La nostra quarta edizione di Untold è giunta al termine.

Sono stati numerosi i vini selezionati come eccellenze tra i Nobile di Montepulciano. Uno in particolare, di cui andremo a parlare oggi è il Cesiro 2018 dell’azienda Podere della Bruciata.

Nell’ultima edizione dedicata alla denominazione toscana, questo vino si è aggiudicato il massimo riconoscimento dei Tre Cavatappi.

La cantina

Podere della Bruciata si trova a Chiusi, nel cuore della zona di produzione del Nobile di Montepulciano. Si tratta di una piccola realtà che riesce a dar valore ai suoi vini grazie alla determinazione di ogni singolo membro. Podere della Bruciata è un’azienda che si può definire “a misura d’uomo” in quanto riesce a far esaltare e a raccontare la storia di questa denominazione, che vanta 600 anni di vita essendo una delle prime DOCG d’Italia.

La filosofia della cantina è quella di far crescere il marchio del vino Nobile di Montepulciano, esaltando al meglio il territorio da cui nasce.

Proprio per questo Podere la Bruciata svolge una viticoltura naturale, puntando a valorizzare al meglio l’ambiente che la circonda. Si comincia dalla raccolta rigorosamente manuale per poter selezionare le uve migliori nel periodo in cui raggiungono una perfetta maturazione fenolica. Questa attenzione permette di minimizzare il lavoro in cantina poiché permette di non aggiungere di elementi chimici.

Molti vini prodotti dalla cantina vengono affinati in botti che risalgono agli anni ’70 per migliorare al meglio il prodotto finale.

Vini cantina Podere della Bruciata

La Degustazione del Cesiro

Il Nobile di Montepulciano Cesiro è uno dei prodotti di punta della cantina.

Si tratta di un Sangiovese 100% proveniente da un suolo argilloso situato a 550 MSL. La resa per ettaro è piuttosto bassa, circa 60q, e permette cosi di avere una materia prima di grande qualità.

La fermentazione del Cesiro avviene in maniera spontanea in vasche di cemento e, successivamente, il vino ottenuto riposa prima in botti di rovere per 18 mesi e in bottiglia per altri 24. Una maturazione che serve a rendere il vino equilibrato e complesso.

Osservandolo nel calice il Cesiro presenta un aspetto leggermente trasparente, tipico del Nobile di Montepulciano, mentre, per quanto riguarda il colore, il rosso granato fa da padrone.

Un punto a favore di questo vino è sicuramente l’intensità e la complessità olfattiva. Oltre alle tipiche note del Sangiovese, quindi il frutto rosso come prugna, lampone, more e il floreale come la violetta, riscopriamo nel calice sentori terziari. La vaniglia e la liquirizia hanno una grande persistenza accompagnata da sensazioni balsamiche e mentolate.

Al palato una grande morbidezza riempie tutta la bocca e si scontra con una struttura molto decisa, riuscendo però a creare un connubio di eleganza e raffinatezza. I tannini vellutati del Cesiro e la sua lunga persistenza denotano la grandezza di questo vino e ti fanno venir voglia di un altro sorso.

Cosa abbinare al Cesiro?

Naturalmente l’abbinamento perfetto per questo straordinario vino non puo che essere una con la Chianina toscana: da una tagliata con aceto balsamico alla classica fiorentina. Vi consiglio anche di utilizzarlo per accompagnare dei formaggi stagionati come un pecorino di fossa o, uscendo dalla regione, con l’introvabile Pecorino di Farindola

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