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Surrau, la masterclass a L’Enoluogo

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Un lunedì perfetto a Milano. Fuori il primo fresco di fine settembre, dentro il calore e la luce della Gallura firmati Surrau. A L’Enoluogo di Civiltà del bere l’autunno comincia nel migliore dei modi, con una masterclass dedicata alla cantina sarda.

L’Enoluogo, la sede di Civiltà del Bere

L’appuntamento con la masterclass di Surrau è a L’Enoluogo, la sede della storica rivista italiana Civiltà del bere, in Viale Andrea Doria, a Milano.
Mi trovo davanti a un’insegna iconica: L’Enoluogo, spazio d’elezione per la cultura del vino dove si incontrano produttori, esperti e appassionati. Enoteca, eventi, sede di corsi e degustazioni per ogni livello, L’Enoluogo è sinonimo di confronto e condivisione.

Surrau, una perla in Gallura

La Cantina Surrau è una vecchia conoscenza per Decanto. Azienda fondata nel 2001 di proprietà della famiglia Demuro, ha partecipato all’edizione 2024 della nostra guida Untold, ottenendo Tre Cavatappi con il Cannonau di Sardegna doc riserva “Pentima” 2020 e il Vermentino di Gallura docg vendemmia tardiva “Montidimola” 2021.

Chi fu pioniere apripista del vermentino come stella della Gallura?

Proprio la famiglia Demuro, imprenditori nel settore edilizio di Arzachena da generazioni. Proprio loro, nonostante non fossero viticoltori, compresero in anticipo che il vermentino è il vitigno ideale da coltivare su questo terreno. Hanno scelto di creare Surrau per esaltare la loro meravigliosa terra, con immenso orgoglio. Grazie a Mariolino Siddi, loro enologo da 16 anni, in poco tempo Surrau ha saputo definire la propria identità ed è stata pluripremiata dalla critica nazionale ed internazionale.

L’edificio sede della cantina è una manifestazione dell’armonia tra il legno, il vetro e la pietra locale che lo compongono, l’architettura risulta ben integrata con il paesaggio.

L’innovazione tecnologica, la ricerca di una conduzione agronomica sostenibile ed etica, sono forme di bellezza, non solo estetica, su cui punta la cantina e per cui spicca.

Come si affronta da Surrau il cambiamento climatico? L’agronomo ha notato in prima battuta una sofferenza delle viti, successivamente un adattamento spontaneo. Le basse rese, già da tempo prescelte per la qualità del prodotto finale, sono in linea con l’eventuale scarsa produzione del vigneto. Si spruzza il caolino per proteggere i grappoli dalle scottature, questa argilla bianca naturale funge da crema solare, barriera contro gli insetti, prevenzione funginea.

La masterclass a L’Enoluogo

Lunedì 21 settembre, ore 10.30. A dare il via alla masterclass di presentazione di Surrau è Alessandro Torcoli, sommelier, direttore ed editore di Civiltà del bere. È autore di Vinology. Guida visuale ai vini d’Italia e del mondo e In vino veritas. Praticamente tutto quello che serve sapere (davvero) sul vino.

Puntualissimi, Alessandro Torcoli e il responsabile commerciale di Surrau, Marco Loddo, ci hanno accolto e guidato nella masterclass intitolata Sardegna autoctona: identità, territorio, longevità.

Focus della degustazione? Il vermentino, vitigno ricco di sfumature. Secondo protagonista il cannonau, inizialmente il vitigno più coltivato dall’azienda, per amore del nonno Demura, meno remunerativo dal punto di visa commerciale, ma irrinunciabile. 

Grande assente giustificato di oggi l’enologo storico Mariolino Siddi, per un’emergenza in vigna.

La degustazione

Sciala, Vermentino di Gallura DOCG

Il portabandiera.

Sciala è il nome che ha reso celebre Surrau. Per tipicità di espressione del Vermentino di Gallura DOCG, per i profumi della vegetazione della macchia mediterranea, per la sua forza, lo Sciala è pluripremiato da anni.

