Si racconta che sia nata dalla caduta di una delle perle indossate da Venere, finite nelle azzurre acque del Mar Tirreno. Così il mito spiega la nascita dell’Isola d’Elba, la più grande delle isole dell’Arcipelago Toscano. 

E proprio come una perla del Mediterraneo, l’isola è davvero preziosa per le sue acque profonde e cristalline, per la sua biodiversità e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La sua ricchezza emerge anche dalla terra, nella quale i vigneti autoctoni sono ben ancorati, ricoprendo la superficie dell’Elba, dalla collina fino al mare. 

A proposito di vigneti, negli ultimi anni l’Isola d’Elba è un territorio della Toscana preso meno in considerazione dal punto di vista enologico ed enoturistico, ma merita davvero una visita per conoscerne la storia attraverso le sue cantine, con la consueta degustazione di vini doc.

Le denominazioni dell’Isola d’Elba (e un po’ di storia)

I vini dell’Isola d’Elba hanno una storia antica che risale agli Etruschi e una notorietà che è cresciuta nel tempo, alimentata da Napoleone, che rimase completamente affascinato dai vini, come testimonia una sua citazione: 

Gli abitanti dell’Isola d’Elba sono forti e sani perché il vino dell’isola dà forza e salute

Soffermiamoci ancora per qualche riga sul personaggio di Napoleone, perché è molto importante per la storia dell’isola dal punto di vista enologico. Il generale francese in esilio contribuì in qualche modo ad incrementare la coltivazione delle viti tanto che Napoleone trasformò il paesaggio impiantando nuovi vigneti. Si poterono contare così ben 32 milioni di viti in poco meno di un anno!

Tra quelle numerose viti ancorate nel terreno ricco di minerali dell’isola, c’era l’Aleatico, un vitigno dalla storia millenaria molto caro a Napoleone, il cui vino sarà riconosciuto come DOCG della Toscana solamente nel 2011. 

Un’isola davvero prosperosa dal punto di vista enologico, tanto da essere la prima zona della Toscana per il numero di esportazione del vino. O almeno, lo era fino agli anni 70/80, quando cioè il turismo ha avuto il sopravvento a scapito della coltivazione delle vigne, attività di certo molto più faticosa.

Tuttavia, negli ultimi anni il settore del vino sta riemergendo pian piano grazie ai produttori locali che portano avanti la tradizione dei vini tipici dell’isola d’Elba. Vini di cui spiegheremo le caratteristiche principali tra le prossime righe.

Vini Rossi DOC: Elba Rosso  

Con la denominazione DOC dal 1969, L’Elba Rosso è uno dei vini più rappresentativi dell’isola.
Si compone di un minimo di 60% di uve di Sangiovese e per la restante percentuale si utilizzano altri vigneti a bacca rossa toscani.

Il colore è quindi rosso rubino, dal sapore asciutto, ma armonico, con aromi molto fruttati e delicati, tipici dei frutti rossi. Questo vino può fregiarsi della menzione Riserva.

Vini Bianchi DOC: Elba Bianco e Ansonica

Salpiamo ora tra i vini bianchi elbesi: l’Elba Bianco e l’Ansonica.

L’Elba Bianco DOC si presenta con un colore giallo paglierino e molto delicatamente con i suoi profumi e il sapore armonico. Delle caratteristiche che acquisisce dalle uve dei vitigni a bacca bianca: il Trebbiano toscano, Vermentino e Ansonica.

L’Ansonica è anche protagonista dell’omonimo vino e potrebbe essere considerato come il vero sapore dell’isola d’Elba, poiché ne racchiude tutte le caratteristiche. Il gusto è secco e allo stesso tempo armonico, con un profumo molto intenso e avvolgente, pieno, ma delicato che accompagna bene il pescato e secondi a base di pesce tipici della zona.

Aleatico Passito DOCG, il vino dolce e tipico dell’Isola d’Elba 

L’ottava meraviglia tra le docg toscane, insieme al Chianti, al Brunello di Montalcino e al Vino Nobile di Montepulciano. L’Aleatico Passito DOCG è prodotto con il 100% di uve di Aleatico, un vitigno a bacca rossa molto antico, probabilmente portato dai greci su quest’isola.

Per produrre questo vino, le uve sono lasciate appassire all’aria aperta in locali idonei per un minimo di 10 giorni, fin quando gli acini non raggiungeranno la percentuale di contenuto zuccherino ideale (min 30%).

L’Aleatico si distingue per il suo colore rosso rubino carico, che ha riflessi violacei, tendenti al granato con l’invecchiamento. Il suo profumo è intenso e al gusto, essendo un passito, ha un sapore dolce, di corpo e per questo si abbina molto bene ai dolci come crostate con marmellata di frutti rossi, pasticceria secca, ma soprattutto al tipico dolce elbese come la schiaccia brica (uno dei suoi ingredienti è proprio l’Aleatico).

