L’ottava edizione della kermesse dedicata ai vini dell’Alto Piemonte ha rivelato una crescente attenzione da parte di operatori del settore e pubblico nei confronti di questo territorio e delle sue eccellenze.
I numeri dei due giorni di manifestazione parlano di un grande successo: più di 50 aziende presenti e oltre 1200 ingressi, fra addetti ai lavori e appassionati.
“Un risultato che testimonia la crescente consapevolezza delle qualità e delle potenzialità del nostro territorio. Taste Alto Piemonte si conferma un appuntamento di promozione e confronto di altissimo livello, capace di unire produttori, professionisti e pubblico attorno a un racconto autentico di identità, paesaggi e vini straordinari”, ha dichiarato Andrea Fontana, presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.
La location storica
A fare da sfondo a Taste Alto Piemonte 2025, lo splendido panorama del Lago Maggiore, con le Isole Borromee proprio di fronte alle vetrate del prestigioso Grand Hotel des Iles Borromées, a Stresa, dove si è tenuto l’evento.


Riconosciuto come locale storico d’Italia, questo albergo 5 stelle lusso fu costruito a partire dal 1861, anno dell’unità d’Italia, nell’incantevole cittadina di Stresa, che, solo pochi anni più tardi, iniziò a essere conosciuta ovunque come la perla del Verbano.
Nel corso dei secoli le lussuose stanze dell’hotel hanno ospitato numerose figure nobiliari, per esempio Anna, principessa d’Assia e di Prussia. Inoltre, i passeggeri dell’Orient-Express, in viaggio da Parigi a Costantinopoli, si fermavano proprio qui per ammirare le meraviglie di questo angolo di paradiso.
Il nome del Grand Hotel des Iles Borromées è conosciuto in tutto il mondo grazie a Ernest Hemingway, che, rimasto colpito dalla bellezza del luogo, decise di ambientarvi parte del suo romanzo “Addio alle armi”.
La manifestazione
Taste Alto Piemonte 2025 si è svolto il 9 e 10 Novembre, richiamando professionisti e appassionati da tutta Europa e non solo. Fra i 1200 partecipanti, infatti, ci sono stati anche importatori provenienti dai principali mercati esteri, come per esempio gli Stati Uniti.
L’evento, organizzato dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, ha ricevuto il contributo della Regione Piemonte e il patrocinio del Comune di Stresa, della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e del Distretto Turistico dei Laghi.
Nel corso delle due giornate si sono tenute cinque masterclass: quattro hanno approfondito le dieci denominazioni del territorio, ovvero Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC e Valli Ossolane DOC. La quinta, dal titolo “Terroir a confronto: l’Alto Piemonte incontra il Sannio”, ha permesso di scoprire similitudini e differenze fra i due territori coinvolti, attraverso la degustazione dei vini.
I banchi d’assaggio hanno visto la partecipazione di 52 produttori, che hanno raccontato in prima persona i propri vini a wine lover e operatori del settore, creando importanti connessioni per la crescita di quest’area piemontese e la diffusione delle sue eccellenze.

Taste Alto Piemonte ha avuto un ruolo fondamentale anche nel mostrare il legame fra i vini e i luoghi meravigliosi in cui nascono, suggerendo possibili mete enoturistiche e non solo agli appassionati giunti qui in occasione dell’evento.
I vini protagonisti di Taste Alto Piemonte 2025