È il vermentino che tutti vorremmo bere a casa, al ristorante, in città, a settembre, quando le vacanze sono finite, ma ci vogliamo sentire ancora in ferie. È il vermentino giovane, di un bel giallo paglierino con riflessi verdi, che accompagna aperitivi e antipasti di pesce.

Afferriamo il calice e mentre lo avviciniamo al naso sentiamo subito le erbe aromatiche, il mirto e la salvia ed è come quando camminiamo sul sentiero verso la spiaggia. In seconda battuta frutta gialla, pesca bianca, ricordi ancora più incisivi dell’estate e del sole sardo. Degustiamo lo Sciala e sogniamo Porto Cervo, grazie agli agrumi, al frutto croccante, allo iodato. Fresco e sapido il giusto. La roccia che si percepisce è espressione del suolo granitico scelto per il vermentino di questa etichetta, vitigno rispettato dalla fermentazione in vasche di acciaio inox.

Curiosità. Entra in commercio in primavera, dopo l’estate è già in evoluzione .

Sciala Life Edition, Vermentino di Gallura DOCG

L’internazionale.

Prodotto in 2400 bottiglie, è una chicca. Conoscete i Wineglobes? Sono contenitori da 225 litri di origine francese, in vetro silicato, perfetto per il contatto prolungato con gli alimenti, in cui il Life Edition affina per un anno. Speciali per i moti convettivi che creano al loro interno e che agiscono sulla massa “sporca” assemblata in acciaio in precedenza. Gli donano una allure francese.

Nel calice il giallo paglierino è intenso, carico. Il profumo è profondo e complesso, il primo impatto di miele di elicrisio è esplosivo, evoca l’oriente. Segue la frutta gialla tropicale matura e soda. Perfetta corrispondenza dei profumi agli aromi, sulla lingua questo vino è un velluto, è cremoso, è avvolgente. A sorpresa non svolge la malolattica, ma tralasciare questa tecnica induce un gusto citrino più forte e dona capacità di invecchiamento importanti. Chissà dove può arrivare lo Sciala Life Edition.

Gastronomico? Decisamente.

Montidimola VT, Vermentino di Gallura DOCG

L’elegante.

Giallo brillante, che tende all’oro. Finissimo nei profumi, si percepiscono con delicatezza e si esprimono lentamente, composti e timidi. Per primo il tipico ammandorlato, poi un accenno di idrocarburi. Balsamico e iodato, si sente il mare nel suo DNA.

Fun fact: è una falsa vendemmia tardiva, in realtà l’uva non viene sottoposta a surmaturazione. La singola vigna di questo cru è esposta verso le Bocche di Bonifacio, gode di una ventilazione continua che provoca un germogliamento avanzato di 2-3 settimane rispetto gli altri appezzamenti aziendali di vermentino. Quindi questa è semplicemente l’ultima uva vendemmiata, l’ultimo vermentino raccolto in azienda, rigorosamente a mano.

All’assaggio ci stupisce per il frutto maturo, ma mai stucchevole, perché è seguito dalla sapidità tipica del vermentino, che lava la bocca. Si apre e si allunga, fresco e sapido, la mentuccia chiude in bellezza. È snello.

Che cosa giustifica la tensione che caratterizza il Montidimola?

Probabilmente il fatto che l’uva sia spremuta per metà a grappolo intero, l’altra metà diraspata, come Alessandro Torcoli suggerisce. Probabilmente la scelta di fermentare metà massa in grande botti di rovere non tostate e l’altra metà in uova di cemento non resinate. Probabilmente l’evoluzione di 6 mesi, sui propri lieviti, in cemento e anfore italiane. Qualsiasi sia il segreto, i passaggi sono ben dosati, il risultato è un vino meraviglioso. La micro ossigenazione è pari a quella data dalla barrique, ma neutra.

