Pampinose, cioè ricche di viti. Con questo aggettivo lo scrittore Gabriele D’Annunzio descriveva le Cinque Terre, in Liguria, dove la viticoltura si caratterizza per i vigneti a strapiombo sul mare, protetti da muretti a secco e costantemente illuminati dall’occhio benevolo del sole, per utilizzare le parole di secoli fa del Petrarca. 

Una viticoltura più che eroica – come si definisce tradizionalmente una viticoltura in condizioni quasi estreme – è una viticoltura poetica, intesa come atto di creazione di un’opera, ricca di fascino e suggestione, i cui componimenti più famosi prendono il nome di Sciacchetrà e Cinque Terre Doc

D’altra parte ci troviamo poco lontano dal Golfo dei Poeti, la cui bellezza e atmosfera romantica influenza in qualche modo anche le Cinque Terre e le esperienze enogastronomiche tra terra e mare, dove basta salire qualche metro per degustare dei vini freschi e scendere qualche metro più giù per immergersi in una cartolina, con una passeggiata nei borghi gremiti di turisti.

I vini delle Cinque Terre: le Cinque Terre Doc e lo Sciacchetrà

I Vini Cinque Terre DOC: caratteristiche e abbinamenti

Dai vitigni a strapiombo sul mare nascono i vini Cinque Terre DOC della Costa che comprendono la Costa de Campu di Manarola, Costa de Sera di Riomaggiore, Costa da Posa di Volastra. Sul perché si chiamino così è intuibile: i vini sono prodotti proprio sulla costa, dove la cura è totalmente manuale e le uve si trasportano con dei piccoli trenini monorotaia. 

I vitigni che compongono i vini delle Cinque Terre DOC sono Bosco, Albarola e Vermentino, uve da cui nascono vini bianchi dal sapore secco, sapido e gradevole. Nettari dal colore giallo paglierino, più o meno intenso, dai profumi fini e vivaci. 

Per le loro caratteristiche, questi vini si abbinano bene ad antipasti come le acciughe di Monterosso e insalate fredde di polpo, primi e secondi piatti di pesce, torte di verdure e focacce al pesto.

Lo Sciacchetrà: caratteristiche e abbinamenti

L’essenza di tutte le ebbrezze dionisiache, per utilizzare le parole del Carducci, o un vino profondamente sensuale, per citare D’Annunzio. Che il parere personale sia più in linea con il lato dionisiaco o con il lato sensuale, saremmo tutti d’accordo a definire il vino passito l’opera maggiore delle Cinque Terre.

Un’opera che sarebbe andata perduta, se dal 2000 alcuni viticoltori non l’avessero ripresa con molta pazienza nella sua bellezza. Lo Sciacchetrà nasce dalle uve disposte sui graticci (un po’ come per lo Sforzato della Valtellina e il Recioto della Valpolicella), esposte al vento e accarezzate dal sole ligure.

Uve su graticci in appassimento
Uve per il Sciacchetrà in appassimento (parconazionale5terre.it ©)

Il lavoro dei viticoltori-poeti ci ha consegnato un vino passito che ha tutta la freschezza e la sapidità del mare, la morbidezza dei colori delle Cinque Terre in piena estate e la migliore dolcezza delle uve mature.  

Lo Sciacchetrà si abbina perfettamente ai dolci di pasticceria lievitati e ai dolci della tradizione locale, come il pandolce genovese. L’abbinamento è ottimo anche con i formaggi erborinati o come vino da meditazione, magari in compagnia di un buon libro.

Cantine da visitare a Riomaggiore

Cantina Capellini

Nella frazione Volastra di Riomaggiore troviamo la realtà Capellini, aperta all’accoglienza di ogni curioso di vino e come un libro si lascia leggere trasportandoti nel suo mondo.

E’ L’Agrivino a farlo per l’intera cantina: un punto degustazione in mezzo ai vigneti, proprio a picco sul mare, per godere della natura con una cena o un posto riservato per una serata più romantica.

Per chi ama fare escursioni, c’è anche un percorso da intraprendere, che va dal borgo di Volastra fino al punto panoramico dell’azienda dopo averne attraversato i vigneti. La conclusione sarà la degustazione di due vini, il Cinque Terre DOP e il Menestrun d’ua con focaccia.

Società Agricola Cooperativa 5 Terre

Si trova a Groppo, nella frazione di Riomaggiore, su un’altura dove si scorge tutta la vallata che arriva fino al mare. La Cooperativa 5 Terre è un luogo ideale per una degustazione poetica, tra la dolcezza saporita dello Sciacchetrà e la morbidezza minerale del bianco delle Cinque Terre DOC.

La degustazione avviene in una cornice romantica, che ha a cuore non solo la tradizione per la produzione di vini a regola d’arte, ma anche l’ambiente, poiché le uve sono prodotte seguendo le regole della viticoltura sostenibile, per preservare il naturale ecosistema. Una realtà di cui scoprire i dettagli e le storie tra visite dei vigneti e della cantina.