Altri vini prodotti sull’isola e che meritano una menzione sono: Elba vermentino, Elba trebbiano toscano o Procanico, Elba rosato, Elba riserva, Elba sangiovese. Inoltre sono DOC il Moscato passito dell’Elba e il Bianco passito dell’Elba.

Le migliori cantine a visitare

Acquabona

La prima cantina dove ormeggiamo per qualche ora è Acquabuona, azienda nata da tre amici enologi nel 1986 in un’antica fattoria risalente al 1700. I tre hanno fatto riemergere la viticoltura del luogo negli anni in cui questo settore affondava man mano, in favore del settore turistico.

Due settori – quello turistico ed enologico – che in realtà insieme possono arrivare molto lontano. Un esempio sono le visite in cantina rivolte a dei piccoli gruppi, con successiva degustazione guidata  dei vini a cura di un sommelier

Un modo per scoprire la storia di produttori, assaporare i vini tipici dell’Isola d’Elba per conoscere il vino, espressione di un territorio e della sapienza degli uomini racchiuso in un calice.

Una curiosità prima di tuffarci nella storia della prossima cantina: il nome Acquabona deriva dalla fonte d’acqua dolce (un’acqua buona, appunto) che si trovava proprio nel territorio dove oggi si trova la cantina

Azienda Agricola Arrighi

Vigneti di cantine Arrighi con vista dall'alto e sul mare
arrighivigneolivi.it ©

A est dell’Isola, a Porto Azzurro in località Monte, incontriamo l’Azienda Agricola Arrighi dove le colline guardano i riflessi del sole sul mare della baia.

La bellezza della natura, la bontà dei vini dell’Elba e la storia centenaria (ha compiuto 100 anni nel 2020) non sono le uniche peculiarità che emoziano in una giornata nell’azienda Arrighi. Ciò che invece affascina di più ogni visitatore durante il tour sono i racconti e l’amore del proprietario per il suo lavoro e di come la sperimentazione e l’innovazione siano i fari della produzione vinicola. 

Sperimentazioni che prendono le forme di nuovi vigneti, dell’acqua e della terracotta. Partiamo proprio da quest’ultima: la terracotta è il materiale con il quale sono realizzate le anfore per l’affinamento del vino, proprio come accadeva ai tempi dei romani 2000 anni fa.

Rimanendo sull’onda dell’antico, l’Azienda Arrighi ha sperimentato anche il vino marino, seguendo la scia del metodo del vino di Chio, isola dell’Egeo, metodo che consiste nell’immergere le uve riposte nelle ceste per alcuni giorni in mare, per far penetrare il sale nell’acino, rimanendo intatta la buccia. Così nel 2019 nasce il loro primo vino naturale marino, Nesos.

Questa è solo una piccola anticipazione della visita in questa cantina, e non ci resta che tuffarci nella prossiama. 

Fattoria Tenuta delle Ripalte

Spostandoci a sud-est dell’isola si trovano i vigneti della Tenuta delle Ripalte, un’oasi naturale ricca di biodiversità, immersa nella flora della macchia mediterranea, tra pini maestosi, piante di mirto e rosmarino che si affacciano sul mare.

Al centro di questo splendore signoreggia una villa ottocentesca che apre le porte (e le sue stanze) per soggiornare nella tranquillità della natura, anche per occasioni speciali come lune di miele o compleanni.

Altrettanto splendido, anzi di-vino, è l’opzione riservata ai tour gastronomici: si va dall’aperitivo in terrazza con vista mare all’aperitivo abbinato a degli stuzzichini in vigna, dalla visita in cantina con degustazione fino ad esperienze più sportive come escursioni in ebike e safari a bordo di una Jeep.

Cantina Mazzarri

Solcando tra i mari della viticoltura e dei vini dell’Elba attracchiamo da Cantina Mazzarri, rimanendo a sud dell’isola, tra il sabbioso Golfo di Lacona e il ghiaioso Golfo Stella.

Questa cantina è una delle più storiche, poiché la sua fondazione risale al 1860, ma è negli anni ’90 del secolo scorso, che ha incrementato la produzione, facendo emergere il suo lato più moderno, con il periodo di ristrutturazione, grazie ad attrezzature all’avanguardia per la produzione del vino.

A proposito di vino, qui si producono l’Elba Bianco e Elba Rosso, un Passito bianco e il tipico passito Aleatico. Vini dei quali scoprirai ogni sfumatura durante la degustazione, tra gusto, consistenza e caratteristiche diverse. Tra un sorso e un altro, ci saranno descrizioni dei vini certamente, ma anche dei racconti della storia per catturare il tuo cuore.

Da Cantina Mazzarri si produce anche l’olio extravergine, prodotto da ulivi giovani e secolari.

