C’è un momento preciso, assaggiando il Torama 2022 di Traerte Vadiaperti, in cui ci si rende conto che la Coda di Volpe di questa bottiglia non ha nulla da invidiare agli altri vini campani come il Fiano o il Greco di Tufo. Anzi: ha qualcosa di diverso, qualcosa di più selvatico e meno addomesticato, che in bocca lascia una traccia lunga e decisa.
Quelle sensazioni arrivano da un posto preciso: la contrada Vertecchia, in agro di Pietradefusi, a 450 metri sul livello del mare.
Torama Vadiaperti: un cru, non un vino qualunque
Protrmmo definire il Torama come un cru, una selezione e non certo una Coda di Volpe entry level. Questo vino, infatti, è prodotto partendo da vigne vecchie di 60-70 anni, con una bassa densità di ceppi per ettaro, esposizione a sud e forma di allevamento mista tra pergola avellinese e spalliera. Un cru che nasce su suoli argilloso-sabbiosi ricchi di quarzi, calcari e arenarie. Terreni drenanti per definizione ma anche difficili e che obbligano le radici a scavare in profondità. In dialetto locale, torama indica proprio questo: una terra severa, che non regala nulla.
Il risultato? Un bianco strutturato, con una longevità dichiarata di 8-11 anni che effettua un lungo affinamento tra acciaio e bottiglia. Nessuna barrique, nessuna concessione a legni che (secondo la filosofia del produttore) coprirebbero quello che qui vale la pena raccontare: il minerale, l’erbaceo, il salmastro.
Torama Vadiaperti e il sole irpino: l’annata 2022
Il 2022 è stato un anno caldo, con maturazioni precoci. In Irpinia l’escursione termica notturna in altitudine ha attenuato gli eccessi, restituendo un frutto generoso ma non stucchevole. Per il Torama la vendemmia è avvenuta tra fine settembre e inizio ottobre, manuale come da protocollo aziendale. Pressatura soffice, fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata: il processo è minimalista, biologico, pensato per preservare l’identità del vitigno senza correzioni.

Rispetto alla 2021, più austera e minerale, la 2022 è più aperta, fruttata, con una rotondità al palato che ne smussa gli spigoli. Ma non ci si lasci ingannare: è un vino da cantina, da aspettare, da riaprire tra qualche anno quando le arenarie di Contrada Vertecchia avranno ceduto tutto quello che hanno dentro.
Degustazione Torama Vadiaperti 2022: nel bicchiere
Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati, luminoso. Al naso si apre lentamente (caratteristica che l’azienda rivendica come segno distintivo delle viti molto vecchie) con una sequenza floreale di ginestra e camomilla che lascia presto spazio a frutta matura: pesca bianca, pera williams e note agrumate. Con il passare del tempo emergono inoltre quelle note che sono il segno distintivo e rendono il Torama riconoscibile immediatamente: menta, erba falciata, leggere tostature di nocciola, un soffio di caffè che preannuncia una buona capacità evolutiva.

In bocca è equilibrato, vellutato, con un’acidità vivace e piacevole ed una notevole nota salmastra figlia diretta delle arenarie del cru. La persistenza è lunga mentre il finale decisamente aromatico poggia su note di erbe mediterranee. La gradazione alcolica è perfettamente integrata e non sovrasta mai il sorso.
Torama Vadiaperti nella guida Untold 2026
Come che certamente molti di voi sapranno, Untold “Quello che non è ancora stato detto del vino“ è la nostra guida che cambia il modo di raccontare i distretti vitivinicoli italiani. Linguaggio visivo, approccio giovane ed evocativo e una selezione all’origine che ammette solo i vini scelti sulla base di criteri precisi di confrontabilità per vitigno, terroir e processo produttivo. Gli assaggi avvengono alla cieca, per tipologia omogenea, alla ricerca delle espressioni più autentiche di ogni distretto.
Il Torama Vadiaperti 2022 ha superato questa selezione ed è presente in guida con Due Cavatappi. Un riconoscimento che certifica la qualità del vino e la coerenza del lavoro di Traerte – Vadiaperti. Un vino solido e territoriale, che merita attenzione soprattutto a chi vuole esplorare la Coda di Volpe fuori dai sentieri più battuti.
Raffaele Troisi e il progetto Traerte Vadiaperti
L’azienda ha sede a Montefredane, in contrada Vadiaperti. La storia inizia nel 1984, quando Antonio Troisi, professore di storia e padre di Raffaele, decide che il Fiano prodotto nelle sue vigne merita di essere imbottigliato. Una scelta che allora rivoluziona la viticoltura irpina. È Raffaele, ancora studente, a suggerire al padre di scommettere anche sulla Coda di Volpe, vitigno autoctono considerato minore e poco remunerativo.

Nel 2013, Raffaele trasferisce il suo lavoro in Traerte una nuova società fondata con tre soci. Stesse vigne, stessa filosofia. In azienda opera come responsabile di produzione. La continuità è totale: vitigni autoctoni, cru specifici, rese contenute, acciaio per esaltare freschezza e mineralità.
Il Torama è la massima espressione di questa ricerca: non un vino di posizionamento commerciale, ma una dimostrazione di quello che la Coda di Volpe può fare quando viene presa sul serio.
Abbinamenti per il Torama Vadiaperti 2022
La struttura del Torama Vadiaperti 2022 regge abbinamenti decisi. Sul pesce funziona bene con la sapidità marina di crostacei e molluschi ma anche con alici fritte o crudi di pesce azzurro come sgombro e palamita. Ma il vino si sposa bene anche con la mozzarella di bufala campana o formaggi freschi a pasta molle che, nell’acidità del vino, trovano il contrasto giusto. La persistenza permette anche di accompagnare selvaggina da piuma (fagiano, pernice) senza cedimenti.
Torama Vadiaperti 2022: vale la pena?
Giunti a questo punto della narrazione molti si staranno chiedendo: ma vale la pena stappare questo vino? La risposta secondo chi scrive e sì. Si, se si cerca un bianco irpino che racconti qualcosa di preciso: un vitigno, un suolo, una famiglia. Il Torama 2022 di Traerte Vadiaperti non è il vino più immediato della Campania, né il più spettacolare. È un vino che chiede un po’ di pazienza, sia nel bicchiere quanto in cantina e che restituisce un’identità, difficile da trovare altrove. La Coda di Volpe in purezza, da vigne vecchie di Contrada Vertecchia, è ancora una rarità ed è questo è uno dei motivi migliori per stapparlo.
Conclusioni
Untold nasce per cambiare il modo di raccontare i distretti vitivinicoli italiani: linguaggio visivo, approccio evocativo, selezione rigorosa alla cieca che mette a confronto vini a parità di vitigno e terroir.
Non è una guida per tutti i vini ma solo per quelli che rispettano criteri precisi di autenticità territoriale ed il Torama Vadiaperti 2022 è uno di questi.
Due Cavatappi, non tre. Ma il valore di questo vino non si misura solo nel punteggio: si misura nella coerenza tra un suolo difficile, vigne vecchie di sessant’anni e un bicchiere che racconta esattamente quel posto.
È quello che noi di Decanto cerchiamo e che successivamente inseriamo nella nostra guida Untold “Quello che non è ancora stato detto del vino“ ed è quello che nel Torama Vadiaperti 2022 la commissione valutatrice ha trovato.

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