Il piacere di “annusare” un vino va oltre l’identificazione dei suoi profumi e l’individuazione di note fruttate o floreali, e risiede soprattutto tentare di immedesimarsi in un territorio, di apprezzarne la sua tipicità. In particolar modo, quando si parla di un posto lontano e pieno di magia: il Sudafrica.

La cantina

Ci troviamo a Wellington, 72 chilometri a nord-est da Città del Capo; una valle intervallata da terrazze alluvionali, dolci colline e campi di grano ai piedi delle imponenti montagne Hawequa.

Qui il clima è caldo e temperato con una media di 18°C ed una buona piovosità soprattutto in inverno.

Dal 1942, e per tre generazioni, la Famiglia Sonnenberg ha curato la sua tenuta dando vita a Diemersfontein, una grande realtà vitivinicola ma anche una tenuta con camere e ristorante, il tutto arricchito da un fitto calendario di eventi, degustazioni e visite della tenuta. 

Il vino

Lo Chenin Blanc 2018 si presenta di un luminoso giallo paglierino e nel bicchiere è consistente, con numerosi e fitti archetti, preludio di una buona acidità.

Al naso è davvero particolare; di primo impatto il mio pensiero va alla Panna e al Burro e quasi sembra di “annusare la morbidezza”. Una percezione leggera di Paglia e intensi fiori di campo mitigati da un tocco minerale di tutto rispetto.

Percepisco inoltre dei profumi fruttati che non riesco immediatamente a riconoscere ma, pensandoci, stiamo parlando del Sud Africa e quindi devo spingermi oltre, nell’interpretare questo vino. Comprendo così, con sorpresa, che questo aroma ricorda la Guava, un frutto coltivato nelle aree tropicali del pianeta.

Morbidezza è la sensazione al primo sorso di questo Chenin Blanc Sudafricano, uno slancio “burroso”, già percepito al naso e che si conferma piacevolmente anche in bocca. Subito dopo sapidità, tanta sapidità, di quelle che riescono a lasciarti la bocca “amara” ed elettrizzata, con il desiderio di berne ancora un pochino, per “comprenderlo” meglio.

Questo vino è un’autentica sorpresa, morbido e sapido, con un’acidità un po’ sopita, ma che si fa sentire appena le si dà spazio.

Abbinamenti consigliati

Un vino davvero particolare che merita dei piatti ben strutturati, nonostante possa accompagnare molte pietanze, anche semplici.

Io lo consiglierei vivamente con una Carbonara di Mare, Triglia al cartoccio con Agrumi ed infine, una provocazione, un bel manzo con una salsa di Roquefort.

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