facebook-pixel

Vignamadre: L’eredità pionieristica di Giannicola Di Carlo nel cuore dell’Abruzzo

Condividi

Lo staff di Decanto ha avuto il privilegio di partecipare al Tasting-webinar “30 anni di vino biologico: la visione di Giannicola Di Carlo”. Durante l’incontro siamo stati accompagnati dal titolare, esponente della quinta generazione della famiglia, lungo un percorso emotivo che ci ha portato in stretto contatto con la filosofia, l ‘etica la storia e soprattutto gli eccellenti prodotti nati da un abile sapere contadino che ha radici già nei primi del 800’.

La storia

Il cammino della Famiglia Di Carlo inizia con Nicolò Di Carlo e attraversa i secoli evolvendosi costantemente: dalla fondazione della sede storica di Villa Mucchiarelli nel 1888, al modello di azienda agricola integrata (vino, olio e seminativi) di Villa Caldari a Ortona nel 1912. È però con Tommaso, nato nel 1940, che l’azienda compie il salto decisivo verso la specializzazione vitivinicola di alta qualità.

La vera svolta pionieristica arriva con Giannicola Di Carlo. Nel 1991, l’azienda è la prima realtà in Italia a convertire l’intera produzione al biologico in modo radicale. Una vera e propria “scelta di vita”, come sottolineato dallo stesso Giannicola nel corso del nostro incontro, la cui visione fonde oggi agronomia, enologia e umanesimo. Questa filosofia ha portato, nel 1997, alla realizzazione del primo centro aziendale europeo in bio-architettura: un ecosistema che integra ospitalità, ristorazione e benessere. Un primato che li ha visti pionieri nella vinoterapia, secondi in Europa solo a Château Smith Haut Lafitte, anticipando di decenni le tendenze dell’enoturismo moderno.


Oggi l’azienda è guidata da Giannicola insieme ai figli Federico e Daniele, custodi del concetto cardine della famiglia: “innovazione consapevole”.
Oltre due secoli di storia dove il progresso non dimentica le radici, ma le onora attraverso l’etica, la sostenibilità ambientale e un legame indissolubile con il territorio abruzzese. Ogni calice degustato non è solo un prodotto d’eccellenza, ma il racconto di un abile sapere contadino tramandato con amore.

L’operato della cantina riflette fedelmente l’anima geografica e storica dell’Abruzzo. Ogni processo aziendale onora l’eredità culturale del territorio, puntando sulla valorizzazione dei vitigni storici e autoctoni (tra cui Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Cococciola). Citando la carta dei valori della famiglia Di Carlo:

Ogni vino nasce come espressione autentica del terroir di origine, con l’obiettivo di trasmettere al consumatore un racconto fedele del territorio.

Le Degustazioni

Dopo aver approfondito le radici e le visioni future dell’azienda — spaziando dalla cromoterapia del vigneto biodinamico energetico alla riscoperta di tecniche ancestrali come la fermentazione in anfora — le nostre menti, nutrite da una mole di informazioni tanto tecniche quanto emozionali, erano ormai pronte all’assaggio.

È stato lo stesso Giannicola Di Carlo a dare il via all’esperienza sensoriale, guidandoci in un percorso tra bianchi e rossi capaci di farsi interpreti fedeli del territorio e della sua visione d’avanguardia.

I Vini Bianchi

Krya BioVegan – Trebbiano d’Abruzzo DOC

Il Krya (100% Trebbiano d’Abruzzo) si è rivelato un bianco di straordinaria immediatezza e freschezza. Con i suoi 12,5% vol., è un vino dalla beva agile, perfetto come aperitivo o come meditazione ante-pasto, capace di preparare il palato con eleganza.

Si presenta con una tonalità giallo scarico, impreziosita da luminosi riflessi verdolini che ne anticipano la verve acida. Al naso emergono nitidi i sentori di pesca bianca e una delicata nota di mandorla, creando un bouquet pulito e fragrante. È un vino secco, caratterizzato da una piacevole acidità che invita subito al sorso successivo.

Il Krya è, in sintesi, un vino del “qui ed ora: una fotografia nitida del Trebbiano moderno, capace di coniugare la filosofia BioVegan con una godibilità immediata e senza fronzoli.

