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Dieci anni di Costa Arènte: identità, tempo ed evoluzione.

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Il 12 febbraio la cantina Costa Arènte ha festeggiato dieci anni di vendemmie organizzando una esclusiva masterclass, guidata dagli enologi Riccardo Cotarella e Giovanni Casati, a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare. L’evento ci ha permesso di scoprire i vini, la storia, la filosofia e il territorio che rendono questa cantina speciale.

L’obbiettivo della masterclass organizzata da Costa Arènte era presentare i cinque vini rossi di produzione della cantina, risultato di un percorso iniziato nel 2015 con l’acquisizione della stessa da parte di Genagricola 1851.

Il team entrando “in punta di piedi” in una terra dalla grande vocazione vinicola e ricca di storia da rispettare, aveva come ambizione aggiungere questi vini alla storia della Valpolicella, in primis l’Amarone.

Una sfida professionale che l’Enologo e Responsabile di Tenuta Giovanni Casati ha condiviso con la consulenza di Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi tra i più importanti Enologi italiani e mondiali.

Costa Arènte: tutto ha inizio dal gelso

L’enologo Giovanni Casati ha voluto iniziare da qui il tour della tenuta, da quel gelso antico che collega alla tradizione. Ogni azienda del Gruppo infatti mantiene il cuore fortemente radicato nel proprio luogo e investe sulla sperimentazione e la valorizzazione delle uve autoctone.

Il grande gelso domina la terrazza panoramica dell’azienda da cui è possibile ammirare a nord i Monti Lessini e il Monte Baldo, a sud la città di Verona: Giovanni mostra con orgoglio i vigneti che ci circondano per tre lati su quattro e ci spiega che sono viti di corvina, corvinone, rondinella e molinara, vitigni autoctoni della valle.

La Valpantena

La Valpantena è una valle che parte da Verona e sale verso i Monti Lessini, separando la Valpolicella Classica da quella allargata.

La cantina Costa Arènte si trova in Località Costa, nel comune di Grezzane, nel cuore della Valpantena, sottozona della Valpolicella e fa parte de “Le Tenute del Leone Alato”, gruppo di aziende vitivinicole che valorizza i prodotti e la storia di ogni singola realtà, raccontando il carattere unico di ciascuna.

La valle fa parte del comprensorio enologico della Valpolicella ed è stata riscoperta e valorizzata solo negli ultimi 20-30 anni, grazie ad un gruppo di cantine storiche che ha lottato per rivendicare in etichetta la sotto-denominazione Valpantena.

Il Clima

Il clima della Valpantena è fresco e ventilato, la brezza leggera e costante che scende dai Monti Lessini favorisce la sanità delle uve ed è un grande plus di fronte al cambiamento climatico, come sottolinea Giovanni Casati.

La Valpantena é caratterizzata da notevoli escursioni termiche giorno/notte, favorevole condizione per il corredo aromatico delle uve.

La collina di Costa Arènte si trova sul versante orientale della valle dove le uve beneficiano di una prolungata esposizione al sole, dal primo mattino fino alla sera, il che assicura una lenta e completa maturazione oltre che una vendemmia più tardiva.

Il suolo

Biancone è il nome con il quale si identifica il terreno tipico della Valpantena, un terreno marnoso-argilloso, percorso da una vena di calcare che dona eleganza spiccata e maggiore sapidità ai vini della valle.

I vigneti

La forma di allevamento preferita oggi dal team di Costa Arente è la pergola veronese, che viene considerata un valore aggiunto per l’azienda poiché il “ritorno alle origini” é positivo dal punto di vista qualitativo e della sostenibilità.  Inoltre, grazie alla pergola, la vite cerca luce, si sviluppa verso l’alto, raggiunge l’altezza di 1,80 metri dal suolo e non risente dell’influenza della umidità proveniente dal terreno. 

La pergola veronese rende poi possibile l’inerbimento tra i filari ed essendo una forma di allevamento tradizionale, riduce al minimo l’impatto paesaggistico. Con questa forma di allevamento i rami e le foglie della vite proteggono il grappolo dai raggi solari del mezzodì, dalla grandine e dalle bombe d’acqua, creando un “effetto bosco” che trattiene l’acqua e la rilascia gradualmente, in modo da non urtare la sensibilità del chicco.

Da Costa Arente sono tuttavia presenti anche viti allevate a spalliera e a guyot. Si tratta però dell’eredità dei precedenti proprietari che, come ci spiega Casati, ricercavano un colore intenso e fitto nel vino, più zucchero nel frutto e riducevano la manodopera.

