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Suber Wine Festival 2026

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Si è appena conclusa la terza edizione del Suber, novello wine festival di Suvereto, promosso dal Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia, con la presidenza di Daniele Petricci. Complici il sole e il lungo weekend festivo di maggio, l’evento ha attirato non solo i toscani, bensì un consistente gruppo di wine lover da tutte le regioni italiane, ottenendo un successo ancora maggiore rispetto alle edizioni precedenti.

Suber Wine Festival: un evento diffuso

Il nome Suber deriva dalla radice etimologica di Suvereto, si riferisce ai boschi di sughera (in latino suber) che circondano il borgo medioevale e ricoprono, insieme a vigneti e oliveti, le dolci colline metallifere.

Si è tenuto dal 1° al 3 di maggio, un lungo weekend grazie al quale è stato possibile immergersi nel mondo del vino in un contesto storico medioevale.

Il Suber è un evento diffuso infatti, camminando per le vie del paese premiato come uno de I Borghi più belli d’Italia, con un buon calice di vino in mano, i visitatori sono coinvolti a 360 gradi dalle attività organizzate dall’intera comunità, con l’obbiettivo unico e comune di raccontare il territorio.

Artigiani, ristoratori, negozianti, viticoltori, ognuno ha contribuito e collaborato per celebrare la Val di Cornia, i suoi prodotti e la sua storia.

Tour guidati del centro storico, gare di tiro con l’arco, spettacoli itineranti tra i vicoli, bike tour tra i vigneti, trekking sui colli: la proposta era ampia e ha soddisfatto tutti i gusti e tutte le età.

Ai bambini era dedicato un intero parco in cui sono stati organizzati attività didattiche e laboratori creativi a tema natura e vino, per imparare divertendosi.

Il Suber Aperitivo

L’evento si è aperto venerdì 1° maggio alle ore 19.30 con il Suber Aperitivo: musica dal vivo, finger food e calici di vino delle migliori etichette del territorio, serviti da sommelier professionisti, hanno accolto una folla di avventori per nulla intimoriti dal clima non proprio caldissimo. 

La location scelta dagli organizzatori per l’inaugurazione era una favola: i giardini panoramici antistanti alla sede del Consorzio. Il paesaggio suggestivo, le installazioni artistiche e il tramonto, insieme ai calici proposti dalle cantine aderenti alla manifestazione, hanno contribuito a riscaldare il pubblico.

Le Masterclass

Il Consorzio ha organizzato quattro Masterclass presso la propria sede, con la collaborazione dei sommelier di AIS Livorno e FISAR Costa Etrusca, imperdibili per gli appassionati.

Prima Masterclass sabato 2 maggio Suvereto Docg, una nuova storia: è stata ripetuta il giorno successivo per la rilevanza dell’argomento, focus dell’edizione Suber 2026 e l’alta adesione.

Seconda offerta nello stesso giorno Le stagioni del Vermentino: un confronto tra i Vermentini di Maremma e della Val di Cornia.

Il pomeriggio della domenica si è concluso con una comparazione tra il Sangiovese della Val di Cornia e lo stesso vitigno proveniente da altri territori toscani. Con il titolo Sangiovese, territori a confronto l’obbiettivo era esaltare le sfumature della stessa uva nei vari terroir.

Suvereto Docg, una nuova storia

Decanto ha avuto il piacere di partecipare alla prima Masterclass del Suber Wine Festival, tenuta dal sommelier AIS Riccardo Scapuzzi, opportunità irrinunciabile per conoscere il nuovo disciplinare Suvereto Docg, aggiornato a metà settembre 2025, dal 24 ufficialmente in Gazzetta.

Le novità del disciplinare Suvereto DOCG

È stata introdotta la possibilità di produrre Suvereto Docg anche nelle versioni Syrah e Cabernet Franc, che si aggiungono alle precedenti già concesse Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon.

Le nuove tipologie richiedono la vinificazione in purezza (100% del vitigno indicato).

È concesso produrre un blend formato da una o più delle cinque cultivar e fino a un massimo del 15% di altre uve rosse non aromatiche autorizzate a livello regionale.

È obbligatoria la menzione “Toscana” in etichetta.

Cambiano i tempi di immissione in commercio: da disciplinare il vino deve essere distribuito non prima del 1° maggio del secondo anno dopo la vendemmia e dal terzo per la Riserva, con affinamento minimo di 12 mesi in legno.

Il percorso della Masterclass

Fulcro della Masterclass era l’analisi sensoriale delle diverse tipologie di vini rossi, ora ammesse nella Docg che, grazie alla guida del sommelier e alla collaborazione attiva dei partecipanti, è stata coinvolgente e gratificante. 