Interprete principale di Taste Alto Piemonte è stato il Nebbiolo, in tutte le sue sfumature: vinificato in bianco, in rosa, in rosso e anche spumantizzato. Per essere precisi, dovremmo parlare di Nebbioli, dato che in Alto Piemonte troviamo lo Spanna nelle province di Novara, Vercelli, Biella e il Prünent nel Verbano-Cusio-Ossola.
Vinificato in purezza o con piccole percentuali di varietà a bacca rossa locali, come Vespolina, Uva Rara e Croatina, il Nebbiolo è alla base delle 10 denominazioni presenti in quest’area e dà vita a vini profondamente diversi a seconda dei suoli, che in pochi chilometri variano moltissimo. Infatti, nel corso dei millenni, vulcano, mare e ghiacciaio hanno plasmato la matrice del caleidoscopico territorio nord piemontese. La straordinaria capacità del Nebbiolo di interpretare ciascuna differenza in modo unico regala vini dalle infinite sfaccettature.
Per tale ragione, ogni denominazione rappresenta un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio ed esprime l’intimo legame che questa antica varietà d’uva, figlia del freddo e della nebbia, instaura con il proprio ambiente. Ritrovare una connessione così profonda nel calice è un’esperienza davvero affascinante, che spesso lascia senza parole per la meraviglia.
Gattinara DOCG
Caratteristica peculiare della zona sono i porfidi ocra-bruni, molto duri e compatti, derivati dal Supervulcano della Valsesia. Questi conferiscono una spiccata acidità ai vini, che risultano complessi, equilibrati, eleganti e molto longevi.
Il Nebbiolo (Spanna) è presente dal 90% al 100% e il restante 10% può comprendere Vespolina e/o Uva Rara.
Ghemme DOCG
Terreni ghiaiosi, ricchi di ferro e magnesio caratterizzano quest’area. I vini risultano profondi, intensi, equilibrati, dotati di buona sapidità e importante struttura.
Sono costituiti da Nebbiolo (Spanna) in percentuale variabile dall’85% al 100%. È consentito l’impiego di Vespolina e/o Uva Rara per un massimo del 15%.
Boca DOC
I porfidi rosa acceso, molto friabili, di derivazione vulcanica costituiscono i terreni, poverissimi di humus, di Boca. Nei vini ciò si traduce in sapidità e acidità ben percettibili, perfettamente integrate nella struttura complessa ed elegante.
La percentuale di Nebbiolo (Spanna) varia fra il 70% e il 90%, Vespolina e/o Uva Rara possono rappresentare dal 10% al 30%.
Fara DOC e Sizzano DOC
Queste due denominazioni, adiacenti fra loro, condividono la stessa tipologia di suoli poco compatti e ghiaiosi, con alte concentrazioni di ferro e magnesio.
La composizione di entrambe le DOC prevede Nebbiolo (Spanna) dal 50% al 70% e Vespolina e/o Uva Rara dal 30% al 50%. Sono inoltre ammesse fino a un massimo del 10% altre uve a bacca rossa non aromatiche, la cui coltivazione è consentita in Piemonte.
Nonostante le analogie produttive, i vini rivelano personalità distinte e caratteristiche identitarie di ciascuna delle due aree. Per esempio, generalmente il Sizzano DOC risulta più strutturato ed esuberante rispetto al Fara DOC, che, invece, appare più fine ed equilibrato.
Lessona DOC
I depositi marini che costituiscono il suolo di quest’area contribuiscono al profilo elegante e armonico, tipico dei vini qui prodotti, già percettibile dal colore granato tenue. Caratteristica la sapidità.
Secondo il disciplinare di produzione la percentuale di Nebbiolo (Spanna) varia dall’85% al 100%. Per il restante 15% sono ammesse Vespolina e/o Uva Rara.
Bramaterra DOC
Zona molto variegata dal punto di vista dei suoli, presenta sia porfidi che depositi marini, simili a quelli di Lessona. I vini risultano intensi e presentano una buona struttura, con un tipico finale piacevolmente amaricante.
Il Nebbiolo (Spanna) è presente fra il 50% e l’80%, la Croatina fino a un massimo del 30%, Vespolina e Uva Rara, singolarmente o insieme, fino al 20%.
Colline Novaresi DOC e Coste della Sesia DOC
I terreni di queste due DOC variano a seconda dell’area considerata, dato che entrambe in parte ricadono sui territori delle denominazioni comunali.
Se non compare indicazione del vitigno, le appellazioni sono riservate a vini rossi o rosati, nei quali il Nebbiolo (Spanna) rappresenta almeno il 50%.
Perché sia riportato il vitigno dopo la denominazione, la percentuale di ciascuna varietà deve essere pari all’85% e le uve previste sono: Nebbiolo (Spanna), Vespolina e Croatina per Coste della Sesia DOC, mentre per Colline Novaresi DOC, oltre alle precedenti, si aggiungono Uva Rara e Barbera.
Nella tipologia “Bianco”, il vino è ottenuto per il 100% da Erbaluce.
Valli Ossolane DOC
La DOC più a nord del Piemonte presenta suoli morenici con un’alta concentrazione di graniti. Qui, quando si parla di Nebbiolo, si intende il clone Prünent, che dà vita a vini intensi, dotati di buona struttura e notevole complessità.
Nei vini Valli Ossolane DOC il disciplinare di produzione prevede una percentuale minima di Nebbiolo (Prünent) pari all’85%. Per il restante 15% sono ammesse varietà a bacca rossa non aromatiche, consentite in Piemonte.
Se dopo la denominazione appare la dicitura “Rosso”, significa che il vino è composto per il 60% da Nebbiolo, Croatina e Merlot, in purezza o congiunti, più altre uve non aromatiche a bacca rossa.
La tipologia “Bianco” prevede la presenza per almeno il 60% di Chardonnay, più altri vitigni a bacca bianca non aromatici ammessi in Piemonte.
Le nostre impressioni al Taste Alto Piemonte
Indiscutibile l’altissimo livello qualitativo di tutti i vini presenti nel corso della manifestazione, che hanno incarnato appieno i vari territori di origine.
È stato interessante sperimentare le vinificazioni alternative del Nebbiolo, rispetto alla tradizionale in rosso: gli assaggi di spumanti metodo classico, per esempio, hanno rivelato la poliedricità di questa varietà d’uva e la sua capacità di esprimersi al meglio anche sotto forma di bollicine.
Molto piacevoli, inoltre, sia la versione bianca ferma, dotata di sapidità e freschezza, perfetta per un aperitivo, che quella rosé, dalla personalità decisa e al contempo versatile.
Sono stati i vini rossi, però, a regalare grandi emozioni: attraverso l’eleganza dei Lessona DOC e dei Boca DOC, la struttura dei Ghemme DOCG, la complessità dei Gattinara DOCG e l’intensità dei Prünent Valli Ossolane DOC, il Nebbiolo ha saputo magistralmente mostrare le sue mille sfaccettature.
L’assaggio degli Spanna 2024 vinificati in acciaio, dal profumo di rose e lamponi, adatti a essere apprezzati in gioventù, magari serviti freschi, e successivamente dei Fara DOC Riserva, con potenziale evolutivo notevole, ha evidenziato quanto questo caleidoscopico vitigno possa esprimersi molto diversamente anche a parità di terroir.
Infine, da non sottovalutare le uve considerate “minori”, presenti in Alto Piemonte: piacevolissimi i campioni di Vespolina in purezza, con la sua intrigante nota di pepe nero, che stuzzica il palato e invoglia a berne un altro calice. Meno esuberanti, ma molto gastronomici, perfetti per l’abbinamento con i piatti del territorio, i vini da Uva Rara e Croatina.