Iava BioVegan – Pecorino Terre di Chieti IGP

Se la linea di queste etichette evoca cromaticamente gli elementi preziosi della terra, lo Iava ne incarna la forza minerale. Questo Pecorino (di cui noi abbiamo degustato l’annata 2022) nasce da antiche pergole abruzzesi situate a circa 300 metri sul livello del mare, dove la ventilazione e l’esposizione favoriscono una maturazione ottimale, preservata da una rigorosa raccolta manuale.

Pulito, schietto, verticale, Il calice si tinge di un giallo paglierino pieno e luminoso, di bella consistenza con un naso dominato da sentori fruttati di pesca nettarina e pera matura.
Al palato si dimostra un vino verticale e intenso, con un ottimo equilibrio di sapidità e dolcezza.

Gli abbinamenti gastronomici con lo Iava possono essere svariati, da piatti di cucina marinara a formaggi freschi o a pasta filata. Si potrebbe azzardare ad esempio un abbinamento con una mozzarella bufala campana. La grassezza e la tendenza dolce della mozzarella vengono bilanciate magistralmente dalla verticalità e dalla sapidità del Pecorino, creando un contrasto armonico e rinfrescante.

Terreum 91 – Passerina Terre di Chieti IGP

Questo vino rappresenta appieno il legame indissolubile di Giannicola Di Carlo con la terra dell’Abruzzo, declinata nella personale visione biologica fin dal 1991. La Libellula riportata in etichetta racconta del terroir incontaminato nel quale sono immerse queste vigne, tra il lago e le antiche grotte calcaree.

Un vino che nasce su un suolo ricco di scheletro, arricchito tramite il sapiente utilizzo delle leguminose, capaci di fissare l’azoto nel terreno ed evitare l’uso di fertilizzanti.

Il Terreum 91 – 100% Passerina Terre di Chieti IGP è un vino biologico con fermentazione spontanea naturale e totale assenza di solfiti aggiunti (le bottiglie delle nuove annate vengono imbottigliate “in extremis”, in quanto la mancanza di solfiti va a togliere un po’ di shelf-life al prodotto).
Il Terreum 91 prevede un breve passaggio in cemento e una rapida sosta del mosto a contatto con le bucce per circa una settimana: il tutto lo rende molto più simile a un Orange Wine che a una classica passerina bianca.

Il calice si tinge di giallo ramato e stupisce al naso con sentori tropicali ed esotici come la papaya, seguiti da sentori di pesca e pera matura. Sul finale esce una nota dolce, quasi mielosa, fine e piuttosto piacevole.
Una Passerina fortemente persistente al palato con un finale di bocca che rimanda a piacevoli ricordi di frutta bianca.

Un vino che può abbinarsi a formaggi a pasta dura stagionati ed erborinati, ma che trova il suo spazio anche in una fase meditativa post-pranzo accompagnato da dolci di credenza.
Un matrimonio inusuale che davvero stupisce è quello con il panettone: è un consiglio dello stesso Giannicola.

I Vini Rossi

Dopo aver degustato tre bianchi così diversi tra loro, accomunati da un’impronta territoriale nitida, il percorso sensoriale vira verso la complessità dei rossi. È il momento di scoprire come la filosofia bio-energetica di Giannicola si rifletta sulla bacca rossa per eccellenza: il Montepulciano d’Abruzzo.

Kriya BioVegan – Montepulciano

Un vino rosso, giovane e vivace, che si scrolla di dosso le austerità del passato, optando, ad esempio, per un breve affinamento solo in acciaio per 6 mesi.
Alla vista si presenta con una tonalità rubino con sfumature chiaramente violacee. Note di frutta rossa matura avvolgono le narici e accompagnano un sorso secco ma pieno, con un tannino presente ma piacevole.

Data la sua anima scattante e poco austera, si presta ad essere servito anche a una temperatura leggermente più fresca, sui 14-16 gradi.

Il Kryia è perfetto per la quotidianità, splendido in abbinamento con una pizza o a un tagliere di salumi locali non troppo stagionati.

