In questo articolo è protagonista un territorio speciale, capace di regalare vini raffinati e inaspettati, come lo Chardonnay I Sistri di Fèlsina.

La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo”.

Con queste parole lo scrittore Curzio Malaparte descriveva la sua terra e, a pensarci, è davvero così. In Toscana convivono, come forse in nessun’altra regione al mondo, le più svariate espressioni umane: dall’anima più popolare delle rivalità tra contrade alla nobiltà Medicea, dal Medioevo al Rinascimento. Queste caratteristiche che ad un occhio poco attento possono sembrare contraddizioni, in realtà si fondono in un amalgama magico in cui tutto è antico e nuovo allo stesso tempo.

Solo una magia poteva far sì che nel territorio del vino che è, per antonomasia, il più “popolare” di tutti, il Chianti Classico, potesse succedere di imbattersi in uno Chardonnay che profuma di nobiltà. Parlo del pregiato I Sistri di Fèlsina.

I Sistri di Fèlsina, annata 2020 – Produzione e Affinamento

Ci troviamo a Castelnuovo Berardenga, ultimo comune a Sud in quello che è il territorio della Denominazione Chianti Classico. Qui sorge Fèlsina, un azienda che ormai non ha bisogno di presentazioni, essendo da tempo tra le più note in Italia e nel mondo (qui si produce tra gli altri il celeberrimo Fontalloro, vino che da anni si fa apprezzare nelle aste dei più celebrati e quotati vini mondiali).

La particolare posizione geografica fa sì che la composizione dei terreni sia un “mix” tra quelli tipici del cosiddetto Chiantishire e quelli senesi che strizzano l’occhio a Montalcino.

I Sistri di Fèlsina è un 100% Chardonnay, prodotto per la prima volta nell’annata 1987 da innesti di cloni francesi nei vigneti di proprietà dell’azienda.

Dopo la raccolta manuale delle uve e la relativa pressatura soffice, il mosto ottenuto viene trasferito in barrique di rovere francese nelle quali avviene la fermentazione, coadiuvata da bâtonnage quotidiani. La maturazione del vino avviene a contatto con le fecce fini, segue poi un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 3 mesi.

Il titolo alcolometrico con cui è immesso al consumo è 13,5% vol.

I Sistri di Fèlsina, annata 2020

La degustazione

Già alla vista il vino evidenzia il suo principale tratto distintivo: l’eleganza. Si presenta in una veste brillante, un bel colore giallo paglierino con riflessi dorati.

Al naso le sensazioni rimangono sulla stessa lunghezza d’onda : pesca, banana, ginestra, ma è la vaniglia a farla da padrone, segue poi una mineralità appena accennata.

Al sorso si raggiunge l’apice: il vino è fresco, l’acidità è importante soprattutto nelle annate più giovani come in questo caso, ma il tutto viene riequilibrato sapientemente dalle eleganti morbidezze donate dal passaggio in legno (nello specifico barrique).

Gli abbinamenti con il cibo

Il vino ha una versatilità di abbinamento decisamente importante, ma probabilmente la miglior espressione di sé la trova accompagnandosi a tutto ciò che riguarda il mondo dei pesci e crostacei; ad esempio, lo vedo benissimo accanto a dei ravioli con ripieno di gamberi o a un pesce San Pietro alla mediterranea.

I Sistri è un vino già pronto e gradevole in giovinezza, ma allo stesso tempo ha notevoli capacità di invecchiamento (chi scrive lo ha provato in diverse annate) ed è sicuramente consigliabile lasciarne qualche bottiglia in cantina a maturare, per apprezzarne poi l’evoluzione nel tempo.

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