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Il nuovo Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana: eleganza e longevità

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Nel cuore delle Langhe, sui dolci pendii delle colline di Castiglione Falletto, sorge uno dei vigneti più piccoli di tutto il territorio, la MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Vignolo. Giocando con un noto detto, possiamo affermare che “nella vigna piccola c’è il vino buono”: questo fazzoletto di terra, infatti, regala nettari molto piacevoli ed eleganti. È proprio qui che prende vita il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana, l’ultimo nato nella storica cantina langarola.

Il sistema MGA nelle Langhe

Analogamente a quanto accade in Francia con i cru, le MGA piemontesi rappresentano aree di produzione più specifiche, delimitate ufficialmente all’interno delle zone di produzione di Barolo DOCG e Barbaresco DOCG. A livello legale sono riconosciute 170 Menzioni Geografiche Aggiuntive per il Barolo, più 11 Menzioni comunali e 66 per il Barbaresco.

L’introduzione di tale sistema è avvenuta il 30 settembre 2010, con modifica del disciplinare di produzione a partire dalla vendemmia del medesimo anno.

MGA Vignolo

Un appezzamento di soli 1,96 ettari, adagiato sul pendio di una collina, a un’altezza compresa fra i 230 e i 280 metri sul livello del mare ed esposto a ovest-sud/ovest: ecco i dati tecnici della MGA Vignolo, una delle più piccole di tutte le Langhe.

Il suolo è costituito da una matrice calcareo-argillosa ed è ricco di Marne di Sant’Agata Fossili, che donano ai vini grande eleganza e armonia, fin dai primi anni di vita.

In questa culla, tanto piccola quanto determinante nell’imprimere caratteri fortemente identitari, nasce il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana.

L’azienda Livia Fontana

La vista dalla terrazza della cantina è mozzafiato: regala scorci incantevoli su alcune delle più antiche e prestigiose vigne della DOCG Barolo. Mentre si ammira il paesaggio fiabesco, si ha la sensazione di essere avvolti dalla meraviglia, dalla storia, dal prestigio e dalla delizia.

Il nome della famiglia Fontana è legato al vino e a Castiglione Falletto da innumerevoli secoli, ma è nel 1820 che viene acquistata la cascina, chiamata Fontanin, ancora oggi sede dell’azienda. Risalgono, invece, alla seconda metà del 1400 le prime testimonianze scritte che confermano l’attività vitivinicola dei Fontana.

Oggi la cantina è guidata da Livia, insieme ai figli Michele, enologo e Lorenzo, brand ambassador, che si occupa della parte commerciale.

Da sinistra: Lorenzo, Livia e Michele

L’obiettivo della famiglia Fontana è mettere in bottiglia ciascuna differente personalità del meraviglioso territorio in cui vive. Per far ciò, Michele ha seguito un cammino che lo ha portato a eliminare l’utilizzo di prodotti di sintesi in campo. Recentemente (2024), inoltre, ha scelto di prediligere le fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, rispetto all’impiego di quelli selezionati.

Nei vigneti aziendali si allevano le varietà tipiche e rappresentative della zona: Arneis, Barbera e Nebbiolo. Tali uve danno vita a otto diverse referenze, più l’ultimo nato, il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana.

La degustazione

Guidati dalla passione e dall’immensa conoscenza delle Langhe di Alessandro Masnaghetti, abbiamo intrapreso un percorso attraverso otto vini, che ci hanno permesso di comprendere appieno la filosofia produttiva, di confrontare annate e MGA. Al termine, è stata presentata l’ultima creazione, il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana.

Langhe DOC Nebbiolo 2024 e Langhe DOC Nebbiolo 2018

Le uve destinate a questa tipologia generalmente provengono dai vigneti più giovani e da quelli situati nelle posizioni più fresche.

Per quanto riguarda l’annata 2024, piuttosto difficile, che ha portato pioggia anche durante la vendemmia, il vino risulta piacevole e dotato di un ottimo potenziale evolutivo. Al naso regala sentori di piccoli frutti rossi croccanti e rosa, con un pizzico di spezie dolci. In bocca, l’acidità è comprensibilmente marcata, ma nel complesso il sorso è già godibile, nonostante sia destinato a dare il meglio di sé fra qualche anno.

Il Nebbiolo 2018, frutto di una stagione abbastanza calda, a parità di vinificazione con il precedente, ovvero 18 mesi in botte grande, risulta più fine ed equilibrato. L’intenso bouquet è caratterizzato da rosa disidratata, lampone, spezie dolci e note eteree. All’assaggio, si rivela molto elegante e dotato di piena armonia.