Terreum 91 – Montepulciano d’Abruzzo DOC

Il Terreum 91 – 100% Montepulciano d’Abruzzo DOC – conferma, anche nella sua versione rossa, di non essere una semplice etichetta, ma un atto d’amore e di gratitudine verso la terra d’Abruzzo. La libellula in primo piano, anche in questo caso, ci trasporta in vigne incontaminate e a lavorazioni antiche e sapienti. Vendemmia manuale, assenza di solfiti e una fermentazione naturale spontanea (con lieviti indigeni) ne formano il carattere.

Un vino selvatico – così definito dallo stesso Giannicola – e autentico, come il vitigno che rappresenta: forte, robusto e in grado di donare grandi vini da invecchiamento, proprio come questo.

Un Montepulciano d’Abruzzo che si veste di un rosso rubino intenso con leggerissime tonalità di viola.

Il naso viene appagato da un bouquet di frutti rossi maturi mentre il sorso rivela una struttura materica imponente, dotata di una tale ricchezza estrattiva da risultare quasi palpabile (un “mangia e bevi”, come detto da Giannicola). Un vino di densità estrema, dove la potenza del frutto si concede con una progressione intensa e profonda.

Gli abbinamenti culinari sono molteplici: dai salumi e formaggi stagionati della tradizione, ai piatti più complessi a base di selvaggina. I tannini presenti, ma levigati dai frutti rossi maturi, lo rendono in grado perfino di sfidare delle note leggermente piccanti.

Becco Reale – Montepulciano d’Abruzzo DOC

Dedicato alla beccaccia, nobile uccello migratore che sceglie solo habitat salubri e incontaminati, diventando così il testimonialvivente della purezza del terroir abruzzese.

Il Becco Reale – 100% Montepulciano d’Abruzzo DOC – trae origine dal primo e pionieristico “Vigneto Bio-Dinamico Energetico” impiantato dallo stesso Giannicola in Italia circa 15 anni fa. Qui la natura incontra l’energia dei sette chakra: ogni filare è contraddistinto da un colore diverso, studiato per trasmettere specifiche vibrazioni alle piante.

Questa sinergia cromatica non solo favorisce la comunicazione tra i filari e attira insetti utili, ma stimola nelle viti un “metabolismo intracellulare rigenerativo superiore”, non riscontrabile senza la presenza dei 7 colori.

Il vino che scaturisce da queste dinamiche bio-energetiche-ambientali è estremamente energico, forte e vibrante. Un calice complesso e corposo che effettua anche un breve passaggio in legno, acquisendo morbidezza e riconoscibilità.

Nel calice si presenta di un colore rubino scuro con un riflesso color ametista. Il bouquet è ricco dove risaltano i frutti di bosco, la viola e la vaniglia ed in bocca dimostra un’ottima struttura, con tannini morbidi e persistenti.

Gli abbinamenti d’elezione sono quelli della tradizione: salumi stagionati, decisi e speziati come la ventricina, oppure formaggi da lunghe stagionature come Castelmagno e Parmigiano. Tuttavia è impossibile non consigliarlo con i classici arrosticini abruzzesi.

Conclusioni

In conclusione, l’incontro con Giannicola Di Carlo non è stato soltanto una cronaca aziendale, ma un vero e proprio divenire di bellezza, emozioni e sapori. Il filo conduttore che ha legato ogni calice è una piacevolezza autentica, capace di tradurre anche la complessità del “vigneto energetico” in un sorso immediato e vibrante.

Le etichette degustate si sono distinte per una godibilità pronta e trascinante, perfetta per un consumo immediato.

Lasciamo questa degustazione con la consapevolezza che, tra le colline di Ortona, l’innovazione non è una moda, ma un gesto consapevole per onorare la terra, regalandoci vini che sono, prima di tutto, un inno alla gioia di vivere e alla convivialità più sincera.

Untold

"Untold - Quello che non è ancora stato detto del vino" è la prima edizione della guida ai vini d'Italia di Decanto distribuita in volume cartaceo e App nel 2024.

Denominazioni

Annate

Terroir

Regioni

Vitigni

Articoli Simili

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Unisciti alla nostra community di appassionati

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime uscite, sugli eventi, sulle recensioni e su tutto ciò che riguarda il buon vino. Anche noi odiamo lo spam perciò non ti invieremo mai più di 5 email l'anno!

Potrebbero piacerti

Decanto - Wine Pairing

L'unica App che abbina cibo e vino in modo semplice, ma professionale.

Provala ora gratuitamente su App Store