Aut Caesar, aut nihil” – recitava il motto adottato da Cesare Borgia e, prima di lui, da Ladislao I di Napoli: “o Cesare, oppure nulla”. La frase, da alcuni attribuita allo stesso Giulio Cesare è un elogio all’ambizione smodata, al desiderio di grandezza, all’anelare la trascendenza.

Ed è di questo che stiamo parlando, perchè un vino di cui sono prodotte poco più di 1.000 bottiglie singolarmente numerate e la cui etichetta è applicata a mano, lettera per lettera, con dovuta e sincera lentezza è un passo per il quale non siamo pronti e che sfugge alle logiche di tradizionali del commercio.

Il Gattinara Cesare prodotto dall’azienda vinicola Anzivino, condotta da Emanuele e Sabrina, è un omaggio a Cesare, il papà di Sabrina, e viene prodotto solamente nelle migliori vendemmie e con le migliori uve.

Cesare intento a coltivare la vigna

La voglia di affrontare nuove sfide, insieme alla passione per il mondo del vino, è stata la motivazione che ha spinto Emanuele e Sabrina a trasferirsi da Milano alla patria del Nebbiolo, il Nord Piemonte e più precisamente a Gattinara.

La storia di Anzivino comincia nel 1998 quando, dopo aver acquistato terreni e ristrutturato una vecchia distilleria nel centro storico di Gattinara, Emanuele e Sabrina iniziano a coltivare i vigneti e a produrre Gattinara DOCG e Bramaterra DOC.

Anzivino, oggi come ieri, è guidata dall attenzione per la qualità nel rispetto della tradizione. E per citare le parole di Emanuele: “Ci piace andare controcorrente pur rispettando i canoni tradizionali; crediamo nella personalizzazione di qualsiasi forma d’arte e il vino per noi è una forma d’arte!

Caratteristiche Produttive del Gattinara “Cesare”, 2017 di Anzivino

Il Cesare è prodotto dalle migliori uve Nebbiolo selezionate a mano e coltivate nel CRU del Gattinara “Valferana” a circa 320 m.s.l.m., dove sorgono vigneti di antichissima origine vulcanica, molto ricchi di sali minerali e di ferro.

Il Cesare viene vendemmiato leggermente tardivamente ed effettua una macerazione intensa e prolungata, seguita da una fermentazione a temperatura controllata in tonneau.

Il successivo affinamento in legno avviene, come da disciplinare, per 24 mesi in tonneau di rovere di 2° e 3° passaggio, con i solfiti aggiunti ridotti al minimo.

Il vino viene a questo punto imbottigliato senza filtrazioni e messo in commercio dopo una sosta in bottiglia di ulteriori 24 mesi.

Emanuele Anzivino con in mano una bottiglia di Cesare

Degustazione del Gattinara “Cesare”, 2017 di Anzivino

Non mi stancherei mai di agitare questo vino nel calice: si esibisce in una danza tinta di un rosso granato vivace e indomito, come per chi l’anzianità equivale soltanto a maggiore esperienza.

Colore Rosso vino dal top

Il suo colore è il suo colore è perfetto, impeccabile.

Al naso è ancora intriso di frutta fresca e accompagnato da una delicata nota balsamica di menta, che si lascia permeare da un sentore di erbe aromatiche come il rosmarino.

Al gusto parte deciso con un incipt speziato, quasi pepato che apre il passaggio ad un sorso pieno e morbido, corredato da un tannino ben levigato ed equilibrato.

La morbidezza è ben bilanciata da una pregevole acidità che accompagna tutta la beva e che si traduce in una chiusura mentolata e in un retrogusto amarognolo di bucce di more e mirtilli.

Un vino importante come un Cesare, anziano ma ancora arzillo e con tanta, tanta voglia di condividere con gli altri le proprie esperienze.

Non è un caso che questo vino abbia trionfato nel contest Alto Piemonte Untold aggiudicandosi il premio di Migliore Gattinara Riserva nel corso della degustazione alla cieca.

Abbinamento del Gattinara “Cesare”, 2017 di Anzivino

polenta con carne al sugo

Noi abbiamo abbinato questo vino con una polenta al sugo di cinghiale e non ce ne siamo pentiti per neanche un istante.

Il vino si è sposato a pennello con la carne di cinghiale al sugo andando a completarne il sapore e dando ulteriore valore al piatto.

Insieme alla sola polenta invece la struttura del vino è risultata coprente rispetto a quella del cibo.

Consigliamo l’abbinamento con un piatto di selvaggina cotta in sugo di pomodoro abbondante, magari brasata insieme al vino e con un pezzo di pane fresco e morbido con la crosta croccante.

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