Oggi tutte le operazioni in vigna sono svolte manualmente: l’uva viene raccolta a mano e gli acini selezionati dall’occhio umano.

Ricordiamo anche che le vigne hanno circa 25 anni di età.

L’impegno verso l’ambiente

Territorio è una delle tre key words del brand.

Giovanni ci fa notare come il territorio sia poco sfruttato a livello viticolo, condizione importante per la sostenibilità ambientale: i boschi regnano nella valle, si alternano anche nella tenuta ad uliveti e siepi. 

La biodiversità è garantita dalla presenza di una riserva di ripopolazione delle specie ed è monitorata attraverso partner scientifici: Casati ci racconta che non è raro l’incontro con la fauna selvatica in questo microcosmo della Valpantena, ricco di itinerari per gli amanti delle passeggiate e delle gite a cavallo o in bicicletta.

La tenuta Costa Arènte ha ottenuto la Certificazione RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta) protocollo promosso dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, infatti non si utilizzano insetticidi e il sistema di irrigazione è a goccia.

Costa Arènte è stata insignita anche della Certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) marchio italiano ricosciuto a livello comunitario.

Vinificazione e affinamento

Innovazione è la seconda parola chiave del Gruppo, calza a pennello nel prossimo step della visita.

La cantina

Giovanni Casati prosegue la passeggiata accompagnandoci verso la cantina, estremamente tecnologica ed attrezzata, costruita dal 2016 al 2018, terminata effettivamente nel 2024 con l’acquisto della catena di imbottigliamento.

Spiega che Arènte in dialetto significa “vicino” ed è proprio questo un aspetto tecnico fondamentale: la cantina è realmente vicino a tutti i vigneti, l’uva raccolta a mano arriva rapidamente alla fase successiva integra e fresca, ci vogliono i classici 5 minuti.

Le migliori pratiche agronomiche vanno ancora una volta di pari passo con il minimo impatto paesaggistico: la cantina é costruita sotto il giardino della casa colonica, non è visibile dalla valle.

La barricaia

Proseguiamo il tour ed entriamo nella barricaia, dove avviene la fase di affinamento: qui un sistema digitale permette di monitorare e garantire il giusto grado di umidità e temperatura, nebulizzando l’ambiente in caso di necessità.

Ci circondano tonneaux da 500 litri, botti di rovere da 20 a 80 litri usate per l’Amarone, barrique (rigorosamente di secondo passaggio) dedicate al Ripasso ed anfore, per una parte del Valpolicella. 

Il legno viene usato solo per l’affinamento dei vini, non snatura i sentori varietali dell’uva anzi esalta la finezza.

Il fruttaio

Grandissimo peso nell’investimento é stata la costruzione nel 2018 del fruttaio, che può contenere fino a 1200 quintali di uva e si auto alimenta con un sistema fotovoltaico.

All’esterno é stata posta una sonda che rileva i valori dell’aria di temperatura e umidità, fa aprire o chiudere le finestre in modo automatico se le condizioni sono pari a quelle impostate all’interno dal team di Casati. In caso contrario il fruttaio resta chiuso e in modo autosufficiente da il via al climatizzatore moderno interno.

Giovanni Casati sottolinea sempre, dall’inizio del tour alla degustazione, supportato dal presidente Riccardo Cotarella, che l’uva viene “messa a riposo” in fruttaio. L’evoluzione biochimica dei composti, la degradazione dell’acido malico, porta a sviluppare al massimo gli aromi e i profumi dell’uva appassita. Il fruttaio intelligente aiuta a gestire la durata del riposo, che è di almeno 3 mesi e deve essere leggero e costante, su questo dettaglio Cotarella non transige, determinerà la grazia dell’Amarone.

Nello stesso edificio un secondo locale è destinato all’affinamento in bottiglia, un terzo a rimessa agricola.

La casa colonica

Il tour termina dove é iniziato, sul balcone panoramico sull’apice della collina, “costa” in dialetto veronese, da cui deriva il nome dell’azienda.

Di fronte al gelso, a 250 m s.l.m si trova la casa colonica, ricostruita e rivalutata, che rappresenta l’epicentro esatto dei 42 ettari di proprietà dell’azienda.

All’interno della casa colonica, in una bellissima veranda con vista, ci è stata proposta una interessante degustazione guidata da entrambi gli enologi, Giovanni Casati e Riccardo Cotarella.

Il presidente di Assoenologi ci invita a lasciare i vini nel bicchiere dopo il servizio: la degustazione deve avvenire in un unico momento “come una Messa”, tutti all’unisono.

