Parte il 15 febbraio la nuova campagna di comunicazione istituzionale dedicata al vino italiano del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il claim scelto, “Coltiviamo ciò che ci unisce”, sintetizza l’obiettivo dell’iniziativa: raccontare il vino non solo come prodotto economico, ma come espressione di identità culturale, territorio, ambiente e convivialità, riportandolo al centro di una narrazione pubblica più equilibrata e consapevole.
La campagna, presentata dal ministro Francesco Lollobrigida durante il Tavolo del Vino al Masaf, si articola in due spot: il primo dedicato al valore della vigna, della storia e della tradizione enologica italiana; il secondo di taglio più emozionale, pensato per valorizzare il vino come patrimonio culturale e intergenerazionale.
La diffusione sarà ampia – televisione, stampa, radio, canali digitali e social – con un’attenzione particolare ai linguaggi delle nuove generazioni e a un messaggio chiave: consumo responsabile, lontano da semplificazioni e demonizzazioni.
Il Tavolo del Vino e il sostegno alla filiera
La campagna ministeriale si inserisce in un quadro più ampio di politiche a sostegno del settore vitivinicolo, emerso con chiarezza durante il confronto al Tavolo del Vino. Il Ministero ha fatto il punto sulle misure attivate negli ultimi mesi: dall’innalzamento al 60% delle quote di finanziamento per gli investimenti ai risultati dell’Ocm Vino, che ha visto finanziate tutte le domande presentate dalla filiera.
Sul fronte della promozione internazionale, le risorse complessive si avvicinano ai 100 milioni di euro, con l’obiettivo di consolidare mercati strategici come gli Stati Uniti e aprirne di nuovi in Sud America e India. Accanto a questo, semplificazione amministrativa, digitalizzazione delle procedure e rafforzamento dei controlli contro le sofisticazioni mirano a tutelare consumatori e reputazione del vino italiano nel mondo.
Il settore: “Una svolta, non un’operazione spot”
Dal mondo produttivo il giudizio è positivo. Riccardo Cotarella (Assoenologi) ha parlato di un “passaggio netto” nel rapporto tra istituzioni e filiera, sottolineando come la nuova comunicazione restituisca al vino il suo valore culturale oltre che economico. Per Piero Mastroberardino (Federvini), il punto di forza è proprio la continuità: una campagna ministeriale strutturata dedicata al vino italiano, pensata come investimento stabile e non come iniziativa isolata. Sulla stessa linea Lamberto Frescobaldi (Unione Italiana Vini), che vede nella campagna un’occasione per sciogliere i nodi legati alla percezione del consumo e superare letture riduttive. Il messaggio che emerge è chiaro: il vino torna protagonista del racconto pubblico, come risorsa identitaria del Paese da valorizzare con responsabilità.
