Il Gallo Nero “canta” più forte delle crisi. Nonostante un contesto internazionale complesso, segnato da conflitti persistenti, l’incognita dei dazi e la recessione di mercati chiave come la Germania, la denominazione Chianti Classico chiude il 2025 con il segno più. I dati presentati alla Chianti Classico Collection 2026, presso la Stazione Leopolda di Firenze, parlano chiaro: le vendite sono cresciute dell’1,2% in volume e del 2,6% in valore.
A trainare questo successo è il crescente apprezzamento per le tipologie premium: Riserva e Gran Selezione rappresentano oggi il 43% dei volumi, ma generano oltre il 55% del valore totale della denominazione. Una strategia di posizionamento alto che sta garantendo solidità e redditività alle aziende del territorio.

“Wine is Culture”: l’anima di un territorio
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è il concetto di “Vino è cultura”. Come sottolineato dal presidente del Consorzio, Giovanni Manetti, non si tratta di uno slogan astratto, ma di una realtà documentata fin dal 1716, quando Cosimo III de’ Medici definì i confini della zona. «A chi dice che il vino fa male rispondiamo che il vino è cultura e coltiva lo spirito» dichiara Manetti.
Il vino nel Chianti Classico non è solo un prodotto agricolo, ma il motore che permette di mantenere vivo un patrimonio artistico e architettonico unico, incastonato tra le capitali della cultura, Firenze e Siena. È grazie al lavoro dei viticoltori se il paesaggio rimane intatto, sostenibile e sociale.
Proprio questa simbiosi tra uomo e natura è alla base della candidatura a Patrimonio dell’Umanità Unesco per “Il paesaggio del sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico”. L’iter, attualmente all’esame dell’Icomos a Parigi e sostenuto dai Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, è a buon punto. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento entro i prossimi due anni, suggellando definitivamente il valore universale di questo territorio.
Andamento dei mercati: la spinta internazionale del Gallo Nero
Il 2025 ha confermato la vocazione internazionale del Gallo Nero:
- Nord America: Resta il mercato principale. Gli USA assorbono il 37% dei volumi, mentre il Canada balza al 12%, con una crescita record delle tipologie Riserva e Gran Selezione (+30%).
- Europa: Segnali ottimi dalla Svezia (+7%), dove la promozione costante sta portando i consumatori a scegliere il Chianti Classico rispetto ad altri alcolici. Sorprende la Francia, dove si registra un’impennata nel prezzo medio e nell’apprezzamento della Gran Selezione.
- Italia: Rappresenta il 19% delle vendite. Il consumatore italiano beve “meno ma meglio”, premiando le eccellenze del territorio e le nuove MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive), che permettono di valorizzare i singoli cru comunali.
La sfida per il futuro passerà per il presidio costante dei mercati. Il successo del 2025 è figlio di investimenti mirati in cantina e nei vigneti, ma anche della presenza fisica dei produttori nel mondo.
Portare il viticoltore a raccontare la propria storia direttamente al consumatore si è rivelata la mossa vincente per trasformare un calice di vino in un’esperienza culturale senza tempo.


