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Derthona Due.Zero, protagonista il Timorasso

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Il Derthona Due.ZeroTimorasso un territorio, un vino, un vitigno si è tenuto sabato, domenica e lunedì 28-29-30 marzo a Tortona, in provincia di Alessandria, nel Museo Orsi di via Emilia, sede storica dell’evento.

La kermesse, giunta alla sesta edizione, celebra il vitigno autoctono Timorasso e il vino omonimo ottenuto ed i Colli Tortonesi, con il patrocinio del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi.

Timorasso: un territorio, un vino, un vitigno.

Alla manifestazione Derthona Due.ZeroTimorasso un territorio, un vino, un vitigno, hanno partecipato 53 aziende, schierate in 4 file di banchi di assaggio. I vini proposti riguardavano l’anteprima dell’annata 2024 e le Riserve, mostrando al pubblico il potenziale di evoluzione di questo vitigno.

L’evento si è svolto in tre giornate, come le altre edizioni, per consentire un afflusso diluito visto l’elevato numero di partecipanti che ogni anno giungono a Tortona per questa kermesse.

Sabato e domenica l’apertura al pubblico era prevista dalle 10 alle 18 ed il biglietto di ingresso permetteva un walking-around tasting delle numerose etichette. Non solo Derthona, venivano proposte anche delle altre referenze bianche e rosse delle varie cantine aderenti.

Il lunedì è stato riservato esclusivamente agli operatori di settore e alla stampa, con orario ridotto dalle 11 alle 16, al fine di agevolare le occasioni di networking.

Tra le diverse etichette degustate in attesa della masterclass, quelle che ci hanno più colpito sono state:

  • Vigneti Boveri Giacomo, con il Derthona “Muntà” 2022, “Lacrime del Bricco” 2022 e 2018, una escalation di eleganza sia nei profumi che nel flavour. 
  • L’ Azienda Agricola Ricci, con i suoi macerati di Timorasso “Giallo di Costa” e “Io cammino da solo” e “C.C.C.” super orange wine.
  • Un secondo Boveri, Renato Vignaiolo, con i suoi “Derthona SantAlbert” 2019, 2021 e 2017, in cui il mix di idrocarburi e miele è meraviglioso. 

Le Masterclass del Derthona Due.Zero

Al Derthona Due.Zero due speciali masterclass dedicate al Timorasso organizzate dal Consorzio alle ore 16 di sabato 28 e domenica 29, hanno deliziato gli avventori più curiosi ed appassionati.

Il tema della prima “Derthona: il bianco che sfida il tempo” stato affrontato da due relatori d’eccezione, Davide Ferrarese e Walter Massa. Percorrendo le aree geografiche e le annate, l’agrotecnico ed il vignaiolo piemontese avevano come obbiettivo far scoprire l’identità dei Colli Tortonesi e del Derthona.

La seconda masterclass intitolata “Gen D: la Next Gen del Derthona si mette in gioco” era una proposta anti convenzionale guidata da Derthona Giovani, una associazione attiva nei territori di Tortona che mira a promuovere la cultura enogastronomica locale tra i giovani, fascia di età 15-41 anni, ed appassionati.

Danilo Poggio, esperto del settore, fungeva da moderatore nella discussione oggetto della masterclass “come attrarre i giovani consumatori?” tema molto interessante per gli addetti ai lavori.

Derthona, il bianco che sfida il tempo

Decanto ha avuto il piacere di partecipare alla prima delle Masterclass del Derthona Due.Zero tenuta dal mitico Walter Massa, classe 1965, enologo-viticultore che ha promosso la rinascita del Timorasso. Nato e vissuto a Monleale, nei Colli Tortonesi, dove lavora nell’azienda di famiglia, è un personaggio controverso, genio e sregolatezza, molto conosciuto a livello nazionale e non solo!

Timorasso, il vitigno

La Masterclass si è aperta con la presentazione di Davide Ferrarese del vitigno Timorasso.

Si tratta naturalmente di un vitigno a bacca bianca autoctono piemontese, originario della zona sud-orientale che, sottolinea Davide, è unico nell’essenza della varietà nei colli tortonesi perchè non presenta cloni.

Si presenta con grappoli di dimensioni diverse, più o meni compatti, con acini sono tondi, dalla buccia spessa di colore giallo dorato.

Il Timorasso è un vitigno difficile da coltivare perché sensibile al marciume e alla botrite. Infatti i suoli più vocati per l’allevamento delle viti sono le colline più elevate, ben ventilate e drenate. Inoltre necessita di rese contenute per esprimersi al meglio, mettendo alla prova le energie dei viticoltori.

