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“Anssèma” Nizza DOCG 2018 di Cascina Giovinale: il territorio nel calice

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Prendersi cura della vite è qualcosa che l’uomo ha fatto fin dagli albori della sua esistenza, come se ci fosse un legame atavico fra vino e vita. Anche la Bibbia sceglie il nettare di Bacco come simbolo di rinascita e civiltà, raccontando di Noè, che, approdato con la sua arca sul monte Ararat, pianta proprio un vigneto.

Non a caso spesso si sente parlare di “allevamento” invece di “coltivazione” della vite, per sottolineare la dedizione e il tempo necessari a ottenere i preziosi grappoli d’uva.

Oggi, in molti casi l’attenzione e la lentezza vengono considerate problemi più che valori. Per fortuna, però, ci sono ancora vini che nascono dalle mani di chi è fortemente convinto che al centro del proprio lavoro ci sia la cura della vite. “Anssèma” Nizza DOCG di Cascina Giovinale è sicuramente uno di questi.

La Storia di Cascina Giovinale

La storia della cantina racconta di un uomo, Bruno Ciocca, talmente innamorato della propria terra natale, Nizza Monferrato, da scegliere di dedicarle la sua intera esistenza, con l’obiettivo di farne conoscere al mondo la bellezza e la potenzialità.

All’inizio degli anni ’80, periodo molto difficile per il vino italiano e per la Barbera in particolare, Bruno decide di acquistare un antico podere circondato da vigneti a Nizza Monferrato. Il suo intento è produrre una Barbera di Nizza che dimostri l’eccellenza qualitativa di quel territorio. Più che un sogno, ciò che lo guida è un vero e proprio atto di coraggio, considerato il contesto storico tutt’altro che favorevole (ricordiamo lo scandalo del vino al metanolo avvenuto nel 1986).

A volte, però, la vita premia con il successo le persone che hanno l’intraprendenza di realizzare i loro progetti. Così nasce l’attività di Cascina Giovinale, impegnata fin dagli albori nella valorizzazione di vitigni autoctoni come Barbera e Cortese.

La barricaia di Cascina Giovinale

Filosofia produttiva

In questo caso più che mai vale la frase “il vino si fa in vigna”: a Cascina Giovinale tutto ruota intorno alla cura del vigneto, inteso come vero e proprio ecosistema. Per tutelare tale microcosmo, composto da flora e fauna, viene favorito l’inerbimento fra i filari. L’allevamento delle viti è orientato alla sostenibilità ambientale a 360°. Anche dal punto di vista energetico, l’azienda ha fatto una scelta ecocompatibile, dotandosi di un impianto fotovoltaico in grado di soddisfare interamente il fabbisogno interno.

Le migliori uve giungono in cantina subito dopo la raccolta e iniziano il processo di vinificazione sotto la supervisione dell’enologo Luca Voglino. Preservare il modo in cui il vitigno interpreta il terroir a seconda dell’annata è l’obiettivo principale. Per fare ciò si ricorre all’impiego di lieviti autoctoni, ottenuti tramite la tecnica della pre-vendemmia.

L’approccio minimalista prevede un affinamento in legno volto a trovare equilibrio, che non modifica in modo invasivo le caratteristiche organolettiche del vino. La filtrazione si effettua solo se necessaria.

Terroir

“Anssèma” Nizza DOCG nasce da vigneti esposti a sud/sud-ovest, posti sulla sommità del colle di San Nicolao, a 260 metri sul livello del mare. Il panorama che si gode da qui è davvero mozzafiato: la vista, infatti, spazia sui morbidi pendii collinari del Monferrato, patrimonio UNESCO dal 2014, fino ad arrivare alle vette dell’arco alpino che li incornicia. Nell’azzurro del cielo è facile riconoscere le sagome del Monviso, del Gran Paradiso e del Monte Rosa, che dall’alba al tramonto regalano uno scenario incantevole.

Il vigneto sulla collina di San Nicolao

sei ettari di proprietà sorgono su terreni marnoso-calcarei, un substrato ottimale per le viti, che permette loro di trasferire finezza, struttura e complessità ai vini qui prodotti.

