Sia che siate degli esperti di vino, degli appassionati o dei semplici curiosi, sicuramente avrete nella vostra cantina almeno una bottiglia di Riesling Renano. E se non la avete, procuratevene subito una! Perché il Riesling, soprattutto nelle zone più vocate, è in grado di regalare vini unici, dai profumi caratteristici e dotati di un incredibile eleganza e personalità. Nei capitoli successivi cercheremo di capire di più su questo fantastico vitigno.

La storia

Il Riesling è un vitigno che sicuramente proviene dall’Europa Centrale, dalla Germania in particolare dove tutt’oggi è ampiamente coltivato. Diversi riferimenti storici più o meno documentati, collocano questo vitigno nella Valle del Reno già dal IX secolo, o anche antecedente secondo alcune ipotesi.

Tuttavia la sua storia documentata inizia nel 1435 quando il conte Giovanni IV di Katzenelnbogen indica nel suo inventario l’acquisto di alcune barbatelle di Riesling renano.La sua ampia diffusione cominciò però intorno al fine del 1600 quando ci fu la Guerra dei Trent’Anni che distrusse gran parte dei vigneti del centro europa. Il successivo reimpianto avvenne per lo più con viti di Riesling, a discapito dei vitigni minori. Cosa analoga successe successivamente, nel 1787 quando il principe Clemens Wenzeslaus di Sassonia, decretò che in tutto il suo territorio si potesse coltivare solo uva Riesling.

Si arriva così al XIX secolo quando i Riesling tedeschi erano ritenuti dei grandissimi vini, tanto da competere con i migliori vini francesi e raggiungendo talvolta anche prezzi maggiori. Questa fama fece in modo che il Riesling si diffondesse anche in altre zone europee; fu proprio in questo secolo infatti che arrivò in Italia.

Il momento favorevole finì bruscamente a causa dei due conflitti mondiali che devastarono sia i vigneti che l’economia tedesca. Questa volta i vigneti furono reimpiantati con vitigni più produttivi e il Riesling ha dovuto lentamente farsi strada nel corso degli anni per riaffermarsi. Ma dal 1996 il Riesling è tornato ad essere il vitigno più coltivato in Germania ed oggi sta guadagnando ampia popolarità anche a livello internazionale.

Le principali zone di coltivazione

Il Riesling renano è oramai diffuso in ogni parte del mondo, tanto da essere considerato uno dei cosiddetti vitigni internazionali. Le sue caratteristiche lo rendono piuttosto resistente al freddo e alle gelate primaverili; i climi caldi portano invece una maturazione più rapida delle uve, influendo negativamente sulla qualità dei vini.  Date queste caratteristiche intrinseche, la sua diffusione resta quindi limitata in quelle zone con climi freddi, freschi con buone escursioni termiche.

La Germania

La Germania è la zona più importante sia in termini qualitativi che in termini di ettari vitati. Infatti, nella sola nazione tedesca, vengono coltivati quasi i 2/3 di tutto il Riesling presente nel mondo. Le regioni più importanti sono concentrate nella zona Sud Ovest dello stato: la Mosella (Mosel – Saar – Ruwer) e il Rheingau sono le zone dove si trovano i migliori Riesling. Ma di notevole importanza sono anche le altri regioni vicine come il Rheinhessen, la Nahe e il Palatinato.

La Mosella e i vigneti di Riesling

L’Austria

Di coltura simile a quella tedesca, l’Austria vanta una buona tradizione nella produzione di Riesling renano. Nonostante questo, qui il vitigno principe è il Gruner Veltliner che spesso viene preferito al Riesling renano, a cui viene dedicata solo una piccola parte della produzione vinicola nazionale. Possiamo comunque trovare ottimi vini nella zona del Wachau.

