Il territorio

Cori è un antico borgo laziale situato in provincia di Latina le cui origini risalgono al IV secolo a.C., da quella che nell’antichità era conosciuta come Cora. I vari complessi monumentali del centro storico come il tempio d’Ercole, di Castore e Polluce, quello di Dioscuri oppure il Complesso Monumentale di S. Oliva, fanno notare come il borgo abbia attraversato e vissuto appieno i vari periodi storici: da quello romano a quello medievale, da quello rinascimentale fino ai nostri giorni.

L’altitudine di 400 m. s.l.m. e la posizione geografica, che la adagiano su un colle alle pendici dei monti Lepini, le permettono di avere un panorama che spazia dai Colli Albani alla Pianura Pontina. Dalla parte più alta del borgo si può ammirare il profilo costiero del Mar Tirreno, il promontorio del Circeo e nelle giornate più limpide perfino intravvedere l’arcipelago delle isole Ponziane.

Il clima è di tipo mediterraneo. La zona è caratterizzata da correnti cariche di umidità provenienti dal mare che, scontrandosi con quelle montane dei rilievi Lepini, danno vita a zone con caratteristiche pedoclimatiche differenti.

L’azienda

La cantina Marco Carpineti è situata proprio in questo bellissimo borgo e prende il nome dall’attuale proprietario. È proprio Marco che, dopo diverse generazioni, nel 1986 ne prende la guida e la porta a essere una delle aziende più rappresentative del territorio pontino e non solo. Il 1994 segna una data importante per l’azienda, che decide di adottare i metodi dell’agricoltura biologica, meno chimica in vigna e in cantina e più equilibrio con la natura.

Marco Carpineti vuol interpretare al massimo le potenzialità del territorio attraverso la riscoperta dei vitigni autoctoni del panorama ampelografico laziale. Alcuni di questi, tra l’altro, sono semisconosciuti o quasi del tutto scomparsi. Tra quelli a bacca bianca: il Bellone, l’Arciprete Bianco e due varietà di uva Greco note in questa zona con il nome di Moro e Giallo. A bacca nera: il Nero Buono di Cori, il Montepulciano e il Cesanese.

È proprio dalle uve di Nero Buono di Cori che nasce il Kius pas dosé 2013, uno spumante metodo classico dosaggio zero, il terzo della famiglia Kius dopo il brut e l’extra brut.

La vinificazione del Kius Pas Dosè parte da una pressatura soffice degli acini interi ed è seguita, successivamente, da una fermentazione a temperatura controllata per ottenere la base spumante. Avviene poi la rifermentazione in bottiglia con un affinamento sui lieviti per sessanta mesi.

La degustazione

Alla vista il Kius Pas Dosè di Marco Carpineti si presenta di un brillante giallo paglierino dai riflessi dorati, solcato da bollicine fini e piacevolmente persistenti.

Al naso è intenso ed elegante. I tipici sentori fragranti del Metodo Classico, si intrecciano e si bilanciano alla perfezione con netti e pungenti profumi agrumati di cedro e bergamotto e continui rimandi floreali ed erbacei.

All’assaggio spicca una piacevole freschezza, controbilanciata da una sorprendente sapidità. Il lungo affinamento gli dona poi un finale di buona persistenza.

Gli Abbinamenti

Quando penso all’abbinamento, la prima cosa che prendo in considerazione sono i prodotti tipici della zona. Il Kius Pas Dosè è ideale in accostamento alla “pizza frella”, una sorta di sfilatino affusolato e soffice al suo interno, farcito con salumi. Oppure sarebbe interessante come accompagnamento al “prosciutto cotto al vino di Cori” autentica delizia della zona, risultata essere una delle 100 eccellenze gastronomiche del Lazio.

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