La Calabria, conosciuta anche come l’antica Enotria, “Terra del vino”, è una regione che vanta una lunga e ricca tradizione vitivinicola.

La regione presenta un territorio prevalentemente montuoso e collinare, con solo il 20% di superficie pianeggiante. Questa conformazione geografica offre una varietà di microclimi che influenzano positivamente la viticoltura.

La superficie vitata è di circa 11.500 ettari per una produzione di vino che, nel 2023, ammonta a circa 88.000 ettolitri con una diminuzione pari al 32% rispetto ai 130.000 ettolitri del 2022. Questi dati riflettono le sfide che, nel 2023, il settore vitivinicolo ha dovuto affrontare e che ricomprendono i cambiamenti climatici e le condizioni meteorologiche avverse che hanno influenzato sia la superficie coltivata che la produzione di vino.

I vitigni più coltivati sono quelli a bacca rossa, tra i quali spiccano il Gaglioppo, il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio e il Greco Nero. Per quanto riguarda i vitigni a bacca bianca, il Greco Bianco è il più diffuso, seguito da Trebbiano Toscano, Malvasia bianca, Montonico e Guarnaccia. La produzione si concentra maggiormente sui vini rossi e rosati, che rappresentano l’80% del totale, mentre i vini bianchi costituiscono il restante 20%.

Le denominazioni ed il rinnovato dinamismo

La Calabria non possiede alcuna DOCG ma conta 9 denominazioni di origine controllata (DOC) e 10 indicazioni geografiche tipiche (IGT). Le principali zone vitivinicole includono il Cosentino, il Lametino, il Cirotano e la Locride, con vigneti situati tra i 500 e i 700 metri di altitudine.

Negli ultimi anni, il settore vitivinicolo calabrese ha visto un rinnovato dinamismo, con un focus sulla qualità dei prodotti e l’adozione di moderne strategie di marketing e comunicazione oltre ad una strategia mirata volta soprattutto alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e all’implementazione di pratiche sostenibili.

Un mosaico di tradizioni e innovazioni, dove la passione per il vino si fonde con la cura per l’ambiente, dando vita a vini che esprimono l’identità di questa terra solare e accogliente.

Gli Assaggi

Gli assaggi effettuati per eleggere i TRE CAVATAPPI della Calabria hanno riguardato sostanzialmente il Cirò in tutte le sue declinazioni (Bianco, Rosato e Rosso) un vino che racconta una storia unica, tessuta con i fili del terroir e dell’artigianalità.

Si parte con i bianchi che catturano l’essenza del mare, con note di agrumi e fiori bianchi che danzano leggere come brezze marine. Passando per i rosati che parlano di tramonti calabresi, con richiami ai frutti rossi e una vivacità che rinfresca l’anima come la sera che scende sulle colline. Per arrivare ai rossi spesso robusti ma sinceri che esprimono la pienezza della natura con tannini imponenti e sentori di frutta matura. Vini dal carattere deciso, con un intreccio di note speziate e frutti di bosco che danzano in armonia manifestando tutta la loro complessità ed eleganza.

Vini dalla struttura imponente e dal finale molto persistente per i quali ogni sorso è un capitolo di una narrazione che continua a evolversi nel calice e che promette nuove scoperte ad ogni assaggio.

Sveliamo adesso i vini calabresi che si sono aggiudicati iTRE CAVATAPPI superando l’ardua selezione di vini degustati dai nostri commissari.

I vincitori sono organizzati per tipologia, denominazione o vitigno ed annata.

I Migliori vini Bianchi della Calabria

  • Ippolito 1845 – Cirò Bianco DOC “Mare Chiaro” 2023

I Migliori vini Rosati della Calabria

  • Ippolito 1845 – Cirò Rosato DOC “Mabilia” 2023
  • Fratelli Dell’Aquila – Cirò Rosato DOC “Rosemanno” 2022

I Migliori vini Rossi della Calabria

  • Romano & Adamo – Cirò Rosso Classico DOC 2021
  • Fratelli Dell’Aquila – Cirò DOC “Salvogaro” 2020
  • Santa Venere – Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC 2020
  • Francesco Malena – Cirò Rosso Classico Superiore Riserva DOC “Pian Della Corte” 2019
  • Senatore Vini – Cirò Rosso Riserva DOC “Arcano” 2018

Cenni sulle annate

Le annate vitivinicole calabresi dalla  2021 alla 2023 hanno regalato una fotografia di un settore in evoluzione, capace di adattarsi e progredire. L’attenzione alla qualità, l’innovazione e la sostenibilità sono diventati i pilastri su cui costruire il futuro del vino calabrese, un perfetto connubio tra tradizione e innovazione.

Volendo confrontare le tre annate, si nota una tendenza evolutiva che mira alla qualità piuttosto che alla quantità. Ed infatti, mentre l’annata 2021 ha visto una produzione abbondante, la riduzione della produzione nell’annata 2023 ha messo in luce la resilienza dei viticoltori calabresi e la loro capacità di mantenere standard elevati nonostante le avversità.

Ma vediamo nello specifico le caratteristiche delle singole annate.

Annata 2021

Il 2021 è stato un anno di ripresa per il settore vitivinicolo calabrese dopo le sfide poste dalla pandemia. Con l’incremento delle attività di promozione e la riapertura dei mercati, i produttori hanno potuto beneficiare di una maggiore visibilità. La qualità del vino è stata elevata, grazie a condizioni climatiche favorevoli che hanno permesso una vendemmia abbondante e di qualità. Le temperature sono state generalmente nella norma e le precipitazioni nella media, con un equilibrio tra le stagioni che ha favorito una buona maturazione delle uve.

Annata 2022

Nel 2022 l’accento è stato posto sull’innovazione e la sostenibilità. La Regione Calabria ha assegnato risorse significative per migliorare il rendimento globale delle imprese vitivinicole e accrescere la loro competitività. Questo ha incluso investimenti in tecnologie avanzate e pratiche sostenibili, che hanno portato a una produzione di qualità superiore, pur con una leggera diminuzione della quantità rispetto all’anno precedente. Le temperature medie sono state più elevate rispetto all’anno precedente e questo ha portato a una vendemmia anticipata in alcune zone. Ciononostante sono stati prodotti degli ottimi vini.

Annata 2023

Il 2023 ha presentato nuove sfide, con una riduzione della vendemmia tra il 20% e il 24% e facendo risultare questa annata una delle meno produttive degli ultimi anni. Le piogge sono state molto scarse rendendo quest’annata una delle più aride degli ultimi dieci anni. La primavera ha fatto eccezione, con precipitazioni abbondanti, specialmente a maggio ma le temperature medie hanno superato quelle dell’ultimo trentennio, con un incremento di circa +2°C nella stagione estiva ed in quella autunnale. Nonostante le difficoltà, la qualità è rimasta alta ne è un esempio il Cirò Bianco DOC “Mare Chiaro” 2023 prodotto dall’azienda Ippolito 1845: un vino che cattura l’essenza del territorio calabrese ottenuto da uve Greco bianco provenienti da un antichissimo vitigno coltivato vicino al mar Ionio. Un vino che è un omaggio al mare splendente di Cirò.

Per il momento è tutto.

Vi diamo appuntamento con la prossima regione ed i relativi TRE CAVATAPPI.

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