Barolo DOCG Fontanin 2022 e Barolo DOCG Fontanin 2016

Barolo “della famiglia”, che, infatti, prende il nome dalla Cascina Fontanin, sede dell’azienda. Le uve provengono dai quattro vigneti di proprietà a Castiglione Falletto, ovvero Mariondino, Bussia, Villero e Vignolo.

La vendemmia 2022 regala all’olfatto sentori di potpourri di fiori scuri, frutti rossi croccanti e delicate spezie. In bocca, la vibrante freschezza, ancora ben presente, ma perfettamente integrata, ne fa intuire l’importante potenziale evolutivo.

Il Fontanin 2016 nasce in una delle migliori annate di sempre nelle Langhe, che si riflette nel bouquet intenso e intrigante di questo vino. Aromi di rose e viole essiccate, confettura di lamponi, liquirizia e una componente speziata più marcata del precedente si sprigionano dal calice. All’assaggio spiccano l’equilibrio e la grande piacevolezza.

Barolo DOCG Villero 2021 e Barolo DOCG Villero 2016

Villero è una MGA tanto piccola quanto celebre per la rinomata eleganza che conferisce ai vini, grazie a una percentuale di sabbia maggiore nel suolo, rispetto ad altre MGA, per esempio Bussia.

La 2021 è stata un’annata molto buona, come dimostra l’intenso e ammaliante ventaglio aromatico di questo Barolo, ricco di viole, rose rosse, visciole e lamponi maturi, tabacco, delicate spezie dolci. In bocca, i tannini sono setosi e contribuiscono a creare una grande armonia complessiva, che si traduce in estrema finezza, nonostante la giovane età.

Il Villero 2016 rivela una personalità completamente diversa rispetto al precedente. Al naso, infatti, prevalgono i sentori di confettura di piccoli frutti rossi, sottobosco, cuoio e soprattutto eterei. All’assaggio emergono una struttura maggiore e tannini ancora ben presenti. È un vino che richiede tempo nel calice per raccontare la sua storia.

Barolo DOCG Bussia Riserva 2020 e Barolo DOCG Bussia Riserva 2016

Al contrario di Villero, la MGA Bussia ha una maggiore quantità di argilla nella composizione del suolo, che dona “potenza” ai vini.

La vendemmia 2020 regala al naso eleganti note di viola, piccoli frutti rossi succosi, eteree e il caratteristico sbuffo balsamico, quasi mentolato, che caratterizza i Barolo di Bussia. In bocca, la buona freschezza e i tannini percettibili, ma perfettamente integrati, sostengono una struttura importante, creando un ottimo equilibrio.

La grande annata 2016 in questo caso ha dato vita a un vino dalla straordinaria eleganza, che rivela una forte personalità unita a un potenziale di evoluzione ancora notevole. Rosa e viola essiccate, gelatina di lamponi, succo di ribes e melograno, spezie che ricordano il Natale, cacao, tabacco, sentori eterei e balsamici ne caratterizzano il bouquet. Assaggiandolo ci si emoziona, come sempre avviene quando si ha di fronte un’opera d’arte creata a quattro mani da natura e uomo.

Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana

Da una piccola porzione della MGA Vignolo, le cui viti hanno circa 25 anni, nasce il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana, presentato in anteprima nel corso di questa degustazione.

Portando il calice al naso, si viene avvolti da intensi sentori di rose rosse, lamponi succosi, melograno, spezie dolci, liquirizia, grafite e note balsamiche, già presenti nonostante la giovane età. In bocca, si ritrova un’ottima corrispondenza con quanto sentito all’olfatto. L’equilibrio è molto buono, con tannini setosi e una piacevole freschezza.

Un vino che ha una lunga vita davanti a sé e promette un’evoluzione elegante, armonica, ma che a “soli” sei anni risulta già estremamente godibile, caratteristica non sempre scontata per questa tipologia.

Il Barolo DOCG Vignolo Riserva 2020 – Livia Fontana incarna un’altra affascinante personalità del caleidoscopico territorio delle Langhe, che Livia, Michele e Lorenzo hanno voluto racchiudere in bottiglia per farla conoscere al mondo.

Claudia Pescarolo
Claudia Pescarolo
Metà piemontese e metà veneta, nelle mie vene non può che scorrere vino. Formazione scientifica, animo classico e profonda curiosità sono i miei ingredienti principali. Dopo la laurea in Medicina Veterinaria, il diploma di Sommelier e il master in Comunicazione per il Settore Enologico, ho deciso di dedicarmi alla mia missione: raccontare storie di vino, di persone, di passione e di grande bellezza.

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