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“Simply the best” di Civiltà del Bere 2026

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Si è appena concluso uno degli eventi milanesi più attesi dell’anno, il “Simply the best” che come sempre ha attirato tantissimi sommelier, professionisti del settore enogastronomico e wine lovers.

Introduciamo il “Simply the best”

“Simply the best” è un evento iconico della città meneghina, raduna una selezione delle aziende che nel 2026 hanno ottenuto giudizi d’eccellenza sulle principali Guide enologiche italiane ovvero AisVitae, Bibenda, DoctorWine, Gambero Rosso, Slow Wine e Veronelli o all’ultima edizione della competizione vinicola WOW! di Civiltà del Bere.

Dove e Quando si è tenuto

Nella luminosità della Sala Cavallerizze del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di via Olona, nel cuore di Milano, lunedì 30 marzo i banchi del “Simply the best” hanno riunito 65 cantine da tutta Italia per una degustazione eccezionale.

Gli organizzatori dell’evento

Civiltà del Bere è la prima rivista italiana di vino e cultura gastronomica, è stata fondata nel 1974 a Milano da Pino Khail, sin da allora si dedica alla realizzazione di eventi per appassionati e professionisti del settore.

È una rivista storica ideata e scritta da sempre da giornalisti professionisti, che con dedizione e rigore diffondono informazioni di qualità.

Wow!

WOW! è la prima competizione enologica istituita dalla rivista “Civiltà del Bere”. Alessandro Torcoli, direttore del magazine, è anche presidente della commissione della giuria del contest.

La scelta di questo nome non è casuale. “Wow” è l’espressione di meraviglia che suscitano i vini premiati. Ori, argenti e bronzi, più alcuni premi speciali sono dispensati ai prodotti per cui la giuria prova ammirazione e stupore.

La giuria dell’Italian Wine Competition si compone di 3 commissioni, i giudici sono autorevoli critici italiani che, con 60 assaggi al giorno, giudicano alla cieca i vini, selezionando quelli che valorizzano l’eccellenza connessa alla tipicità del territorio di origine.

Il decimo compleanno

La manifestazione è nata dieci anni fa con lo scopo di rendere fruibile ad un vasto pubblico i vini più premiati dalla critica enologica nazionale. “Simply the Best” alza ogni anno l’asticella proponendo per di più alcune “promesse” degli stessi produttori, ovvero grandi vini “fratelli minori”. Sono interessanti chicche enologiche da far scoprire e provare, rappresentanti l’anteprima dell’evoluzione della ricerca in materia vitivinicola.

Quest’anno “Simply the best” ha festeggiato il decennale della sua creazione e Alessandro Tortoli, direttore di Civiltà del Bere, è stato felice di poterlo celebrare. “A un certo punto abbiamo immaginato che sarebbe stato fantastico riunire alcune tra le aziende più blasonate, insieme in un solo giorno a Milano, la piazza più importante d’Italia. La cosa ha funzionato.

“Simply the Best” ha funzionato alla grande e, dieci anni dopo, attira ancora nelle sue eleganti sale con una proposta super, sia i vertici dell’enologia nazionale che centinaia di appassionati: un solo biglietto di ingresso consente di degustare tutti i vini presenti ai banchi d’assaggio, fino a quattro etichette per ogni cantina protagonista.

Il tasting

Segue un elenco dei vini che più ci hanno colpito tra le 229 etichette protagoniste. Le motivazioni sono molteplici, quindi ordineremo la descrizione da nord a sud, per facilitarvi la lettura.

Gli spumanti

Il più a nord, tra Trentino e Veneto, nel comune di Avio, nasce il Dèkatos Trentodoc Riserva Brut Nature 2014 di Roeno. 100% Chardonnay, il degorgement avviene dopo dieci anni di affinamento sui lieviti, per questo si chiama dèkatos, che significa “decimo”. È straordinario quanto sia ancora giovane nei profumi e fresco alla degustazione, ma compiuto. Le bollicine finissime e il colore oro brillante giocano a favore di un vino dallo stile unico.