La Francia

L’Alsazia è sicuramente una delle zone più importanti a livello mondiale per la produzione di Riesling renano. Non a caso questa regione confina direttamente con la Germania e con le maggiori zone di produzione tedesche. Qui la capacità e lo stile vitivinicolo francese si fonde con una radicata e storica tradizione germanica, donando vini di assoluto interesse.

L’Italia

La diffusione nel nostro paese è piuttosto scarsa. La produzione si concentra principalmente in Alto Adige per il suo clima freddo e montano, con qualche piccola produzione anche in Piemonte e in Friuli. In Lombardia lo troviamo nell’Oltrepò Pavese dove però non va confuso con il Riesling italico, che è un vitigno completamente diverso.

Gli Stati Uniti

Forse non è così popolare soprattutto nei mercati europei, ma il Riesling negli USA si è ritagliato una buona fetta di mercato, tanto da essere il secondo paese al mondo come superficie vitata.  Anche qui la produzione avviene nelle regioni dal clima freddo come Washington e Oregon.

L’Australia

Anche l’Australia, considerata il nuovo mondo dal punto di vista enologico, vanta una buona produzione di Riesling dall’elevato livello qualitativo. Le regioni di maggior interesse per questo vitigno sono situate nella parte meridionale: Claire Valley, Eden Valley e Adelaide Hills.

Il Riesling renano è poi presente in numerosi altri stati dove le caratteristiche climatiche lo permettono, ma sicuramente quelle appena elencate sono le zone di maggiore rilevanza.

Le caratteristiche culturali del Riesling renano

Come accennato in precedenza, il Riesling è un vitigno dotato di caratteristiche che ben si adattano ai climi freddi. Il germogliamento, ad esempio, avviene a primavera inoltrata e questo gli premette spesso di evitare le pericolose gelate primaverili. I suoi grappoli sono alati, compatti, dal colore dorato con punteggiature marroni e con acini di piccole dimensioni. La buccia è di media consistenza e, in determinate condizioni climatiche, lo rende favorevole all’attacco della Botrytis Cinerea.

Grappolo di Riesling

Il Riesling renano è capace di mantenere un’acidità elevata anche quando raggiunge la piena maturità.  L’elevato contenuto di acidi, il PH basso e il buon estratto secco fanno in modo che i vini ottenuti da questo vitigno siano tra i più longevi in assoluto, non solo per quanto riguarda i vini bianchi!

Le caratteristiche organolettiche del Riesling renano

La capacità del Riesling di evolvere lentamente e a lungo nel tempo, lo porta ad avere un profilo sensoriale dinamico, che varia in maniera netta durante l’invecchiamento in bottiglia. Cosa ci aspettiamo quindi se apriamo una bottiglia di Riesling?

I Riesling “giovani”

I vini secchi e vinificati senza l’apporto del legno (come nella maggior parte dei casi) saranno di un colore giallo verdolino, spesso con una densità non troppo accentuata ma con un’ottima luminosità.

I profumi non differiscono molto da altri vitigni semi-aromatici, indirizzati spesso su sentori di frutta aspra o acerba (la mela verde, il lime, il limone e gli agrumi in generale) e fiori bianchi (glicine, gelsomino, biancospino ad esempio) soprattutto se i Riesling provengono da zone un po’ più fresche, come la Mosella o il Rheingau in Germania. Invece, nelle aree più calde come ad esempio nel Palatinato in Germania o nel nostro Piemonte, i vini assumo caratteri più tropicali, che ricordano la pesca, la pera e l’albicocca; resta però sempre la caratteristica nota agrumata tipica del vitigno.

Il gusto rivela un’importante freschezza e, soprattutto in determinate zone, anche una decisa sapidità, mentre l’alcool è sempre piuttosto contenuto e di rado supera il 12%.

I Riesling dolci

I Riesling dolci presentano un colore diverso che va dal giallo dorato fino all’ambrato in base al grado di appassimento delle uve e all’invecchiamento.

