tenute Casoli – Fiano di Avellino “KRYOS”, 2020
  • • Terredora – Fiano di Avellino “Terredora”, 2021
  • • VentitréFilari – Fiano di Avellino “Elemento”, 2020
  • • Vigne Guadagno – Fiano di Avellino “Contrada Sant’Aniello”, 2017
  • • Vigne Guadagno – Fiano di Avellino, 2020
  • • Villa Raiano – Fiano di Avellino, 2021

Fiano di Avellino Riserva DOCG – Tutti i Cavatappi

  • • Amarano – Fiano di Avellino Riserva “Dulcinea”, 2018
  • • Rocca del Principe – Fiano di Avellino Riserva, 2019
  • • Tenuta Cavalier Pepe – Fiano di Avellino Riserva “Brancato”, 2019
  • • Terredora – Fiano di Avellino Riserva “Campore”, 2018
  • • VentitréFilari – Fiano di Avellino Riserva “Numero Primo”, 2020
  • • Villa Diamante – Fiano di Avellino Riserva “Vigna della Congregazione”, 2020
Conclusioni - Chianti Classico Untold

I premiati e le menzioni speciali

Tutti i partecipanti al concorso hanno ricevuto l’attestato con i cavatappi di Decanto, ma soltanto i migliori Fiano di Avellino si sono aggiudicati i TRE CAVATAPPI di Decanto.

Andiamo di seguito a premiare i migliori vini della degustazione Untold per le varie categorie.

Il migliore Fiano di Avellino DOCG

Per la categoria miglior Fiano di Avellino, il vino a totalizzare il migliore punteggio è stato il Fiano di Avellino, 2020 di Guido Marsella che si è distinto tra i suoi simili per il modo in cui è risucito a valorizzare l’eclettico areale di Summonte ottenendo l’epico punteggio di 96,7 punti.

I 12 mesi di affinamento in acciaio concentrano gli aromi e conferiscono a questo vino una pregevole struttura evidente sin dall’esame visivo.

All’olfatto si connota di sentori agrumati che si compenetrano ad una portante di frutta esotica, sottili richiami salmastri e un sentore balsamico di erbe aromatiche.

Al gusto il Fiano di Marsella è voluminoso, materico, ma sostenuto da un’ottima beva che riusce a spostare verso l’alto l’asticella dell’equilibrio.

Guido Marsella - Fiano di Avellino, 2020

Annata: 2020
Uvaggio: 100% Fiano
Bottiglie Prodotte: 40.000
Titolo Alcolometrico: 14,0% vol.
Densità di Impianto: 2.500 ceppi / ha
Altitudine: 650 m.s.l.m.
Affinamento: 12 mesi affinamento in acciaio sui lieviti, segue affinamento in bottiglia
Conduzione Enologica: Carmine Valentino
Prezzo Medio al consumo: 20,00 €

Il migliore Fiano di Avellino Riserva DOCG

Per la categoria migliore Riserva il premio se lo aggiudica il Fiano di Avellino Riserva, 2019 di Rocca del Principe.

La Riserva di Rocca del Principe viene coltivata nello storico comune di Lapio da uve 100% fiano. L’annata 2019 si è distinta per aver saputo unire le caratteristiche evolutive a quelle iconiche del vitigno e del terroir ottenendo un punteggio medio complessivo di 95,3 punti.

All’olfatto esalta l’impatto sulfureo e minerale caratteristico dell’areale di Lapio, che pian piano cede il posto a un ventaglio di nuance floreali, fruttate e aromatiche che spaziano dal gelsomino al cedro, al rosmarino. Continuando ad agitarlo nel calice emergono anche le note tostate di mandorla affumicata e chicchi di caffè, che aprono poi anche la fase gustativa.

Al gusto è sontuoso, pieno, succoso e coerente con tutti gli aromi della fase olfattiva che riemergono con una meravigliosa continuità. La beva è goduriosa e ben bilanciata da una importante acidità.