Tenuta La Chiusa

tenutalachiusa.com ©

Stiamo per tirare i remi in barca per questo tour enogastronomico sull’Isola d’Elba e lo faremo a Portoferraio, nel suggestivo Château del 1700 a soli 50 metri dal mare, che ha ospitato – udite udite – Napoleone. Oggi la stessa dimora è un agriturismo che ospita ogni anno turisti da tutto il mondo, tra ulivi secolari e rigogliosi vigneti.

Ci troviamo a Tenuta La Chiusa, che ha secoli di storia anche nella produzione dei vini elbesi: bianchi, rossi e rosati, fino al famoso passito dell’isola, l’Aleatico.

I wine tour nei pomeriggi di primavera o d’estate, saranno ideali per conoscerne ogni sfumatura, dopo la visita tra i vigneti e i racconti sulla storia dell’azienda.

Negli ultimi anni si possono degustare i vini della Tenuta insieme ad un altro prodotto di grande livello come l’olio extravergine di oliva IGP Toscano

I prodotti e i piatti tipici dell’Isola d’Elba 

Come spesso accade per le cucine locali, anche quella dell’isola d’Elba è una cucina povera, che utilizza i prodotti che il territorio offre.

  • Stoccafisso alla riese: un piatto realizzato con acciughe sotto sale, cipolla, pomodori, basilico, prezzemolo, peperoni verdi, olive nere, pinoli, capperi, condito da olio e sale. Per concludere, una spolverata di peperoncino. 
  •  Tonnina: street food dell’Elba, è un prodotto molto antico (la prima tonnara risale al 1600), che nasce dalla lavorazione degli scarti del tonno. Si realizza con filetto di tonno fresco, messo sotto sale e conservato nell’olio 
  • Sburrita o sburita: tipico piatto dei minatori, è una zuppa di pesce aromatizzata con erbe o verdure, accompagnata con dei crostoni di pane tostato
  • Cacciucco: una zuppa a base di pesce, che somiglia a quella livornese, ma è ancora più povera e segue alcuni accorgimenti particolari. Si prepara infatti con polpi cotti a parte con le seppie e le cozze aggiunte solo negli ultimi minuti di cottura
  • Schiaccia briaca: un dolce tipico, che si prepara con uvetta, pinoli, mandorle, noci, pinoli, olio, alchermes e vino Aleatico. Il dolce era tipico del periodo Natalizio, ma oggi si trova anche tutto l’anno

Dove mangiare sull’Isola d’Elba 

  • La taverna dei Poeti: nella zona di Capoliveri, si trova questa elegante taverna che propone cucina toscana in chiave moderna con tocco internazionale. Menù adatto anche ai vegetariani e senza glutine. Possibilità di menù alla carta o a degustazione. Ottima la carta dei vini, dalle bollicine ai vini da dessert come l’Aleatico, passando per vini rosati, rossi e bianchi fermi.
    Tel: 0565 968306
  • Paglicce Beach: il ristorante ideale per una cena o un pranzo a base di pesce in riva al mare, con un’atmosfera rilassante, data anche dall’arredamento con sedie, tavolini in legno e ombrelloni di paglia.
    Tel: 335 533 0148
  • Osteria Ferraja: si trova sul lungomare di Portoferraio. Questa osteria di cucina tipica elbana offre piatti prevalentemente di pesce. Personalmente adoro, e consiglio di ordinare, le acciughe fritte e il tonno al pistacchio, vero piatto forte del ristorante.
    Tel: 329 208 7700
  • Osteria Cacio e Vino: un locale adatto a chi non ama il pescato e che predilige la carne. La specialità dell’osteria è il cinghiale, sia in versione spezzatino che come accompagnamento alle pappardelle. Se la giornata lo permette, è possibile degustare i piatti seduti in terrazza con vista sul Golfo di Campo dell’Elba
    Tel. 0565 983351

Cosa vedere e fare sull’Isola d’Elba

Il mare è il protagonista dell’Isola, anche nelle attività.

  • Andare alla Spiaggia delle Ghiaie: ciottoli bianchi con chiazze nere, molto particolari. Da andarci tutto l’anno e non solo per prendere il sole in estate.
  • Visitare Museo Civico Archeologico di Portoferraio: per chi ama la storia e vuole fare un tuffo attraverso i millenni
  • Museo delle Residenze Napoleoniche: in particolare Villa del Mulini dove il generale francese ha teascorso la maggior parte del tempo sull’isola
  • Fare Mountain Bike: l’isola offre tante attività da fare all’aperto, tra cui escursioni e visite in Mountain Bike
  • Escursione sul Monte Capanne: la vetta più alta dell’isola d’Elba, dove si apre un balcone naturale da cui scorgere tutte le isole dell’arcipelago toscano e, addirittura, ammirare la Corsica. Un po’ come era solito fare Napoleone per scorgere la sua amata isola.
  • Kayak lungo la costa: per ammirare dal mare la bellezza dell’Isola d’Elba
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