Da uno dei borghi più belli d’Italia, arriva un Chianti Classico unico: il Montefioralle.

Prodotto dall’omonima azienda, a conduzione familiare, è un rosso che fa parlare di sé … come la sua terra d’origine.

Non è un caso che sia stato premiato con i TRE CAVATAPPI di Chianti Classico Untold.

Annata 2019, solo da poco messo in commercio, e questo giovane Chianti ha saputo subito distinguersi. Ogni assaggio è un trionfo di forza ed equilibrio, con profumi intriganti e una saporita persistenza.

Il Chianti Classico Montefioralle è proprio una scoperta da conoscere da vicino. Scopri di più, continuando la lettura.

Montefioralle: un borgo, una Cantina e delle vigne speciali

Un’affascinante Tenuta Vinicola che prende il nome proprio dal vicino borgo medioevale. Montefioralle sorge in posizione collinare, nel comune di Greve in Chianti, ed è stato riconosciuto, nel 2022, come il più bel borgo d’Italia. Architetture antiche, risalenti addirittura a prima dell’anno 1000, panorami suggestivi e un’atmosfera romantica rendono questa località una meta ambita … senza contare il suo ottimo vino.

Già dal 1400 il particolare territorio di questo paese, anticamente conosciuto come Monteficalle, era famoso per la qualità dei suoi nettari, come riportato in una lettera in cui il vino del luogo è definito “el migliore che ci sia.

Un ottimo preludio, quindi, per l’avventura che ha visto protagonista Renato Sieni che, negli anni ’60, ottenne in usufrutto la vigna che veniva da secoli gestita dai prelati del paese. Un esordio che vide subito la nascita di un rosso dotato di grande personalità, degno rappresentante dell’imminente risorgimento del vino italiano.

Fernando Sieni seguì le orme paterne e, all’inizio degli anni ‘90, dopo aver abbandonato il precedente lavoro, rilevò il podere facendolo proprio. Da quel momento in poi, la famiglia ha dedicato tutte le sue forze e la sua passione alla cura dei vigneti e alla creazione di vini tipici, genuini e gustosi.

Le vigne della famiglia Sieni si trovano su terrazzamenti collinari, a ridosso del paese, a un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare, con un’esposizione soleggiata e ventilata, a Sud/Est.

Un terroir unico, quello della Tenuta Montefioralle, per microclima e qualità del suolo, prettamente calcareo e ricco della locale pietra alberese. Solo 4 ettari vitati di proprietà, gestiti nel massimo rispetto per l’ambiente. Attenzioni particolari per cui l’azienda ha ottenuto, nel 2019, la certificazione di agricoltura biologica.

Chianti Classico Montefioralle annata 2019
Chianti Classico Montefioralle: la spettacolare annata 2019

Chianti Classico Montefioralle: la nascita dell’annata 2019

Le particolarità del territorio di Montefioralle permettono la creazione di un Chianti Classico speciale, che potrebbe quasi essere definito come un Cru, nell’ambito della denominazione.

In effetti, il Chianti Classico Montefioralle 2019, spicca per intensità e godibilità, a dispetto della sua gioventù. Da poco messo in commercio è già ricco e appetitoso, con un carattere armonioso.

Di certo anche il clima ha fatto la sua parte, infatti l’annata 2019 è stata definita come la migliore degli ultimi 30 anni. Premesse più che promettenti che sono state valorizzate attraverso procedure di vinificazione mirate a mettere in risalto la qualità della materia prima.

Le uve di Sangiovese, con un piccolo contributo di Colorino e Canaiolo, due vitigni locali, sono state vinificate in tini di cemento, per 21 giorni. Il vino ottenuto ha svolto poi la fermentazione malolattica in acciaio, per acquisire quella sua tipica setosità. Infine, prima di essere imbottigliato, ha riposato in legno per 12 mesi.

Una piccola produzione, quella dell’azienda Montefioralle, che conta meno di 15.000 bottiglie, tra Chianti Classico, Riserva, Gran Selezione, Rosso IGT e Vin Santo.

Visitando il sito di Montefioralle è possibile trovare ulteriori informazioni sui vini prodotti e sulla filosofia aziendale!

Chianti Classico Montefioralle: la Degustazione dell’annata 2019

Questo Chianti Classico Montefioralle rivela un carattere ben definito, già nei suoi profumi. Un rosso rubino luminoso da cui si sprigionano note di petali di rosa, amarene, pepe, bacche di ginepro e tabacco. Quattro mondi aromatici che si arricchiscono con sfumature erbacee e balsamiche che ricordano il rosmarino.

Un profilo olfattivo che, pur rimanendo in linea con la tipicità dei migliori Chianti, si amplia di percezioni particolari e profonde, quasi fumé, che invitano ancora di più all’assaggio.

Un gusto setoso, dai tannini fitti ma ben amalgamati: proprio la perfetta punta di astringenza che rende dinamico l’assaggio. Come se non fosse abbastanza avvincente, il sapore di questo Chianti Classico si completa con un gustoso mix di mineralità e acidità.

Fascino morbido ritmato dalla giusta sinergia fresco-sapida … un equilibrio speciale che dona eleganza e rende ogni sorso appetitoso come il primo.

Un piacere che si conclude con una lunga persistenza, che lascia in bocca soffusi ricordi di spezie, erbe e frutti rossi.

Chianti Classico Montefioralle, annata 2019, ottimo in abbinamento a un arrosto ai funghi
Chianti Classico Montefioralle, annata 2019, ottimo in abbinamento a un arrosto ai funghi

Chianti Classico Montefioralle, 2019: i migliori abbinamenti

Una grigliata di carni miste, una succulenta Fiorentina, delle pappardelle al cinghiale o dei tradizionali pici al ragù d’anatra: ecco alcune ricette che si sposano divinamente con la forza saporita di un gran Chianti Classico.

Il Chianti Classico Montefioralle, classe 2019, sa spingersi anche oltre. Complice il suo equilibrio, si abbina bene anche solo a delle bruschette con lardo toscano, a dei funghi gratinati o a degli assaggi di Pecorino stagionato al tartufo. Una bontà che unisce tutti in tavola, vegetariani e amanti della carne.

Un Chianti Classico perfetto per rendere avvincente il pranzo della Domenica e per festeggiare, con stile e gusto, in famiglia e tra amici. Un nettare che fa un figurone accanto a un classico roast beef con patate e rosmarino o con un arrosto ai funghi. Solo a pensare di stapparlo … viene l’acquolina in bocca!

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