Oggi vi portiamo in Lombardia con I migliori Franciacorta di Untold 2027, quelli che hanno superato la degustazione di Untold – Quello che non è ancora stato detto del vino, la guida di Decanto ai vini d’Italia arrivata al suo Volume III.
Un paio di numeri per inquadrare il progetto Untold. Le prime due edizioni hanno coinvolto oltre 1.000 cantine, recensito più di 2.100 vini e premiato 183 ristoranti con il riconoscimento Cellar Door. Il terzo volume è edito da Trenta Editore, in copertina rigida, ed è disponibile anche sull’App Untold.
Il punto, però, è come si arriva ai vini. La selezione avviene con una degustazione orizzontale alla cieca: assaggi raggruppati per vitigno, terroir, caratteristiche produttive e annata. Undici commissioni di sommelier, enologi e giornalisti si sono riunite a Salerno il 22 e 23 maggio 2026, alla Tenuta dei Normanni, per assaggiare oltre 1.800 vini di 600 aziende.
L’obiettivo non è trovare il vino più buono in assoluto, ma le espressioni più autentiche del rapporto tra vitigno e terroir. Quelle migliori ricevono i Tre Cavatappi, il massimo riconoscimento della guida.
Franciacorta: colline moreniche, lago e metodo classico
La Franciacorta è una piccola zona situata in Lombardia nella provincia di Brescia. Il nome non è casuale: viene dalle corti franche, le proprietà monastiche medievali esenti dal pagamento dei dazi.
Se parliamo di vino invece, il termine Franciacorta impresso sull’etichetta sta ad indicare uno spumante prodotto solo metodo classico: seconda fermentazione in bottiglia, affinamento sui lieviti e sboccatura. Nessuna scorciatoia.
Inoltre le uve devono provenire esclusivamente da questo territorio con dei confini ben precisi. Per la sua forma e la sua conformazione viene indentificato come anfiteatro morenico, cioè scolpito dai ghiacciai. I suoli sono morenici e drenanti, e il lago d’Iseo mitiga il clima e porta brezze che tengono l’aria in movimento. Il risultato sono uve con acidità viva e maturazioni regolari, che è esattamente quello che serve a una base spumante.
I vitigni utilizzati sono tre, più uno:
- Chardonnay, che porta freschezza e finezza;
- Pinot Nero, che dà struttura e frutto rosso;
- Pinot Bianco, che apporta profumi e morbidezza;
- Erbamat, vitigno autoctono ammesso fino al 10%. Lo trovate anche nella nostra selezione, con un 5% nell’Animante di Barone Pizzini.
Le tipologie fanno la differenza, e conviene conoscerle prima di leggere i risultati:
- Franciacorta: almeno 18 mesi sui lieviti.
- Franciacorta Satèn: almeno 24 mesi, solo Chardonnay (con Pinot Bianco fino al 50%), mai Pinot Nero. Esiste solo nella versione brut, con una spuma più cremosa grazie alla pressione più bassa.
- Franciacorta Rosé: almeno 24 mesi e almeno il 35% di Pinot Nero.
- Franciacorta Millesimato: almeno 30 mesi, con almeno l’85% di uve di una sola annata.
- Franciacorta Riserva: almeno 60 mesi.
Infine il dosaggio, cioè la quantità di zucchero aggiunto dopo la sboccatura. Nella lista che segue troverete brut, extra brut e anche pas dosé o dosaggio zero, senza zuccheri aggiunti.
Come valuta Untold: i criteri della guida
Qui sta la differenza con altre guide. A Untold non interessa solamente il vino più buono o dalla qualità organolettica più evidente. Per valutare quali sono i migliori Franciacorta di Untold 2027 abbiamo tenuto conto soprattutto di quello più rappresentativo del terroir.
Ogni giurato valuta in centesimi ed il punteggio finale del vino è la media dei punteggi di tutti i membri della commissione. Ad ogni referenza viene poi assegnato un numero di cavatappi e un giudizio in base al valore ottenuto. In particolare:
- Un Cavatappi: vini sufficienti dal punto di vista del gusto, ma non abbastanza rappresentativi di vitigno e terroir.
- Due Cavatappi: vini di buona fattura, In linea con vitigno e terroir.
- Tre Cavatappi: vini eccellenti, assolutamente rappresentativi di vitigno terroir.
I cinque criteri su cui si basa il giudizio sono questi:
- Attrattività: la capacità del vino di far desiderare l’assaggio, per l’aspetto e soprattutto per il coinvolgimento olfattivo.
- Eleganza: la finezza gusto-olfattiva.
- Personalità: il carattere coinvolgente, magari non esente da qualche impuntatura.
- Appagamento: la capacità di soddisfare in tutte e tre le fasi di assaggio.
- Tipicità: la riconoscibilità per vitigno, territorio, denominazione e cru, annata, maturazione e affinamento.