I vini della masterclass dei 10 anni di Costa Arènte

  • Valpolicella Superiore Valpantena DOC 2023
  • Valpolicella Ripasso Superiore DOC 2021
  • Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2020 (anteprima)
  • Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2019
  • Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2018
  • Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2017
  • Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2016
  • Amarone della Valpolicella Riserva DOCG 2019 (anteprima)
  • Recioto della Valpolicella Valpantena DOCG 2022

La Degustazione

Valpolicella Superiore Valpantena DOC 2023

Il vino di ingresso della masterclass della prima decade di Costa Arènte è il vino rappresentativo della cantina che si rivela già di un alto livello; Casati e Cotarella non lo considerano affatto un figlio minore, esprimendo sin dall’inizio l’intenzione di qualità aziendale.

Nel calice il rosso lucido con riflessi aranciati conferma la tipicità delle sfumature della Valpantena.

Il profumo è elegante e costante, si pone in modo educato al naso, si riconosce la frutta rossa matura, ma non troppo.

Il tannino è dolce e ben levigato, è un vino che si può bere giovane e si apprezza il suo carattere, la sua dinamicità, la freschezza, la tensione gustativa: gli enologi lo definiscono “vino di vignaiolo”, “sartoriale”.

Gli si può dare tempo per esprimersi al meglio, consigliati 5-6 anni.

Valpolicella Ripasso Superiore DOC 2021

Simile al precedente nel colore, cambiano totalmente i parametri al naso, dominano la viola e la ciliegia matura, una ciliegia ferrovia pugliese polposa e succosa, precisa Riccardo Cotarella.

In bocca troviamo la consistenza della macerazione delle vinacce dell’Amarone nel vino Valpolicella per 10-14 giorni, la morbidezza.

È un vino gastronomico che per la sua mineralità e sapidità lascia la bocca pulita e desiderosa di un altro sorso. 

Lungo e profondo, la 2021 è considerata da Casati “l’annata di una volta”, da manuale: inverno nevoso, primavera fresca, estate con pioggia intermittente e un settembre asciutto e ventilato.


Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG 2020: apre la verticale della masterclass di Costa Arènte

Degustiamo in anteprima, poiché sarà in vendita al pubblico da marzo, l’Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG annata 2020.

Il colore è rosso rubino intenso, tendente al granato.

All’olfatto si esprime in modo signorile: alle prime note di ciligia e viola, segue tutto il campionario della frutta rossa croccante, in modo fine, elegante.

È un Amarone femminile, leggiadro in bocca, fresco, estremamente contemporaneo e piacevole, un vino adatto a tutto pasto come consiglia Cotarella.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2019

Il colore è ancora un bel rosso rubino intenso, con riflessi granati.

Il millesimo è stato grande per Giovanni Casati, pioggia al momento giusto, aprile e maggio caldi, l’estate calda priva di eccessi.

È un vino dai profumi potenti, con amarena e mora in primo piano ma dove si percepisce bene il pepe nero del corvinone

In bocca troviamo forza e muscolarità, che col tempo va a scemare e non stanca grazie ad una bella acidità, un vino sicuramente di struttura e longevo.. un vino di carattere!

Amarone della Valpolicella Valpantena 2018

Nel terzo calice l’Amarone della Valpolicella Valpantena Annata 2018 ci sorprende, di colore rosso rubino intenso, tende al granato, è denso e profondo.

È il frutto di una annata di ripresa dopo due eventi climatici stressanti: la siccità del 2017 e i nubifragi che provocarono l’alluvione ad inizio settembre 2018 in Valpolicella.

Emergono sentori di ciliegia scura seguiti dalla marasca sotto spirito, si aprono alle spezie come il pepe e la cannella.

In bocca è pieno e il tannino morbido.. un vino fatto in casa, una mediazione stilistica tra i due precedenti.

Curiosità: questo Amarone è il primo che viene prodotto per l’intero ciclo completo con la nuova cantina, fruttaio e barricaia compresi, che Cotarella soprannomina “prezioso giocattolo”.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2017

Al quarto calice tutto cambia: l’Amarone della Valpolicella Valpantena annata 2017 è figlio di una diversa tecnologia, l’azienda infatti aveva rinnovato la cantina e la barricaia, ma non il fruttaio.

Il colore è molto denso, profondo, risultato di un appassimento più violento e rapido.

Al naso il frutto è maturo, mentre prugna spezie dolci e cioccolato si distinguono al gusto.

