La Cantina Antinori, appartiene all’omonima famiglia che vanta una storia ultracentenaria nel settore della produzione enologica italiana, conosciuta a livello internazionale.

Un po’ di storia

La tradizione vinicola della famiglia inizia ufficialmente nel 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri

Il ritrovamento di alcuni documenti, inerenti all’acquisto di un terreno nel cuore di Passignano, consente, tuttavia, di anticipare tale origine addirittura al 1179.

Con una storia longeva ed un presente in costante evoluzione, la famiglia Antinori è un simbolo dell’innovazione e della tradizione. Un connubio perfetto che si rinviene in ogni singolo aspetto.

Passeggiando tra le vigne del Chianti Classico, dove è sita l’unica cantina aperta al pubblico di Antinori, si percepisce costantemente il rimando al passato, alla tradizione e ai valori della famiglia ma con un costante sguardo al futuro, alla sperimentazione e all’ innovazione.

Un’azienda che gestisce interamente i suoi 1900 ettari di terreno, sino a espandersi anche all’estero, acquistando proprietà in Ungheria, Stati Uniti, Malta, Cile e Romania.

Oggi, la cantina ha una conduzione interamente al femminile, guidata dalle sorelle Antinori. Il successo di questa cantina non deriva solamente dalla passione e dalla sapienza con cui vengono coltivate e lavorate le uve, ma anche per l’innovazione che ogni anno contraddistingue la produzione dei loro vini.

La realizzazione della Cantina nel Chianti classico è l’emblema di tale pensiero. L’architettura è futuristica e studiata nei minimi particolari e completamente eco-sostenibile, volta a preservare le caratteristiche geografiche del luogo. In costante dialogo con la natura e perfettamente integrata nel paesaggio circostante, la cantina Antinori nel Chianti Classico è stata progettata per coniugare funzionalità produttiva e bellezza estetica.  Infatti, la struttura non è visibile dalla strada perché si estende integralmente all’interno delle colline toscane.

La vigna sul tetto

Ed è proprio sul “tetto” della Cantina Antinori nel Chianti classico che viene prodotto La Vigna sul Tetto – Chianti Classico DOCG Riserva. Un vino nato con una sfida: l’idea di creare un chianti classico riserva dalla vigna del tetto dell’azienda vinicola.

Visibilità e sostenibilità: è stato questo il motto degli Antinori nella progettazione della Cantina. Le mura sono interamente rivestite di rovere italiano, mentre è stato utilizzato l’acciaio Corten, materiale lega acciaio e rame, per richiamare i terreni del chianti classico.

La struttura può considerarsi a tutti gli effetti come un’opera architettonica, di ispirazione per tutte le aziende agricole. Il connubio con l’arte si riviene dalle opere artistiche presenti in ogni angolo della Cantina. Tale apertura all’arte e al concetto di bello affonda le radici già all’epoca della fondazione della cantina e si ritrova nell’attuale conduzione, tutta al femminile. Infatti, una delle sorelle Antinori è impegnata a New York nella fondazione Antinori volta alla promozione dell’arte e cultura.

La Degustazione in Bottaia

Dopo essere rimasta affascinata dalla storia secolare della Famiglia Antinori, il tour della Cantina è proseguito con la degustazione nella bottaia.

Cervaro della Sala 2018

La degustazione è iniziata con il Cervaro della sala, castello della Sala, 2018. È uno Chardonnay all’ 88% e la restante parte Grechetto.

Lo Chardonnay effettua una prima vinificazione in barrique francese, mentre il Grechetto fa una preventiva fermentazione in acciaio. Dopo circa 5 mesi avviene l’assemblaggio dei due vini. L’affinamento avviene in bottiglia per almeno 10 mesi trascorsi i quali il vino è ritenuto pronto per essere commercializzato.

Alla vista si presenta di color giallo paglierino con sfumature tendenti al verdolino. La sorpresa arriva al naso, intenso e complesso, con peculiari sentori burrosi. Immediatamente si percepisce anche papaia, mango, limone e banana. Dopo alcuni minuti di ossigenazione, primeggiano i sentori terziari quali tabacco, vaniglia e caramello. All’assaggio si confermano le note percepite dall’ olfatto. Si presenta pieno, ben strutturato, e allo stesso tempo persistente e minerale. Un vino dal sapore meravigliosamente complesso.

