Il Sauvignon Riserva Gran Lafóa è il vino di punta della cantina Colterenzio che oggi abbiamo assaggiato e recensito per voi nell’annata 2021.
La Cantina Colterenzio nasce nel 1960 dall’iniziativa di 26 viticoltori del borgo omonimo, decisi a rendersi indipendenti e a dare nuova voce alla viticoltura altoatesina.

Il vero punto di svolta arriva negli anni ’80 con Luis Raifer, che introdusse criteri qualitativi innovativi: rese più basse per ottenere vini di maggiore pregio. Il fulcro di questa rivoluzione fu un vigneto sperimentale situato a 450 metri di altitudine, nel soleggiato podere Lafóa a Cornaiano. Qui Raifer sostituì le viti di Schiava con Cabernet Sauvignon e, in seguito, Sauvignon Blanc.
Oggi la cooperativa riunisce 300 viticoltori impegnati tutto l’anno nella cura dei vigneti e accomunati dalla nuova visione produttiva.
Per saperne di più sulla cantina Colterenzio, leggi il nostro resoconto di viaggio in Alto Adige!

La linea Lafóa e la Riserva Gran Lafóa
La linea Lafóa propone vini strutturati e longevi, espressione di questa rivoluzione qualitativa.
La statua di Lafóa, situata all’ingresso della tenuta, è la protagonista dell’etichetta del Sauvignon Riserva Gran Lafóa.
Prodotto per la prima volta con la vendemmia 2021, il vino è arrivato sul mercato solo a metà novembre 2024, dopo tre anni di affinamento in barrique di rovere francese, botti di legno da 600 litri e acciaio, in una tiratura limitata di 4.085 bottiglie.
Uve selezionate di cloni francesi di Sauvignon blanc, da un singolo vigneto over trentennale, la vinificazione è diretta dalla collaborazione tra l’enologo di cantina Martin Lemayr e Donato Lanati. La filosofia produttiva guarda al passato pur sfruttando esperienza e tecnologie moderne.



La nostra degustazione del Gran Lafóa 2021
Nel calice brillanti sfumature dorate anticipano un naso di sorprendente ampiezza, dove la delicatezza esotica di papaya, maracuja e litchi si fonde con la vibrante nota agrumata del kumquat.
Al naso, i profumi intensi di frutta matura si accompagnano ad avvolgenti nuance di fine tostatura ed eleganti richiami minerali, in un bouquet aromatico ricco e armonioso.
Al palato il sorso è pieno, dalla freschezza misurata: La struttura solida, il finale persistente e il sorprendente potenziale di evoluzione — singolare per un Sauvignon — lo avvicinano alla dimensione di vino da meditazione.
Il titolo alcolometrico di 14,5% sembra passare inosservato coperto dalla matericità della beva e la sua freschezza emerge soltanto dopo l’assaggio invitandoci a terminare la bottiglia con voracità e incoraggiandoci con una copiosa salivazione.
Nel calice si esprime così l’essenza di un territorio altamente vocato, capace di coniugare eleganza e identità espressiva, in un equilibrio che esprime lo stile distintivo di Colterenzio.

Abbinamento del Gran Lafóa 2021
La raffinatezza e la struttura del Gran Lafóa richiedono grande perizia nell’abbinamento gastronomico e anche la sua collocazione all’interno di un pasto è assolutamente non ovvia.
Per attribuire a questo vino il valore che merita suggeriamo di proporlo come ultimo vino in abbinamento prima del dolce a conclusione di un percorso di vini crescente per struttura.
Per la sua regalità il Gran Lafóa potrebbe tranquillamente essere degustato fuori pasto, come un vino da meditazione, e nella costruzione di una proposta di abbinamento suggeriamo crostacei, come gamberoni alla griglia e pesci di ottima struttura cotti in modo da preservarne la succulenza, come un filetto di salmone cotto in padella.
In alternativa potrebbe anche essere utilizzato come un vino da vino da fine pasto in abbinamento a dei formaggi erborinati cremosi, come il Gorgonzola.