La siccità e il caldo estremo dell’estate, unite alla gelata di aprile e alla grandinata del 2 di settembre, si riflettono nel calice: il vino è materia e forza pura.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2016

Quinto calice della masterclass della prima decade in Costa Arènte: Amarone della Valpolicella Valpantena 2016, alla vista colore affine al 2017, intenso e impenetrabile.

È il prodotto della prima annata del percorso del team di Giovanni Casati con la consulenza di Riccardo Cotarella. Come nel precedente si nota la mancanza di un tassello che distingue l’identità aziendale, per l’assenza del nuovo fruttaio con la sua precisa tecnologia.

Climaticamente il settembre del millesimo è stato perfetto per portare a piena maturazione le uve.

Il vino ha uno stile molto classico, coerente al palato e al naso, si apre con la prugna e la mora, persiste con la cannella e cacao. I tannini sono ben amalgamati, l’allungo è tostato, con un ricordo di frutta secca.

Amarone della Valpolicella Riserva DOCG 2019

L’Amarone della Valpolicella Riserva DOCG 2019 è la seconda anteprima che abbiamo il piacere di degustare.

Alla Riserva vengono destinate le vasche migliori messe a riposo nel fruttaio per almeno 3 mesi, periodo in cui perdono in media il 40% del loro peso. Verso i primi di dicembre le uve vengono diraspate, di nuovo selezionate sul tavolo di cernita e poi pigiate. Essendo l’ultima uva rimasta nel fruttaio ad essere pigiata la gradazione alcolica del vino risulta alta, in questo caso 17%.

La Riserva prevede 3 anni di affinamento in tonneaux, uno in più rispetto ai precedenti assaggi.

Colore rosso rubino intenso con riflessi granati, il naso è complesso e molto fine, con sentori di ciliegia sotto spirito, marasca e note finali di spezie e tabacco.

L’armonia e la persistenza caratterizzano questo vino: la freschezza bilancia la componente alcolica, all’assaggio il tannino è avvolgente.

Impossibile non paragonarlo all’Amarone 2019, ma risulta un vino diverso: il team di Costa Arènte prevede sempre la Riserva e ritiene il confronto importante e arricchente per l’azienda.

Recioto della Valpolicella Valpantena DOCG 2022: chiusura in dolcezza della masterclass dei 10 anni di Costa Arènte

L’ultimo assaggio è dedicato al vino dolce della tenuta, il vino della tradizione, il “padre” dell’Amarone: il Recioto della Valpolicella Valpantena DOCG 2022.

Per questo vino l’approccio è completamente innovativo: Cotarella e Casati sfruttano la tecnologia della cantina per dare vita a un Recioto fruibile, che incontra il successo nel pubblico per la leggiadria.

Il Recioto di Costa Arènte spicca per il profumo di fiori, di rosa, e per la freschezza: non svolgendo la fermentazione malolattica, ha la struttura di un vino rosso e l’acidità del malico di un vino bianco.

Saggio il commento dell’enologo Riccardo Cotarella, alla sua 60esima vendemmia: il ritorno economico conseguente alla proposta del Recioto moderno, è una forma di rispetto per l’uva, regalo della natura e per l’azienda, che deve essere economicamente stabile e solida. 

La conclusione della masterclass

Il team dinamico e giovane di Costa Arènte, unito alla visione e all’esperienza di Riccardo Cotarella, ha centrato l’obbiettivo in 10 anni di lavoro: ha prodotto grandi vini coerenti, identitari ed espressivi del terroir della Valpantena.

La tecnologia, se ben utilizzata sia in vigneto che in cantina, da vita ad Amaroni naturalmente privi di concentrazioni, meno potenti in struttura, dalla spiccata acidità, vibranti, senza compromettere l’identità del vino anzi, esaltandone ogni componente e garantendo eleganza espressiva e longevità.

I vini rossi di Costa Arènte sono vini moderni e piacevoli che il consumatore moderno cerca, anche grazie al forte mantenimento dell’artigianalità nella produzione e nella cura del vigneto.

Giovanni Casati chiude la masterclass brindando ai primi 10 anni di Costa Arènte con un calice di Molinara Spumante Rosè. Vino scommessa della tenuta, questa Molinara vinificata in purezza è stata fortemente voluta dall’AD di Leone Alato Igor Boccardo perché rappresenta la tradizione che evolve in Valpantena, con una freschezza di tendenza nel mercato.

Stefania Zumelli
Stefania Zumelli
Sommelier, travel addicted, appassionata lettrice, unisco i miei interessi sorseggiando calici di buon vino davanti a meravigliosi panorami.

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