Segue il Piemonte con LaMesma, cantina certificata biologica, appartenente a tre sorelle, Paola, Francesca e Anna, con il loro originale Gavi Metodo Classico Pas Dosé Docg 2017, elaborato da uve cortese in purezza, è finemente fruttato e floreale, piacevolmente fresco, un vino moderno per un pubblico giovane.

Infine l’Emilia Romagna di Cleto Charli, il Quintopasso – Rosé Modena Metodo Classico Brut DOC 2017 e il Quintopasso – Maestro Lambrusco di Sorbara Metodo Classico 2010.
Se il Rosé si può considerare un ottimo Metodo Classico, dal perlage fine e persistente, il secondo calice, la promessa, spicca per l’espressione di tipicità del Sorbara in un Metodo Classico. Infatti, nonostante la sosta di 60 mesi sui lieviti, mantiene una vibrante acidità. Lo suggeriamo anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

I vini bianchi fermi

Partiamo dall’Alto Adige, estremo nord, con la Cantina Colterenzio. LR Alto Adige Bianco Riserva DOC 2021 è una perla che fa viaggiare la mente del degustatore oltre le Alpi, rivolgendo lo sguardo alla Borgogna. È un mix tra eleganza nei profumi e classe nel gusto, struttura e carattere, una cuvée perfetta di chardonnay, Pinot bianco e Sauvignon. La femminilità desiderata per questo vino si rispecchia anche nel packaging ricercato.

Proseguiamo con il Veneto, al confine con il Trentino, ritornando all’Azienda Agricola Roeno.

Il Rivoli – Valdadige Terradeiforti DOC 2023 è un Pinot grigio singolare, sia al naso, per la nota minerale solfurea, che al gusto, per la decisa freschezza.
La persistenza del frutto, pera e pesca bianca, è il risultato di un lungo affinamento in tonneaux prima, in bottiglia poi, e della selezione delle uve delle singole parcelle più vocate del comune di Rivoli.

Promessa da segnalare il Riesling Renano Collezione di Famiglia delle Venezie IGT 2019, le cui viti si coltivano a 500mslm. Vengono selezionate solo le uve migliori per questo vino, che viene messo sul mercato dopo l’affinamento di 18 mesi in botti di legno grandi e 36 mesi in bottiglia.
La riconoscibilità varietale del Riesling è immediata, agli idrocarburi segue la pesca tabacchiera. Il sorso è un connubio armonico ed invitante di morbidezza, merito di un lieve residuo zuccherino e freschezza, mai eccessiva.

Venica&Venica, storica azienda del Friuli Venezia Giulia, ogni anno è una certezza: riscopriamo i profumi intensi e la perfetta fattura dei Ronco delle Cime -Collio Friulano e Ronco delle Mele – Collio Sauvignon Doc 2024.

La perla di questo 2026 è l’Extempore Collio Sauvignon DOC 2019, il primo vino della cantina che affina in legni piccoli. Giallo dorato brillante, complesso nei profumi di pesca, fiori bianchi, salvia e gesso, morbido e di grande equilibrio al gusto, persiste con un elegante finale ammandorlato, ci conquista.

Dal Piemonte La Mesma e i suoi Gavi DOCG 100% Cortese. Indi ed Etichetta Nera celebrano il primo le fermentazioni spontanee da lieviti indigeni (con pied de cuve selezionato come starter), il secondo la vinificazione in cemento. Nascono vini fruttati, piacevolmente freschi, per un pubblico giovane.

Con la Riserva DOCG 2021 – Vigna della Rovere Verde, La Mesma tocca l’apice: le uve delle vecchie vigne di Tassarolo, unite ad un sapiente affinamento, conferiscono al vino struttura, sapidità e lunghezza con una nota minerale idrocarburica intrigante. Un vino potenzialmente longevo per la freschezza del vitigno.

La Toscana regala sempre grandi soddisfazioni.

Per prima citiamo l’azienda Il Colombaio di Santa Chiara che ci regala ben tre chicche: Selvabianca 2025, Campo della Pieve 2023 e L’Albereta Riserva 2022, 100% Vernaccia di San Giminiano DOCG.

