Cosa significa essere un professionista del vino? Quali capacità dovrebbe avere un Sommelier o un Degustatore? Qual è il metro di giudizio per valutare le competenze di questo tipo di professione?

La vita professionale di un Sommelier è un continuo mettersi in gioco, sfidarsi in una sadico trivia a 360°, con l’obiettivo di fare ascoltare la voce del vino; una voce fatta di enologia, agricoltura, storia, geografia, folklore.

Il percorso per acquisire autorevolezza passa spesso per concorsi e riconoscimenti italiani e internazionali ed è proprio di una storia del genere che oggi vogliamo parlarvi: la storia di Gaetano Cataldo, sommelier campano classe 1974 e persona dalla conoscenza poliedrica con un approccio al vino costantemente legato al viaggiare, al toccare con mano terroir e pratiche agronomiche.

Gaetano Cataldo miglior Sommelier d'Italia a Merano
Gaetano Cataldo miglior Sommelier d’Italia a Merano

Il conferimento del titolo di “Miglior Sommelier del 2022” al Merano Wine Festival è la ciliegina sulla torta di un lungo percorso esperienziale che Gaetano ha vissuto da anima errante costantemente in viaggio su navi di ogni tipo che lo hanno contaminato con ogni tipo di cultura.

Non a caso il suo percorso formativo inizia con il vino, si sposta verso il mondo dei salumi e poi verso quello del Sakè, o Nihonshu, come lui stesso insegna.

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria delle meta da cui è tornato.

Edgar Allan Poe

Ed è proprio da questo continuo ibridarsi che nasce l’ispirazione di Gaetano per il Mosaico per Procida, un progetto enologico corale che vede insieme ben 26 cantine campane sotto la supervisione enologica di Roberto Cipresso.

Gaetano Cataldo

Mosaico per Procida è una idea semplice, ma al tempo stesso estremamente rappresentativa del territorio campano, crocevia di popoli e culture, che si nutre di continuo scambio ed ibridazione culturale. Come canta “La Famiglia” nel brano Odissea “Se senti le sfumature del dialetto, capisci questa terra con quanta gente ha fatto l’amore“.

Sì vir’ e sfumatur’ rò dialett’
Capisc’ stà terr’ cù quanta gent’ ammor’ a fatt’

La Famiglia – Odissea

Tale è stata la risonanza mediatica del Mosaico per Procida da diventare la prima bottiglia di vino offerta in dono a sua Eminenza Papa Francesco.

E il mondo del vino passa anche per questo, dal divenire ambasciatori di un territorio, portavoci di una identità e dalla costante sperimentazione comunicativa.

Mosaico per Procida è una sperimentazione, per certi versi eversiva, che fonde i vini di 26 aziende locali, realizzato senza un solo spicciolo e con una logica comunicativa completamente fuori dal sistema.

Non deve essere stato facile selezionare le cantine, allestire la mostra che ha dato vita all’etichetta, ricevere i patrocini morali, organizzare le degustazioni in tutta Italia e comunicare Mosaico per Procida, ma a Gaetano non è mancata una ardente pazienza ed un’appassionata determinazione con l’obiettivo di a dare lustro al patrimonio enologico della sua terra: perchè anche il più ardito viaggiatore ritorna sempre nei luoghi in cui è cresciuto.

Come Decanto siamo profondamente orgogliosi del prestigioso riconoscimento ottenuto da Gaetano a Merano con cui abbiamo incrociato più volte la rotta, come nel caso di Fiano di Avellino Untold, in cui ha preso parte alla commissione valutatrice.

Buon Vento Gaetano!

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