Walter De Battè

Walter De Battè che raccoglie le uve in vendemmia
parconazionale5terre.it ©

È un poeta, dal passato da marinaio, che continua a navigare tra la ricerca dell’estetica del vino e dell’essenza della natura e del paesaggio, attraverso una viticoltura libera da prodotti chimici. Proprio dal teatro della natura e dalla sua massima espressione nascono i vini di Walter De Battè, profondamente legati ai valori del turismo e del ben vivere, per un incontro delle diversità, intese come ricchezza e valore aggiunto.

Possa 

La lavanda in fiore, gli agrumi e il dragoncello (tipica erba aromatica ligure) con le farfalle, api e insetti che svolazzano qua e là, arricchiscono la vista sul mare dalle vigne di Possa.

Uno scenario che si ammira dalla terrazza, dove Heydi racconta l’evoluzione e la storia della viticoltura delle Cinque Terre. Una storia anche di recupero del paesaggio, ma soprattutto di una ventina di vitigni autoctoni. L’obiettivo della visita ai vigneti è proprio quello di far capire la fatica delle salite e dei trasporti, attività sempre necessarie per prendersi cura della vite.

Terra di Bargòn

Vigneti Bargòn sul mare a Riomaggiore
terradibargon.com ©

Rinnovare l’azienda di famiglia è stato l’anelito di Roberto, con i suoi fratelli, e di Alessandra. Due persone che trasmettono calore sin dall’accoglienza e che mostrano con passione le loro vigne, dove crescono le uve di Sciacchetrà, tra i terrazzamenti, guidando poi i visitatori alla degustazione in cantina.

Se il caldo attenua la voglia di andare a fare una passeggiata in vigna, non preoccuparti: in cantina ti aspetta un filmato sulla viticoltura, per una degustazione guidata del dolce passito Sciacchetrà.  

Cantina da visitare a Vernazza

CheO

Vigneti e uve dell'azienda Cheo con vista sul borgo di Vernazza
cheo.it ©

Si trova a duecento metri dalla stazione, lato monte, ed è una cantina che mantiene contatti con altri produttori delle Cinque Terre, con le strutture universitarie e accademiche e con il circuito del turismo sostenibile.

Va da sé che ci siano delle esperienze con visita in vigna, dove le uve sono coltivate proprio di fronte al bellissimo cortile interno. Dopo il tour in cantina, segue la degustazione privata di vini DOC e IGT.  

Il valore aggiunto è la guida di Lise Bertram, danese, agronoma e discendente di un’antica famiglia ligure. Oltre alle sue competenze di agronomia, aggiunge la cadenza del dialetto genovese per dare nome ai vitigni, regalando una musicalità unica alle parole, piacevoli da ascoltare.

Cantina da visitare a Monterosso

Sassarini 

Vigneti con vista mare Cantina Sassarini
cantinasassarini.com ©

La cantina più antica delle Cinque Terre, fondata nel 1968, ancor prima dell’istituzione della Doc Cinque Terre. Tra l’altro, Cantina Sassarini è anche la più grande della zona.

La visita si snoda tra i vigneti, con i muretti a secco che sorreggono delle vigne uniche al mondo, per arrivare in cantina, tra barrique di rovere e di castagno.

 I piatti e i prodotti tipici delle Cinque Terre 

  • La zuppa Mescciüa: la zuppa “mescolata” di fagioli, ceci e lenticchie, cucinati separatamente e poi mischiati insieme.
  • Le cozze ripiene: con mollica di pane, uova, parmigiano, aglio e prezzemolo.
  • La Monterossina: un dolce di pasta brisè, farcita con uno strato di pan di spagna, cioccolato, crema pasticcera e marmellata.

Tra i prodotti tipici delle Cinque Terre ci sono anche le acciughe di Monterosso, conservate sotto sale in un vasetto, che possono essere mangiate con olio, origano e aglio oppure utilizzate per aggiungere gusto ad altri piatti.

Dove mangiare nelle Cinque Terre 

  • A Riomaggiore, da A Piè de Ma: è un bar, enoteca e ristorante, ideale per una cena o un aperitivo. Alla sera c’è la possibilità di ascoltare musica dal vivo.
  • A Vernazza, da Ristorante Belforte: offre piatti tipici a base di pesce, come le acciughe di Monterosso, il polpo con patate, ma anche secondi a base di carne. Ideale per un pranzo o una cena con vista sul mare cristallino.
  • A Monterosso, La Cantina di Miky: un locale informale e moderno, con vista mare e tavoli in giardino. Si possono trovare piatti tradizionali, come la pasta al pesto, e piatti più particolari come il dessert ai pinoli e pesto. Ampia la carta dei vini.

Cosa vedere e fare nelle Cinque Terre 

  • Passeggiare nel borgo di Riomaggiore, soprattutto al tramonto, dove la luce mette in risalto le casette colorate, per arrivare alla spieggia del porticciolo.
  • Andare in spiaggia a Monterosso, l’unica spiaggia ad essere sabbiosa nelle Cinque Terre.
  • Visitare Vernazza, uno dei borghi più belli d’Italia, con i suoi punti panoramici da cui ammirare le torri Medievali.
  • Grotta di Lord Byron, si trova nella vicina Portovenere, uno dei luoghi più simbolici dove il poeta inglese ha passato qualche notte e che gli ha ispirato la scrittura de il Corsaro.

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