Il percorso ci ha permesso di scoprire le etichette simbolo che in prospettiva diventeranno Suvereto Docg, prevedeva 14 assaggi divisi saggiamente in tre batterie.

E quale scelta migliore se non iniziare con una vecchia annata per dichiarare fin dal principio il potenziale di invecchiamento di questo terroir?

La Prima Batteria: il Sangiovese

La prima batteria era dedicata al Sangiovese, i sommelier hanno servito contemporaneamente:

  1. Tenuta di Monterufoli Poggio Miniera Rosso della Val di Cornia Docg 2016

Prodotto da una grossa azienda, il vino si presenta con un bel rosso rubino tendente al granato, vivace, limpido e scarico, tipico del sangiovese in purezza.

Naso balsamico e speziature dolci di tabacco, ancora fresco e sapido al gusto, i 12 mesi di botti di rovere e i 10 anni di affinamento rendono il tannino piacevole.

2. Gualdo del Re Suvereto Docg 2021

Etichetta storica, il colore è un rosso rubino più concentrato, più intenso, più scuro, tende al violaceo. Frutto di una annata più complicata a causa dell’intensa pioggia durante la vendemmia, il 100% Sangiovese profuma di frutti scuri, more in primis e il tannino è più ruvido, nonostante maturi in barrique di primo e secondo passaggio.

3. Rigoli Montepitti Val di Cornia Doc 2023

Nel calice brilla il rosso rubino da manuale di questa cantina antica. Esempio di perfetta espressione del vitigno nel territorio, il Montepitti profuma di fiori, con accenni di grafite e balsamici. È fresco, il tannino già ben integrato, equilibrato, merito della maturazione in vasca di cemento per 8 mesi.

Fa da ponte l’uvaggio di Sangiovese (40%), Cabernet Sauvignon (40%) e Merlot (20%)

4. Azienda Agricola il Falcone Boccalupo Suvereto Docg Rosso 2022.

Il colore non è proprio vivacissimo, ricorda i frutti rossi molto maturi che sprigiona anche all’olfazione. La consistenza del liquido nel calice ci preannuncia un corpo più strutturato. Spiccatamente balsamico, il tannino è rustico nonostante i 18 mesi in barrique di rovere.

Seconda Batteria: il Cabernet Sauvignon

Con la seconda batteria passiamo al vitigno Cabernet Sauvignon: cambiano i colori, il rosso è intenso, profondo e impenetrabile. Questo Cab si può considerare della Val di Cornia essendo coltivato da tantissimi anni in questo areale, non può più essere pensato come un vitigno internazionale.

Vengono versati nell’ordine:

5. Terradonnà Okenio Suvereto Docg 2020

Nonostante l’annata difficile risulta un vino al naso fine ed elegante al sorso. Si susseguono note di frutta nera, sottobosco, liquirizia, rabarbaro e grafite, ottima la bevibilità grazie al finale lungo sapido e amaricante.

6. Montesolaio Collevato Val di Cornia Doc 2020

L’annata molto calda si percepisce, il vino servito non è molto performante, fatica ad aprirsi. Profuma di prugna matura e spezie dolci, come la vaniglia, è un vino morbido, rotondo e termina subito.

7. Bulichella Coldipietrerosse Suvereto Docg 2021

Un vino di classe, raffinato. L’azienda storica, grazie alle sue vecchie vigne, crea un prodotto di eccezionale qualità. Gli aromi di sanguinella, menta, tabacco e balsamici persistono stupendoci.

8. Tenuta la Batistina Quantisassi Suvereto Docg 2022

È l’unica azienda della degustazione condotta da giovani ragazze. Il prodotto si distingue per lo stile moderno, è fruttato e il corpo snello. Il tannino è ancora un poco verde, a causa della giovane età delle viti, ma il futuro si prospetta roseo, le basi sono solide.

9. Petricci e Del Pianta Nubio Suvereto Docg 2023

L’annata non è stata delle migliori, la pioggia di giugno seguita dal caldo estivo potente si ripercuote su questo vino, che solitamente per freschezza e struttura raggiunge l’eccellenza. 

Terza Batteria: il Taglio Bordolese

Due taglio bordolese ci connettono alla terza batteria:

10. Petra Toscana Igt Rosso 2023

Oltre ad essere l’azienda di design più grande della zona, è anche tra le storiche. Questo blend di Cabernet Sauvignon (60%), Merlot (30%) e Cabernet Franc (10%) è l’etichetta di punta dell’azienda, per questo ne porta il nome. Se inizialmente Petra e la Famiglia Moretti non erano ben visti a causa dell’opulenza della struttura costruita dagli imprenditori edili lombardi, lo stile vincente del vino ha trainato gli altri viticoltori. Un vino da aspettare, ma che già convince per equilibrio e struttura, spiccano nel bouquet complesso e fine, la macchia mediterranea e l’incenso. Di classe.