Facilmente abbinabile, il pepe bianco al naso può sostenere piatti orientaleggianti.

Pentima, Cannonau di Sardegna DOC

Il moderno.

Il nome deriva dalla piccola vigna da cui raccolgono le uve per questa riserva, da cui si producono solo 6660 bottiglie. È un cannonau di nuova generazione, lo si nota già dal color rosso rubino, scarico, trasparente. Fermenta in tini di legno di rovere di slavonia, stesso contenitore che lo accoglierà per l’affinamento, ma non tostato, per dosarlo al meglio. I rimontaggi frequenti sono il segreto per una migliore estrazione dei polifenoli: il profumo risulta intenso, di carattere. Prima un frutto rosso maturo e delicato, poi i fiori, come la rosa, le erbe della macchia mediterranea e la chiusura balsamica. Il risultato è un profumo fine in un vino snello e fresco, 14 gradi perfettamente bilanciati.

Un rosso estivo? Direi proprio di si, di facile bevibilità.

Surrau Spumante Metodo Classico

Il trendy.

Ecco lo spumante, servito per ultimo. Scelta inusuale? Sicuramente si, ma per forza, acidità e esuberanza sostiene la chiusura della masterclass.

Lo spumante da uve cannonau è una vera rarità in Sardegna. Grazie all’escursione termica notturna peculiare della Gallura, l’uva acquista acidità e profumi adatti a creare un Blanc de Noirs di personalità.

È un Metodo Classico, di ispirazione francese, fatto con uve tradizionali sarde. Questo, e la scelta del dosaggio zero, lo rendono estremamente contemporaneo. Le uve vengono pressate a grappolo intero, con una pressa a polmone, delicata, che le rispetta. Circa il 50% del mosto fiore ricavato è destinato alla produzione del vino base. Prima del tiraggio i vini base vengono assaggiati e assemblati, creando la cuvée, poi uniti al 4% di vini di riserva. Le riserve si mantengono in tonneau esausti rabboccati, rifacendosi al metodo perpetuelle. La maturazione e l’affinamento in bottiglia a contatto con i propri lieviti raggiunge i 36 mesi, donandogli complessità.

Visivamente molto invitante per la schiuma e la bolla che rivela quando viene servito nel calice. Il primo impatto al naso è una sorprendente nota solfurea, seguita da un rassicurante frutto, che persiste anche alla degustazione. Le erbe aromatiche e le bollicine persistenti stuzzicano il palato, rinfrescano.

Non è un vino tagliente, è fresco e secco, ma mai tranciante. Incontra sicuramente il gusto dei più giovani.

Va contestualizzato, siamo in Sardegna, qui le altitudini non oltrepassano i 180 metri, sicuramente il dosaggio zero è la scelta migliore per questo Metodo Classico.

Facciamo il punto

Il nonno Demuro ha sempre bevuto cannonau, ma il vermentino ha dato luce all’azienda. Tre le versioni presentate, il fil rouge che le unisce è la sapidità spiccata, l’identità della Gallura. Il merito va al terreno, frutto del disfacimento granitico misto a sabbia ed argilla.

Tutti i vini proposti esprimono l’equilibrio tra terra, mare e vento. Vento di maestrale, forte e battente. La tramontana, fredda. Garanti della sanità delle uve, donano acidità al vino. La longevità è conseguenza di questo terroir, un risvolto interessante nei profumi e negli aromi, soprattutto dell’etichetta Montidimola che dopo 12 anni sprigiona terziari di idrocarburo.

La masterclass di Surrau ci comunica l’intesa tra la natura e la famiglia Demuro, che si impegna a rispettare ed esaltare i vitigni autoctoni.

Surrau si dedica anche ai vitigni locali di nicchia, come il caricagiola, per essere sempre un passo avanti, proiettata verso un futuro ancora più grande.

Stefania Zumelli
Stefania Zumelli
Il vino è romantico, il vino è anima.

Untold

"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

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