Rocca del Principe - Fiano di Avellino Riserva, 2019

Annata: 2019
Uvaggio: 100% Fiano
Bottiglie Prodotte: 25.000
Titolo Alcolometrico: 13,5% vol.
Densità di Impianto: 3.000 ceppi / ha
Altitudine: 600 m.s.l.m
Conduzione Enologica: Simona Zarrella
Affinamento: 18m in acciaio su fecce fini e 12m in bottiglia
Prezzo Medio al consumo: 15,00€

ll miglior Bouquet Aromatico

Per la categoria migliore Bouquet Aromatico, il vino a totalizzare il migliore punteggio è stato il Fiano di Avellino “Exultet”, 2021 di Quintodecimo che si è distinto per il suo bouquet aromatico così ampio, coordinato ed iconico da essere riconosciuto alla cieca da uno dei valutatori della commissione.

Exultet è un Cru prodotto da una singola vigna a Lapio e deve il suo nome ad un raro manoscritto religioso in pergamena conservato a Mirabella Eclano, dove sorge l’azienda Quintodecimo.

Il suo Bouquet ci ha stupito con il compenetrarsi di profumi varietali, profumi minerali identitari del terroir di Lapio e profumi terziari di fermentazione che addolciscono i sentori fruttati iconici del vitigno.

Fiori bianchi e frutta tropicale non ancora matura sono conditi da una goduriosa trama minerale. La speziatura è presente, determinante, ma armonizza senza coprire per dare luogo a un vino in grado di riappacificarti con il mondo.

Quintodecimo - Fiano di Avellino "Exultet", 2021

Annata: 2021
Uvaggio: 100% Fiano
Bottiglie Prodotte: 4.500
Titolo Alcolometrico: 14,0% vol.
Altitudine: 570 m.s.l.m.
Densità di Impianto: 4.000 ceppi / ha
Conduzione Enologica: Luigi Moio, Chiara Moio
Affinamento: 70% in acciaio e 30% in barrique nuova. 8m di elevage su fecce fini.
Prezzo Medio al consumo: 34€

Il Premio Migliore Etichetta

Noi abbiamo assaggiato tutti i vini coperti all’interno delle calze riservando ai nostri utenti di Instagram il privilegio di eleggere la migliore etichetta votando attraverso le storie pubblicate.

L’etichetta vincitrice è stata quella di Tenuta Scuotto, frutto di un rebranding del 2017 e rappresentante il “volto del vino”.

Tenuta Scuotto - Fiano di Avellino, 2021
Tenuta Scuotto – Fiano di Avellino, 2021

Il Premio Migliore Cantina

Il premio migliore cantina del Fiano di Avellino se lo aggiudica l’azienda Claudio Quarta Vignaiolo per aver totalizzato un punteggio complessivo di 180 punti tra i vini tra le annate 2018 e 2021 portando entrambi i suoi vini ad ottenere i TRE CAVATAPPI.

Il progetto di Claudio Quarta e sua figlia Alessandra, avviato nel 2005 in Irpinia e in Salento, si afferma con solidità anche in una denominazione fragile e impegnativa come il Fiano di Avellino portando a premio due referenze differenti per etichetta e contenuto, ma entrambe di grande pregio.

Per il suo eccezionale rapporto Qualità Prezzo, il Fiano 2021 di Claudio Quarta ha anche ottenuto il premio miglior rapporto qualità prezzo.

Il Premio Migliore Cantina Emergente

Il premio migliore cantina emergente se lo aggiudica l’azienda VentitréFilari fondata nel 2014 che, sotto la conduzione enologica di Carmine Valentino è riuscita ad ottenere un punteggio di 174 punti tra i vini nella versione base e riserva.

L’azienda a conduzione familiare della famiglia Puorro-De Benedetto ottiene un risultato davvero incoraggiante considerando la sua recentissima nascita e la limitatissima produzione di soli 4.000 esemplari arrivando a sfiorare i TRE CAVATAPPI con entrambe le referenze “Elemento” e “Numero Primo” 2020.
Il nostro augurio per loro è continuare sull’ottimo percorso intrapreso che sarà sicuramente foriero di soddisfazioni.