Un vino da Tre Cavatappi è un’assoluta eccellenza in almeno uno di questi cinque criteri.
Poi c’è la parte descrittiva, che aiuta i curatori a capire cosa rende speciale un vino: preferenze, note personali e descrittori aromatici.
Infine i riconoscimenti speciali. Non incidono sul punteggio, ma fanno concorrere il vino a dei premi all’interno del suo terroir. I giurati votano anche i seguenti aspetti:
- Originalità: il vino che, restando centrato sul territorio, si distingue dalla massa.
- Potenziale evolutivo: la capacità di migliorare con gli anni.
- Gastronomicità: la versatilità in abbinamento al cibo.
La guida premia anche il miglior rapporto qualità-prezzo. Tenete a mente questi premi, perché li ritroviamo tra i vini della Franciacorta.
I migliori Franciacorta di Untold 2027: l’elenco delle cantine in ordine alfabetico
Barone Pizzini
- Franciacorta DOCG Rosé Extra Brut 2022 (Pinot Nero 96%, Chardonnay 4%): Tre Cavatappi. Un rosé finissimo, dal colore cerasuolo tenue, che mantiene tutte le caratteristiche del Pinot Nero, con sentori di more. Al gusto ha una beva estremamente godibile.
- Franciacorta DOCG Riserva “Bagnadore” Dosaggio Zero 2016 (Chardonnay 60%, Pinot Nero 40%): Tre Cavatappi, Miglior Vino da Evoluzione. Albicocca, agrumi, crosta di pane, lievito madre e una mineralità viva. In bocca è pieno e fresco, acidissimo a dieci anni dall’annata: una tensione che non allenta. Ecco cosa può fare il metodo classico nel tempo.
- Franciacorta DOCG “Animante” Dosaggio Zero: Due Cavatappi.
Biondelli
- Franciacorta DOCG Riserva “Premiere Dame” Extra Brut 2016 (Chardonnay 100%): Tre Cavatappi, Miglior Vino Gastronomico. Dieci anni nel bicchiere e il naso non eccede: ananas, frutta secca, fiori gialli appassiti, lievito, pasticceria. Il profilo aromatico cambia luce mentre lo segui. In bocca è lungo, sapido, armonico.
- Franciacorta DOCG Satèn Brut: Un Cavatappi
- Franciacorta DOCG Blanc de Blancs Pas Dosé: Un Cavatappi
Cooperativa Cellatica Gussago
- Franciacorta DOCG Satèn Brut (Chardonnay 100%): Tre Cavatappi. Non si esaurisce al primo assaggio: agrumi, fiori bianchi, crosta di pane e una mineralità sottile. Il Satèn si distende con la morbidezza tipica della tipologia, ma con acidità e potenziale evolutivo chiari. Il meglio deve ancora arrivare.
Majolini
- Franciacorta DOCG Satèn Brut: Due Cavatappi.
- Franciacorta DOCG Millesimato “Vintage” Brut 2020: Due Cavatappi.
Monte Rossa
- Franciacorta DOCG Satèn “Sansevé” Brut: Due Cavatappi.
- Franciacorta DOCG “Cabochon Fuoriserie N.026” Brut: Due Cavatappi.
Tenuta Moraschi
- Franciacorta DOCG “Donna Elisabetta” Brut 2022 (Chardonnay 70%, Pinot Nero 30%): Tre Cavatappi, Miglior Vino Rapporto Qualità Prezzo. Agrumi, fiori gialli, frutta a pasta bianca, con il Pinot Nero già leggibile. In bocca è largo e sapido, con acidità e persistenza da vino in crescita.
- Franciacorta DOCG Satèn Brut: Due Cavatappi.
- Franciacorta DOCG Millesimato Pas Dosé 2022: Due Cavatappi.
Villa Franciacorta
- Franciacorta DOCG Rosé Millesimato “Bokè” Brut 2021 (Pinot Nero 100%): Tre Cavatappi. Fragoline di bosco, pesca matura, sottobosco e un tocco minerale. Perlage fine, sorso potente e lungo: un Pinot Nero che non si nasconde nel metodo. Non è un rosé da aperitivo di circostanza, e torna in mente dopo che è finito.
- Franciacorta DOCG Satèn Millesimato “Mon Saten” Brut 2020: Due Cavatappi.
- Franciacorta DOCG Millesimato “Emozione” Brut 2020: Due Cavatappi.
Conclusione
I migliori Franciacorta di Untold 2027 raccontano un territorio che sa stare in equilibrio tra freschezza, struttura e tempo. Dal Satèn cremoso ai rosé di Pinot Nero, dalle Riserva con dieci anni di affinamento al Brut che vince per rapporto qualità-prezzo, la selezione mostra che il metodo classico lombardo funziona su più registri, a patto di restare fedeli a vitigno e terroir. Su questo punto si è principalmente focalizzato il criterio guida di Untold.