È un vitigno antico, un tempo molto diffuso in una ampia area compresa tra Voghera, il Novese e Genova. Dopo l’avvento della fillossera, questa specialità ampelografica era quasi scomparsa, sostituita da varietà più produttive e redditizie.

Si può tranquillamente affermare che il Timorasso sia stato salvato dal grande lavoro di recupero messo in atto dal lungimiranteWalter Massa negli anni ‘80. Questo è avvenuto nonostante il parere contrario di alcuni componenti della famiglia e al scetticismo di molti degli altri viticoltori della zona.

Timorasso, il territorio

L’agrotecnico di Vigna Veritas prosegue collocando il Timorasso, descrivendo quindi i Colli Tortonesi.

Il bel panorama dei dolci Colli Tortonesi ci accoglie uscendo dalla città di Tortona: il paesaggio è autentico, punteggiato da borghi storici e vigneti, intervallati da prati, boschi, cereali, coltivazioni di frutta di qualità, ciliegie, pesche e fragole, per cui eccelle in biodiversità.

Si trova a circa un’ora da Milano, Genova a Torino, dove le colline si trovano in un punto di incontro naturale tra la pianura padana e le valli appenniniche, sullo sperone sud-est del Piemonte.

Un tempo chiamato Vecchio Piemonte, questo territorio di confine tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia risente climaticamente dell’influsso padano ed appenninico ligure-emiliano, con inverni sono mediamente miti ed estati calde.

La piovosità annua è di 700-800mm, precipitazioni che Davide Ferrarese considera sufficienti per la vite alla nostra latitudine.

Per quanto riguarda i suoli, i Colli Tortonesi sono un mosaico di origine marina dove spiccano su di tutti le Marne di Sant’Agata Fossili. Sono depositi ricchi di calcare che conferiscono ai vini mineralità, struttura e longevità.

Alla complessità del territorio dei Colli Tortonesi contribuisce la presenza di suoli marnosi e sabbiosi, che forniscono al Timorasso un ampio ventaglio di espressioni e fascino. In particolare, l’area più a sud dei colli si avvicina al dominio oceanico liguro-piemontese, più ricco di argille e calcare, l’area più a nord è più povera, meno calcarea, peculiarità sono i sedimenti rocciosi.

Timorasso, la DOC Colli Tortonesi

La DOC Colli Tortonesi è stata fondata nel 1973, solo per uve Barbera e Cortese.

Oggi la DOC copre 1250 ettari suddivisi in 46 comuni ed il Timorasso è una delle tante varietà autoctone tutelate dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, l’ente di riferimento della zona che conta 115 soci.

Pensate che nel 2000 gli ettari coltivati a Timorasso erano solamente 3, cioè quelli recuperati da Walter Massa. Ma nonostante ciò nel 2005 viene introdotto il Timorasso nella DOC e solo 3 anni dopo, nel 2008, recensiva ben 41 ettari di Timorasso sui Colli! Questo dimostra una rapida evoluzione che ha portato il Timorasso ad essere considerato il motore che ha dato nuova energia ai viticoltori per mantenere la viticoltura dell’areale.

Dal luglio 2015 il Consorzio, con l’obbiettivo di legare indissolubilmente il vitigno Timorasso al suo territorio, ha deciso che il vino prodotto con questo vitigno può essere chiamato Derthona, ovvero l’antico nome della città di Tortona.

La degustazione, prima batteria di Derthona

Prima batteria: la masterclass si apre con il servizio alla cieca di 6 calici di vino dell’annata 2024.

L’inverno poco freddo, le molte giornate calde e la piovosità alta, hanno reso l’annata difficile. Preservare la sanità delle uve con i trattamenti specifici è stato impegnativo per i vignaioli.

Quel che si evince dai sei assaggi è la coerenza del Derthona, pur con la differenza di stile delle cantine. La “neonata” annata 2024 si caratterizza per un colore giallo paglierino vivace, profumi intensi di frutta matura, come la pesca, fiori di acacia, erbe di campo. Al gusto l’acidità tipica vibrante, ma ponderata e la sapidità spiccata e persistente, l’amaricante finale, invitano alla beva.

La degustazione della seconda batteria di Derthona

Seconda batteria, stessa modalità: i sommelier servono 6 calici alla cieca di Derthona 2021.

Il 2021 è stato climaticamente nettamente diverso dal 24: inverno più freddo, nevoso, l’estate calda, ma non eccessivamente, pioggia nella media.