11. Tua Rita Giusto di Notri Toscana Igt Rosso 2023

Nonostante la giovane età si può dire un vino compiuto, la freschezza e la sapidità sono in armonia tra loro. L’aroma di liquirizia e il finale amaricante soddisfano i palati più esigenti. Blend di Cabernet Sauvignon per l’80%, in parti uguali 10% Merlot e Cabernet Franc. Sofisticato, non ha rivali.

Terza batteria: Syrah

Last but not least, la Syrah, terza batteria.

12. La Fralluca Pitis Costa Toscana Igt 2020

Una Syrah unica, profuma intensamente di fiori, macchia mediterranea e mirto. Il corpo è leggiadro, ricercato, magnifica espressione del vitigno in questo terroir.

13. Poggi Banzi Naomi Costa Toscana Igt 2022

Al naso il frutto è scuro e molto maturo, la spezia si percepisce, ma senza invadenza, è un pepe bianco. Un vino persistente soprattutto nelle spezie dolci.

14. Tenuta Casadei Sogno Mediterraneo Toscana Igt 2023

Stupisce il primo impatto per le note di erbe aromatiche mediterranee e un leggero pepe nero. Convincente fin dal primo sorso per la freschezza, il corpo e la persistenza di un aroma di cacao. Vinificato in anfora e cemento, affinato in legno.

Tutti i vini proposti hanno una alta gradazione alcolica, intorno ai 14-15 gradi, ma l’ottima acidità e il corpo aiutano a non percepirlo, donano un perfetto equilibrio. Sono tutti da considerare vini gastronomici.

L’ Aperichiostro

Seconda iniziativa serale l’AperiChiostro, che ha richiamato una marea di amanti del vino. Nel Chiostro di San Francesco, recentemente restaurato grazie al contributo della Società Agricola Petra, tra dj e piatti locali, i vignaioli stessi hanno servito le loro creature, anche vermentino e altri vitigni autoctoni, raccontandone le caratteristiche.

Ottima idea dell’organizzazione è stata quella di dare la possibilità al pubblico di acquistare le bottiglie del vino degustato direttamente dal produttore durante l’evento

Ci vediamo in Cantina

Per tutto il weekend del Suber Wine Festival, compreso il 1° maggio, le cantine associate erano aperte agli appassionati e sono state letteralmente prese d’assalto per visite e degustazioni su prenotazione, oltre anche ai più veloci walk-in wine tasting. I vignaioli si sono resi ampiamente disponibili, con la loro flessibilità hanno dimostrato grande dedizione all’evento. Passeggiare tra i vigneti, entrare nelle barricaie, ascoltare i vignaioli seduti di fronte al frutto del loro lavoro è stata una esperienza davvero piacevole.

I Talk Show

Due appuntamenti interessanti da segnalare sia per gli addetti al settore, sia per gli estimatori non professionisti, sono stati i Talk Show di Piazza Gramsci. Grandi personaggi del mondo del vino hanno partecipato ai dibattiti nel salotto televisivo allestito al centro del Suber Wine Festival.

Stefano Tesi (Civiltà del Bere), Riccardo Viscardi (DrWine), Simon Staffler (Falstaff) e Giovanni Pellicci (I Grandi Vini) presentavano la discussione intitolata Il vino ieri, oggi, domani in cui le opinioni di generazioni diverse raccontavano come è cambiato il vino e come è cambiato il nostro modo di approcciarci al nettare degli dei. 

Stessa location per il secondo confronto pubblico dal titolo La meglio gioventù con l’eccezionale presenza del caporedattore di DottorWine Stefania Vinciguerra, giornalista con oltre 30 anni di esperienza. Qui giovani vignaioli e produttrici under 40 raccontavano rischi, sogni e rivoluzioni del fare vino oggi, tra social, sostenibilità e futuro: dal Piemonte Marco Volpi e Filippo Massa, rappresentanti de I Giovani del Derthona e tre donne portavoce del gruppo Le Sbarbatelle Giulia Scalzini, Michela Adriano e Elena Salviucci.

Suber Wine Festival: da segnare nella To-do list per il prossimo anno per concedersi un mix perfetto di vino, cultura e relax.

Stefania Zumelli
Stefania Zumelli
Sommelier AIS, travel addicted, appassionata lettrice, unisco i miei interessi sorseggiando calici di buon vino davanti a meravigliosi panorami.

Untold

"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

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