I profumi diventano decisamente più dolci e maturi, arricchiti da sentori di frutta secca e miele. Se poi gli acini sono stati colpiti dalla famosa muffa nobile, tra gli aromi non mancheranno di certo le spezie come zenzero, curcuma e zafferano.

L’acidità del Riesling permette di ottenere dei vini dolci molto equilibrati dal punto di vista gustativo. Questo consente a quelli con un grado zuccherino piuttosto elevato (come in quelli tedeschi Beerenauslese, Trockenbeerenauslese e Icewine) di mantenere una piacevolezza assoluta e di non risultare mai stucchevoli.

I Riesling invecchiati

Con il tempo i Riesling diventano davvero particolari e assumono caratteristiche che li rendono davvero interessanti. Innanzitutto il colore vira su tonalità che vanno dal paglierino al dorato.

Ma la parte più interessante la si percepisce al naso: la caratteristica principale che lo rende originale e riconoscibile più da maturo che da giovane è l’aroma di idrocarburi (cioè di petrolio, benzina, kerosene!).

In bocca, col tempo, si ha un normale calo graduale della percezione acida del vino, che diventa così progressivamente più equilibrato e rotondo.

Gli idrocarburi nel Riesling

Alcune persone sostengono che gli idrocarburi nel Riesling sono da considerare difetti, altri invece li riconoscono come caratteristica indiscussa di questo vitigno. Ma, ad ogni modo, perché il Riesling presenta questi particolari aromi? Spieghiamolo brevemente:

La buccia del Riesling è ricca di carotenoidi, dei composti che svolgono una funzione di protezione dell’acino e che ritroviamo poi nel vino. Sono molecole grandi, pesanti e non sono volatili, quindi non presentano un proprio profumo. Tuttavia, quando il vino ha raggiunto un grado di interazione significativo con l’ossigeno, i carotenoidi si degradano in composti chimici più piccoli, chiamati Norisoprenoidi. Di questa particolare famiglia fa parte il 1,1,6-trimetil-1,2-diidronaftalene (abbreviato in TDN), che è la molecola responsabile del profumo di idrocarburi.

Lo sviluppo del TDN nel tempo e la sua soglia di percezione

Gli idrocarburi sono quindi degli aromi dovuti all’evoluzione del vino e cominciano ad essere percepiti dal nostro naso solo dopo alcuni anni (all’incirca 3 o 4 anni, come mostra il grafico). Il tempo dipende dalla zona di provenienza, dalla corretta conservazione del vino in cantina ma anche dalla sua qualità. Infatti un vino di scarsa qualità e scarsa struttura, tenderà ad invecchiare più precocemente, sprigionando gli idrocarburi anticipatamente.

Consigli sull’abbinamento con il cibo

Il Riesling renano è un vitigno molto versatile che permette di ottenere vini di diverse tipologie e, di conseguenza, svariati tipi di abbinamenti. Le versioni giovani o gli spumanti, data la loro freschezza, possono essere adatte ad un piacevole aperitivo.

I riesling più strutturati e secchi sono invece i compagni ideali per il pesce. I crostacei e i frutti di mare, in particolare, data la loro tendenza dolce, si integrano perfettamente con l’acidità e la sapidità del vino. Ma anche pollame e formaggi caprini o vaccini non stagionati possono essere un buon accompagnamento per il Riesling.

Il sushi offre un abbinamento interessante, ma attenzione al wasabi! La sua piccantezza, se non eccessiva, potrebbe essere un problema risolvibile utilizzando i Riesling con residuo zuccherino. Sono versioni che presentano una bassa alcolicità e una dolcezza leggera, che li rende spesso di difficile abbinamento. Il consiglio è di provarli con la cucina etnica, ricca di spezie e spesso piccante.

Per quanto riguarda i Riesling dolci, l’abbinamento naturalmente è con i dessert, specialmente quelli alla frutta. Le versioni muffate, invece, ben si sposano con i formaggi erborinati, soprattutto nelle versioni invecchiate, ma possono essere utilizzati anche come vini da meditazione.

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