I TRE CAVATAPPI di Decanto

Di seguito la lista dei vini che ha ottenuto un punteggio tra 90 e 100 punti, riuscendo a mettere d’accordo l’intera commissione valutatrice ed aggiudicandosi i 3 cavatappi di Decanto.

I TRE CAVATAPPI sono stati raggruppati di seguito in due diverse categorie: Base e Riserva.

Migliori Fiano di Avellino

I 18 vini elencati di seguito hanno ottenuto i TRE CAVATAPPI di Decanto per la categoria Miglior Fiano di Avellino nella versione base della DOCG.

  1. Guido Marsella – Fiano di Avellino, 2020
  2. Quintodecimo – Fiano di Avellino “Exultet“, 2021
  3. Case D’Alto – Fiano di Avellino, 2016
  4. Claudio Quarta – Cantina Sanpaolo – Fiano di Avellino, 2018
  5. Tenute Casoli – Fiano di Avellino “KRYOS“, 2020
  6. Tenuta Del Meriggio – Fiano di Avellino “Colle delle Ginestre“, 2018
  7. Le Masciare – Fiano di Avellino, 2020
  8. Cantina dei Monaci – Fiano di Avellino, 2020
  9. Vigne Guadagno – Fiano di Avellino, 2020
  10. Di Meo – Fiano di Avellino, 2021
  11. Passo delle Tortore – Fiano di Avellino “Bacio delle Tortore“, 2021
  12. Michele Contrada – Fiano di Avellino “Selvecorte“, 2015
  13. Claudio Quarta – Cantina Sanpaolo – Fiano di Avellino, 2021
  14. Tenuta Del Meriggio – Fiano di Avellino, 2018
  15. Tenuta Sarno 1860 – Fiano di Avellino “Sarno 1860“, 2019
  16. Colli di Castelfranci – Fiano di Avellino “Pendino“, 2021
  17. Ciro Picariello – Fiano di Avellino, 2021
  18. Antonio Caggiano – Fiano di Avellino “Bèchar“, 2021

Migliori Fiano di Avellino Riserva

I 2 vini elencati di seguito hanno ottenuto i TRE CAVATAPPI di Decanto per la categoria Fiano di Avellino nella versione Riserva della DOCG.

  1. Rocca del Principe – Fiano di Avellino Riserva, 2019
  2. Tenuta Cavalier Pepe – Fiano di Avellino Riserva “Brancato“, 2019

Conclusioni su Fiano di Avellino Untold

E’ stata una bellissima esperienza che ci ha visto confrontarci con 37 distinti Fiano di Avellino, di cui 30 nella versione base e 6 riserve, per un totale di 29 cantine partecipanti.

Abbiamo amato il Fiano quando, nell’annata 2021, si è espresso con acidità e finezza mostrando una impareggiabile propensione all’invecchiamento e quando, nelle annate più evolute ha saputo affermare le caratteristiche variateli ed identitarie con desueto vigore.

Abbiamo saputo comprenderlo quando è risultato ancora acerbo e quando, un eccessivo affinamento, è risultato coprire le caratteristiche iconiche del vitigno.

Fiano di Avellino premiati per annata

La promettente annata 2021 evidenzia la discrasia tra prodotti di pronta beva, in alcuni casi ancora “acerbi“, e di prospettiva, come ad evidenziare una doppia natura del Fiano di Avellino: chi sa attendere il tempo giusto riesce ad esprimere le migliori qualità del nobile vitigno campano.

Diversa considerazione riguarda i metodi di vinificazione ed affinamento: la varietà consente una ricerca continua, con punte di coraggio che nulla tolgono al concetto di identità e territorio.

Osare va bene, sempre “cum grano salis”. Memorabile, infine, qualche annata più matura proposta all’assaggio soltanto adesso.

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