Il Vino dello spazio: ebbene sì, anche l’ultima frontiera in campo enologico è stata superata; l’affinamento spaziale non è fantascienza, ma realtà.

Il 2 novembre 2019, 12 bottiglie Château Petrus annata 2000, raggiunsero la Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dalla società privata Space Cargo Unlimited. Dopo aver trascorso ben 14 mesi in orbita, una volta giunti sulla terra, i vini sono stati analizzati dall’Istituto di Scienze del vino dell’Università di Bordeaux. E con grande sorpresa i risultati hanno messo in luce aspetti interessanti: il gruppo designato di degustatori ha, infatti, riscontrato alcune differenze nel carattere dei vini.

L’esperta Jane Anson, ha specificato: “dalle precedenti esperienze con questo vino, questa particolare bottiglia sembra più evoluta di quanto mi aspetterei da una bottiglia di Petrus 2000 di 21 anni. È bella e ricca di sfumature, con tannini fini e un profondo senso di energia, ma con una chiara differenza di espressione rispetto al vino che non si è mai mosso dal nostro pianeta.”

La notizia che fa clamore è che il vino spaziale sarà venduto all’asta dalla casa d’aste Christie’s, a un prezzo di vendita stimato nell’ordine di 1 milione di dollari (832.000 euro). Come parte dell’accordo, l’acquirente riceverà anche una bottiglia di Petrus, normale, “terrestre,” un cavatappi ricavato da un frammento di un meteorite, oltre che a un decanter e un set di bicchieri.

Un portavoce di Christie’s ha dichiarato che i proventi della vendita andranno a finanziare future missioni spaziali. “Questa bottiglia di Petrus 2000 segna un passo fondamentale nella ricerca dello sviluppo e dell’acquisizione di una maggiore comprensione della maturazione del vino,” ha affermato Tim Triptree MW, direttore internazionale del dipartimento vino e liquori di Christie’s.

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