La prima, la più giovane, oltre alla particolare macerazione pellicolare a ciocca intera, vinifica in acciaio inox e cemento, che ne esaltano la sapidità donandole un lungo finale saporito.

La seconda vinifica solo in cemento, ma affina su fecce nobili per 18 mesi, risulta una speciale finezza del naso e morbidezza al gusto.

La Riserva fermenta spontaneamente a temperatura controllata in grandi botti di rovere, affina un anno in legno e 6 mesi in cemento.

Al naso è la più vegetale, i rimandi aromatici sono intensi, va attesa, ma è già chiaro il carattere e il potenziale evolutivo, al palato mineralità e acidità le danno quel ritmo che è un plus.

Andiamo avanti con la tenuta Monteverro e il loro Chardonnay Toscana Igt 2023 è uno Chardonnay che sbalordisce per il corpo piuttosto snello e la freschezza moderna, data dalla brezza marina e da un intelligente bilanciamento nell’affinamento. Infatti il 50% della produzione affina in vasche di cemento, l’altro 50% in barrique. Al naso e in bocca frutta gialla e agrumi, fiori di sambuco e frolle di pasticceria.

Scendiamo in Abruzzo con l’azienda agricola Torre dei Beati, che ci attira per la creatività delle etichette delle 4 referenze. Ci seduce principalmente con Giocheremo con i fiori – Abruzzo Pecorino Doc 2024, dai profumi fini di agrumi e fiori bianchi, è in bocca un ottimo connubio di freschezza e morbidezza, che invoglia alla beva. Interessante esaltazione del vitigno in un vino semplice, ma non banale.

I rossi fermi

Alto Adige, la Cantina Girlan presenta il Trattmann Pinot Nero Riserva DOC 2023 e Vigna Ganger Pinot Nero Riserva DOC 2021 il cui colore rosso rubino trasparente invoglia subito all’assaggio. Entrambi esprimono la tipicità del vitigno nel profumo preponderante di piccoli frutti rossi e neri che evolve in speziato. La persistenza è il punto di forza dei due Pinot.

Nel vicino Trentino, appuntamento immancabile con la Tenuta San Leonardo.

Villa Gresti Vigneti delle Dolomiti Igt 2021 è un assemblaggio raffinato di Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmènere in cui gli accenti vegetali spiccano ancora al naso, il sorso è teso e piacevolmente dinamico.

L’iconico San Leonardo 2020 è come sempre di classe sia nei profumi che al gusto, i tannini sono levigati, la sua qualità è una certezza, anno dopo anno, ma mai omologazione.

La promessa dell’azienda, il Carmenère 2020, è la sorpresa della degustazione: il monovitigno, con il suo corpo snello, ha ingentilito la sua rusticità.

Saltiamo a nord-ovest in Piemonte, da Arnaldo Riviera. Della collezione di 10 Baroli, la degustazione offerta si limita a 3 etichette rosse.

Barolo Monvigliero DOCG 2021, deciso nel sentore di ciliegia, creato dall’assemblaggio di 3 diversi vigneti all’interno della Menzione Monvigliero.

Il Barolo Vignarionda DOCG 2021, intensamente balsamico, prodotto di un singolo vigneto all’interno della denominazione Vignarionda, esposto a pieno sud.

Infine Undicicomuni Barolo DOCG 2021 la promessa, cuvée delle più vocate esposizioni dei vigneti presenti negli 11 comuni della denominazione.

Filo conduttore di tutti questi Baroli, opera di una realtà artigiana, è la stilistica moderna. Sono Baroli snelli e informali, innovativi e attraenti per le nuove generazioni.

La regione Toscana anche nei rossi da il meglio di sé.

I big di Argiano. La nostra medaglia d’oro va al Solengo Toscana Rosso Igt. Il colore intenso e profondo, il profumo di tabacco, la persistente visciola al gusto, rendono il vino intrigante e chic. Per la prima volta nel blend si sceglie il Cabernet Franc, anziché il Merlot, ma convince il finale lungo balsamico.

