Cosa rende unico il Fiano di Avellino DOCG Brancato della Tenuta Cavalier Pepe?

Dopo aver cercato di carpire il segreto del Taurasi La Loggia del Cavaliere, oggi ci concentriamo su un altro interessante prodotto della Tenuta. Questa volta parliamo di un vino bianco, anch’esso ricompreso nella selezione “Riserve” dell’Azienda.

Scheda tecnica

  • Vitigno: 100% Fiano
  • Alcool: 13,5%
  • Denominazione di Origine: Fiano di Avellino DOCG
  • Territorio: Vigneti situati nella zona collinare del comune di Lapio
  • Terreno: Argilloso-limoso su base marnosa

La Storia

Tenuta Cavalier Pepe affonda le sue origini nel 1986 tra i Comuni di Luogosano e Sant’Angelo all’Esca, in Irpinia, regione che costituisce il cuore della produzione enologica campana. In quegli anni, infatti, Angelo Pepe inizia a dedicarsi ai vigneti di famiglia, acquistandone di nuovi e gettando le basi per la nascita della cantina (che avverrà solo qualche anno più tardi).

Luogosano, non a caso, ha una posizione strategica nell’ambito della produzione vinicola perché, oltre ad essere ricompreso all’interno dell’areale della DOCG Taurasi, si trova a pochi chilometri da Lapio, vera e propria patria del Fiano, e non molto distante da Montefusco e Torrioni, situati nell’areale della DOCG Greco di Tufo. 

In questo modo, grazie alla lungimiranza del Cavalier Pepe ed alla posizione, l’azienda può oggi produrre tutte e tre le DOCG irpine.

Veduta della vigna della Tenuta Cavalier Pepe a Luogosano (AV)
Vigna, Luogosano (AV)

La tenuta, infatti, si estende per oltre 60 ettari di vigneti di proprietà, mantenendo il proprio “Quartier Generale”, appunto, nel Comune di Luogosano.

Vinificazione, maturazione ed affinamento

Tornando al Brancato, è un vino prodotto al 100% da uve Fiano, provenienti dai vigneti posti sulle colline di Lapio. Le uve, rigorosamente raccolte a mano a completa maturazione, vengono selezionate accuratamente e pressate intere.

La fermentazione, ed è forse questo che dona al vino le sue caratteristiche uniche, avviene per una parte in barrique di rovere francese e per la restante parte in acciaio a bassa temperatura.

Dopodiché, il  vino rimane in affinamento sui lieviti ed, infine, termina l’elevage un periodo di almeno 6 mesi in bottiglia.

Note di degustazione

Abbiamo bevuto l’annata 2016.

Di un suadente giallo paglierino dai riflessi dorati, alla vista è cristallino e luminoso.

Al naso, i profumi di frutta esotica matura e fiori bianchi, cedono immediatamente il passo alla vera protagonista dell’esame olfattivo, la mineralità. Gesso, pietra focaia e un finale di leggera tostatura riempiono le narici.

Al palato è avvolgente, con un gusto che gioca sull’equilibrio perfetto di acidità e sapidità, accompagnate lungo un finale di buona persistenza.

Considerazioni finali e abbinamento

La peculiarità del Brancato è senza dubbio il passaggio in legno, che conferisce al vino un’impronta unica, difficilmente rintracciabile in altri vini della stessa denominazione.

Sebbene la mineralità ed il finale di gradevole tostatura, siano caratteristiche abbastanza tipiche del Fiano di Avellino, la scelta della Tenuta Cavalier Pepe di optare per una fermentazione in barrique ha senza dubbio dato i suoi frutti, regalando un prodotto riconoscibile, pur senza distaccarsi eccessivamente dai profumi e dai sapori tipici della denominazione.

Per le sue caratteristiche, si abbina perfettamente con piatti a base di pesce e di crostacei. L’abbiamo bevuto in accoppiata con un piatto di spaghetti alle vongole della tradizione campana e si è rivelato armonico. Ma, ovviamente, si sposa bene anche a piatti a base di carni bianche, o a taglieri di formaggi non molto stagionati.

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