Ero colpevole, nonostante le mie origini pugliesi, di non aver mai visitato una cantina che da oltre quaranta anni dimostra come sia possibile fare Metodo Classico al Sud.

La cantina

D’araprì, nata nel 1979 da una splendida amicizia tra Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore – le lettere iniziali dei cognomi unite formano il nome della cantina, ma la parola parallelamente rimanda al dialetto di San Severo “da aprire” – è ancora oggi l’unica realtà che produce esclusivamente metodo classico in puglia.

La lunga tradizione della produzione di vino nella zona di San Severo (FG), nel cuore della Capitanata – la parte settentrionale della Puglia – è testimoniata anche dal torchio del 1836 presente nei sotterranei della cantina. Tradizione che non era, purtroppo, coerente con la qualità riconosciuta ai vini di quel territorio.

D’araprì, con altri produttori, è riuscita a dimostrare che esistono le condizioni per fare dei grandi vini. Sette etichette, per una produzione di circa centomila bottiglie all’anno, ma soprattutto la scelta di valorizzare i vitigni del territorio bombino bianco e montepulciano.

Cantina metodo classico

La visita

Accolti da Anna d’Amico, seconda generazione alla guida della cantina, ci ha sorpreso subito l’ingresso della cantina. Una piccola porta introduce a un percorso prevalentemente sotterraneo, molto coerente con la storia che li precede. Interessante la possibilità di vedere quasi tutti gli strumenti che consentono la produzione del metodo classico. Proseguendo poi, l’affascinante parte storica si unisce agli spazi più recenti, tunnel scavati in questi ultimi anni.

La degustazione

La scelta, come possiamo leggere sul sito ufficiale, è quella di far degustare un’etichetta singola, regalando poi la bottiglia con lo stopper ai visitatori.

Noi però siamo stati fortunati.

RN 2016

RN d'araprì 2016

Bombino bianco in purezza, prima fermentazione in legno e 36 mesi sui lieviti. Dorato chiaro con una bollicina fine e persistente, “perlage che si può ascoltare con l’orecchio” come dice uno dei titolari. Al naso si aprono profumi complessi, principalmente di frutta esotica matura e sentori di vaniglia. In bocca è pieno, equilibrato e non stanca. Se passate da quelle parti, abbinateci un caciocavallo podolico.

Gran Cuvée 2014

Bombino Bianco, Pinot nero, Montepulciano e 60 mesi di affinamento. Paglierino con riflessi dorati. Un netto profumo intenso di agrumi con note di pasticceria. In bocca il vino è persistente, lungo e caratterizzato da una piacevole freschezza. Molto versatile, sicuramente perfetto in abbinamento con l’anguilla di Lesina.

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