L’annata 2021 si trasforma all’olfatto, i Norisoprenoidi si percepiscono distintamente, l’evoluzione del Timorasso entusiasma tutto il pubblico con le sue note di idrocarburi, agrumi, fiori e miele, accompagnate da lievi note ossidative che ne aumentano la complessità olfattiva.

Ovviamente c’è diversità nello stile aziendale, ma anche in questa degustazione il Timorasso esprime coerenza: il colore è giallo paglierino intenso, carico e profondo, sono vini di corpo, masticabili, sono vini saporiti, verticali.

Nonostante il tempo si nota come il Timorasso conservi la sapidità e la freschezza, che, insieme all’importante struttura, evidenzia quanto il patrimonio genetico del Timorasso consente longevità.

Alla fine di entrambe le batterie i sommelier del servizio mostrano le bottiglie e finalmente possiamo scoprire le cantine dei vini in degustazione e la valle a cui appartengono.

Le cantine protagoniste della Masterclass

Alla fine di entrambe le batterie i sommelier del servizio mostrano le bottiglie e finalmente possiamo scoprire le cantine dei vini in degustazione e la valle a cui appartengono.

Annata 2024

  1. La Colombera Derthona – Tortona, Val Grue, Valle Scrivia. Finale amaricante, rispecchia il suolo marino su cui crescono le viti.
  2. Vigneti Letizia – Monleale, bassa Val Curone. Un vino educato al naso, schietto nel gusto, per un pubblico giovane, molto interessante.
  3. Oltretorrente – Paderno, Valle Scrivia. Il più fresco, in prospettiva il più longevo.
  4. Da Vico Stefano – Montemarzino, Val Curone, Val Grue. Derthona gastronomico, può accompagnare cibi importanti.
  5. Luigi Boveri – Costa Vescovato, Valle Ossona. Un vino molto elegante, sia nei profumi che al gusto, sorprendente.
  6. Canevaro – Avolasca, alta Val Grue. L’azienda agricola a conduzione biologica interpreta al meglio il vitigno e il terroir con l’affinamento di 12 mesi in acciaio.


Annata 2021

  1. Borgogno – Monleale, bassa Val Curone. Il più evoluto nei profumi, saporito, lungo. È decisamente pronto, da soddisfazione.
  2. Terre di Sarizzola – Costa Vescovato, Valle Ossona. Frutti maturi tropicali classici al naso, percettibili e fini gli idrocarburi, in bocca persistono il frutto e la sapidità che lo rendono molto piacevole.
  3. Valli unite San vito – Costa Vescovato, Valle Ossona. Unico Orange wine della masterclass, la macerazione importante sulle bucce gli da un colore diverso, ma resta coerente nei profumi, nella struttura, in sapidità acidità e possibilità di reggere il tempo.
  4. Vecchia posta – Avolasca, alta Val Grue. È un vino che spicca su tutti gli altri del 2021 per i profumi agrumati e l’acidità sostenuta.
  5. Paolo Poggio – Brignano Frascata, Val Curone. Il naso più cangiante: erbe aromatiche, miele, note di incenso aspettandolo nel bicchiere. È un vino largo, masticabile, sostenuto da ottima acidità e sapidità quindi possibile di evoluzione nel tempo.
  6. Ezio Poggio – Rocchetta Ligure, Val Barbera. È pura espressione del territorio, rustico, senza nessun compromesso.


Derthona Due.Zero, tiriamo le somme

La Masterclass e il walking-around tasting dell’evento Derthona Due.Zero si concludono con la certezza che la sinergia tra il vitigno Timorasso, il territorio e l’intelligenza umana hanno dato vita a un gioiello, il Derthona Colli Tortonesi DOC.

Vino considerato fino a pochi anni fa astro nascente dei bianchi piemontesi, oggi il Timorasso è simbolo di eccellenza.

L’interesse a livello internazionale sta crescendo, a riprova di questo la presenza di un ampio parterre di giornalisti stranieri alla masterclass e ai banchi di degustazione della manifestazione Derthona Due.Zero incentrata sul Timorasso.

Grandi nomi del vino piemontese, dell’Oltrepò Pavese ed internazionali, stanno investendo nel Timorasso qui nei Colli Tortonesi, consacrandone il talento del vitigno, al pari del Nebbiolo.

Stefania Zumelli
Stefania Zumelli
Sommelier, travel addicted, appassionata lettrice, unisco i miei interessi sorseggiando calici di buon vino davanti a meravigliosi panorami.

Untold

"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

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