Badia a Passignano, Chianti Classico D.O.C.G. Gran Selezione 2016

La degustazione è proseguita con l’assaggio del Badia a Passignano, Chianti classico D.O.C.G. Gran Selezione 2016. È un Sangiovese in purezza, che fa una prima fermentazione alcolica, che si protrae per circa 10 giorni. Successivamente il vino viene immesso in legno per svolgere la malolattica e, dopo il travaso, si procede con l’affinamento, svolto in barrique di rovere ungherese per 12 mesi.

Alla vista si presenta di color rubino intenso. Al naso emergono i sentori terziari, ma interessante è anche il suadente abbraccio della frutta matura. All’assaggio si presenta è buon corpo, avvolgente e con note di acidità e tannini setosi che creano un perfetto equilibrio di sapori. Non può che considerarsi un Chianti Classico di eccellenza, perfetto con la selvaggina.

Brunello di Montalcino D.O.C.G. Pian Delle Vigne 2015

La degustazione è proseguita con l’assaggio del Brunello di Montalcino DOCG Pian Delle Vigne, annata 2015. Anche qui troviamo un 100% Sangiovese. Dopo l’iniziale fase di fermentazione alcolica segue quella malolattica entrambe in acciaio. Successivamente l’affinamento avviene in grandi botti di rovere di Slavonia per oltre due anni.

Alla vista si presenta di color rosso rubino tendente al granato. Al naso è caratterizzato da sentori di viola, frutti a bacca rossa e prugna. Dopo qualche minuto di ossigenazione, emergono piacevoli sentori di pepe oltre al cuoio e al tabacco. All’assaggio esprime rotondità ed è avvolgente, con una gradevole presenza di tannini. È sicuramente un vino di grande eleganza e finezza.

Tignanello 2017

La degustazione termina con uno dei vini più noti ed apprezzati della Cantina Marchese Antinori, il Tignanello 2017. È un blend di Sangiovese all’80%, Cabernet Sauvignon 15% ed una minima parte di Cabernet Franc. ll vino Tignanello nasce dai rinomati vigneti della omonima Tenuta, nel cuore del Chianti Classico. La prima annata ufficiale risale al 1971 con il nome di Chianti Classico tenuta Tignanello. Nacque da un esperimento di Marchese Antinori, quello di mixare al Sangiovese i grandi vitigni internazionali.

Alla vista si presenta di color rosso rubino molto intenso. Al naso si presenta balsamico e fruttato con sentori di frutti rossi, per cedere il passo ad aromi tostati di tabacco e cacao, con una gradevole nota di peperone, offerta dal Cabernet Franc. All’assaggio si presenta profondo e vellutato, con ricca freschezza e tannini piacevoli.

Pranzo da Rinuccio 1180

Dopo aver terminato la degustazione in bottaia, abbiamo proseguito con il pranzo al ristorante sul tetto della Cantina, Rinuccio 1180, dedicato a Rinuccio degli Antinori, capostipite della Famiglia.

Il primo vino che abbiamo assaggiato è stato Conte della Vipera Castello della Sala Antinori 2019. Si tratta di un Umbria IGT, ottenuto da Sauvignon Blanc all’80% ed un 20% di Sémillon. Alla vista si presenta di color giallo paglierino poco intenso. Al naso predominano note di frutta esotica. Al palato è caratterizzato da una buona freschezza, con un profilo aromatico ben definito. Un vino che può considerarsi schietto. Un abbinamento perfetto con il piatto di ravioli di peperoni su letto di burrata e capperi, pensato dallo chef per esaltare la nota fresca del vino.

Il secondo vino degustato durante il pranzo è stato il Guado al Tasso, Bolgheri Superiore DOC 2017, un blend di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, che affina in barrique di rovere francese. Alla vista si presenta di color rosso rubino intenso. Al naso emergono sentori di lampone e frutti di bosco, ai quali si uniscono gli aromi di alloro e menta. All’assaggio emergono tannini delicati, con un finale lungo e persistente. Lo chef lo ha abbinato ad un piatto di costolette di agnello su crema di piselli alla fiorentina.

La visita alla Cantina Antinori è un must per gli appassionati di vino, un’esperienza quasi mistica, in cui ci si può immergere completamente nella vision della famiglia Antinori.

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