Nizza DOCG

Bruno Ciocca ha sempre creduto così tanto nella bellezza e nella potenzialità del territorio di Nizza, che fin dall’inizio dell’attività di Cascina Giovinale si è schierato in prima linea per la sua valorizzazione. Insieme ad altri vignaioli della zona ha fondato l’Associazione Produttori Nizza ed è parte attiva in progetti di tutela e promozione dell’areale. Soprattutto grazie alla dedizione e all’impegno di queste persone nel 2014 nasce la denominazione Nizza DOCG.

“Anssèma” Nizza DOCG 2018 di Cascina Giovinale

Una Barbera proveniente dalla selezione delle migliori uve dei vigneti aziendali, per esprimere al massimo il potenziale del terroir in cui nasce. Le vecchie viti, di età superiore a 60 anni, riescono a concentrare la vera essenza di Nizza nel calice.

“Anssèma” in piemontese significa “insieme”, quasi a simboleggiare l’impegno condiviso, di uomo e vigna, per produrre soltanto il meglio.

Anseèma Nizza DOCG: Vinificazione e affinamento

Le uve, raccolte a piena maturazione (intorno a settembre/ottobre), vengono rapidamente portate in cantina, dove vanno incontro a pigiodiraspatura e macerazione sulle bucce per 20 giorni. Una volta completate la fermentazione alcolica e quella malolattica, il vino viene posto a riposare in recipienti di legno (tonneaux e botti da 10 ettolitri) per due anni. Infine, si trasferisce in bottiglia, dove rimane per almeno tre anni prima di essere commercializzato.

Anssèma Nizza DOCG: Note di degustazione

“Anssèma” Nizza DOCG 2018 nel calice rivela un colore rubino intenso, percorso da vividi riflessi rosso granato, che lasciano intuire la sua evoluzione.

L’intenso bouquet offre sentori di iris blu, fragole e ciliegie mature, sottobosco, cacao, cuoio, oltre a note ferrose ed eteree che ne aumentano la complessità.

Il sorso è fine, equilibrato, caratterizzato da tannini levigati, sapidità e una vibrante acidità, tipica della Barbera, che contribuiscono a bilanciare la struttura. Lascia la bocca piacevolmente pulita, con una sensazione di eleganza che permane nel tempo.

Abbinamenti Consigliati con Anseèma Nizza DOCG

Le sue caratteristiche organolettiche rendono “Anssèma” Nizza DOCG 2018 un vino che si presta bene all’accostamento gastronomico. In particolare, l’abbinamento a primi piatti ricchi e saporiti è molto adatto, così come quello con formaggi di media stagionatura e seconde portate a base di carni rosse.

Noi abbiamo scelto un risotto con riso Carnaroli Classico alla crema di zucca castagna con Taleggio e funghi porcini, che si è rivelato una combinazione azzeccata. Infatti, la grassezza e la tendenza dolce del piatto sono perfettamente bilanciate dall’acidità e dalla sapidità del vino. Inoltre, l’intensità e la lunghezza di Anssèma compensano l’aromaticità e la persistenza gusto-olfattiva del risotto. Il risultato è un’armonia fra i contrasti, che valorizza sia la pietanza che la Barbera, lasciando la bocca perfettamente pulita. Ciò che rimane è la voglia di un’altra forchettata di riso, accompagnata da un ulteriore calice di vino.

Premio Tre Cavatappi di Untold

Grazie alla sua tipicità e alla sua finezza, “Anssèma” Nizza DOCG 2018 ha ottenuto i Tre Cavatappi, massimo riconoscimento della guida Untold – Quello che non è ancora stato detto del vino

La commissione valutatrice lo descrive come dotato di un “carattere scolpito nel legno e nel tempo: note di cacao amaro emergono come echi di tostatura sapiente; il futuro promette metamorfosi sensoriali”.

Proprio in quel “carattere scolpito nel tempo” è racchiuso tutto l’impegno di chi ha dedicato la vita intera a valorizzare ciò che questo vino rappresenta: l’enorme potenziale della Barbera di Nizza Monferrato.

Claudia Pescarolo
Claudia Pescarolo
Metà piemontese e metà veneta, nelle mie vene non può che scorrere vino. Formazione scientifica, animo classico e profonda curiosità sono i miei ingredienti principali. Dopo la laurea in Medicina Veterinaria, il diploma di Sommelier e il master in Comunicazione per il Settore Enologico, ho deciso di dedicarmi alla mia missione: raccontare storie di vino, di persone, di passione e di grande bellezza.

Untold

"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

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