Cacc’ e Mmitte di Lucera è il singolare nome di una DOC pugliese che omaggia una vecchia tradizione contadina.

Siamo in provincia di Foggia, dove i vignaioli del passato superate le fatiche della vendemmia affittavano la stessa masseria per vinificare uno alla volta le proprie uve.

“Cacc’ il mosto e mmitte l’uva!” (“tira fuori il mosto e metti l’uva!”) si gridavano i contadini che, non disponendo delle risorse necessarie per avere una propria azienda, vinificavano nella stessa struttura e conferivano i mosti prodotti dalle loro uve alle Cantine sociali della zona.

Conferitrice era anche la famiglia di Paolo Petrilli che ha poi deciso di avviare una attività vitivinicola indipendente condotta secondo i crismi della viticoltura biologica.

Il Cacc’ e Mmitte di Lucera DOC “Motta del Lupo” 2017 di Paolo Petrilli ha delle caratteristiche davvero interessanti.

Un blend di quattro vitigni diversi (Nero di Troia, Sangiovese, Montepulciano e Bombino Nero) vinificati separatamente e fermentati parte in tini tronco conici di rovere francese e di slavonia, parte in acciaio a temperatura controllata con rimontaggi e délestage. All’assemblaggio segue un periodo di affinamento in acciaio.

Il vino alla vista appare leggermente velato ma, ciò, è dipeso dalla scelta del produttore di adottare pratiche enologiche Bio.

Nonostante questa velatura, il colore rubino del vino è intenso, così come i profumi che salgono al naso, puliti e netti, di frutta scura e succosa come la prugna e di fiori come la viola, chiude con una leggera nota pepata.

Il sorso è pieno e fresco e dal calore crescente che porta con sé aromi di frutta rossa.

È un vino furbo e si fa bere di gusto accompagnato da una zuppa di fagioli borlotti e zucca con crostoni di pane, un abbinamento che riscalda la tavola in una fredda sera invernale.

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