Dalla cantina del gruppo Le Tenute del Leone Alato, il DuemaniCosta Toscana Cabernet Franc Igt 2021. 100% Cabernet Franc, da agricoltura certificata biologica-biodinamica, è un vino estremamente interessante per la sua rustica potenza. Il tannino ha bisogno ancora di tempo è comunque piacevole perché sostenuto da una notevole freschezza. Al naso frutti rossi maturi, sensazioni silvestri, note di ardesia puliscono la bocca e invitano al sorso successivo.

Con il suo naso educato, il frutto nero maturo, la dolce liquirizia che persiste al gusto, il Grattamacco Bolgheri superiore doc 2022 è un vino emblematico, dal tannino importante e affilato, ma piacevole, risultato della fermentazione singolare in tinelli di rovere aperti e affinamento in barriques.

La Tenuta Vitivinicola ColleMassari presenta come promessa L’Alberello Toscana Igt, uvaggio 70% Cabernet Sauvignon 30% Cabernet Franc, le cui viti sono allevate ad alberello, da cui deriva il nome, forma che naturalmente sopporta il caldo e la siccità. Ne risulta una perfetta espressione di equilibrio.

L’Azienda Agricola Castello del Terriccio, dal suo esordio sinonimo di eccellenza italiana, conferma la sua importanza. In particolare il Lupicaia 2020 Toscana Rosso Igt, fantastico nella complessità dei profumi, nel corpo e nella struttura. È un fuoriclasse per gli aromi del gusto, più marcati il peperone grigliato e il cuoio. Perfetta espressione dell’insolita accoppiata Cabernet Sauvignon e Peti Verdot.

Restiamo in Toscana con il Poggio al tesoroSondraia Bolgheri Superiore DOC 202, altro nome altisonante. L’ottima annata climatica ha dato vita a un vino dal bouquet raffinato di prugna e more, spezie scure, sottobosco. Al palato è morbido velluto, ma deciso per freschezza e tannini corposi, eleganti.

Passiamo alle isole, Sardegna e Sicilia, con due “pezzi da novanta”.

Turriga Isola dei Nuraghi Rosso Igt 2021, di Argiolas. Complessità olfattiva, struttura importante, al palato quel balsamico mediterraneo così fine e rinfrescante: il Turriga è un mix perfetto di vitigni della tradizione sarda. Sapientemente addomesticato il tannino, elegante come sempre.

Mille e una Notte Sicilia DOC 2022, di Donnafugata. Formato da un blend più che riuscito di Nero d’Avola, Syrah e Petit Verdot crea un ottimo connubio tra territorialità ed internazionalità. Colpisce per i profumi che ricordano la mora di gelso, la prugna, grafite e spezie dolci come cioccolato e vaniglia. Un vino ben bilanciato, corposo e di grande spessore.

Tiriamo le somme

Simply the Best è un evento che regala emozioni a tutti gli appassionati di vino, visto che da la possibilità di degustare vini che hanno fatto la storia e confermare le proprie conoscenze, mettendo a confronto le annate delle etichette riproposte anno dopo anno.

La manifestazione è fonte di entusiasmo anche per i principianti nel mondo del vino, che per la prima volta si avvicinano a grandi bottiglie pluripremiate, impossibili o difficili da acquistare, sia per prezzo che per irreperibilità. La possibilità di degustazione è reale, il clima è festoso, ma serio grazie al servizio impeccabile.

Le “promesse” mantengono viva l’attenzione dei professionisti in cerca del best value for money e soddisfano i più curiosi avventori. Spesso la loro versatilità, data da uno stile innovativo e moderno, è più intrigante per i giovani e i neofiti.

”Simply the Best” è tutto ciò che vi abbiamo raccontato e molto altro.

Sotto qualsiasi profilo lo si guardi “Simply the Best” è un’occasione da non perdere. Per questo restiamo in fervida attesa dell’annuncio della data del prossimo anno!

Stefania Zumelli
Stefania Zumelli
Sommelier, travel addicted, appassionata lettrice, unisco i miei interessi sorseggiando calici di buon vino davanti a meravigliosi panorami.

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"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

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