Alzi la mano chi non ama la pizza. Classica, napoletana, gourmet e via dicendo! Potremmo continuare ma…La margherita è un po’ la regina, la rappresentanza del tricolore italiano a tavola.

Una storia lunga, tanto lunga quanto complessa ed incerta. Già nel 1830, tale “Riccio”, nel libro “Napoli, contorni e dintorni”, dedicò ampio spazio ad una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico. Il resto è storia del ‘900. Sino ai giorni nostri. Mille evoluzioni, mille versioni,ma sempre margherita rimane.

Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire meglio le caratteristiche di questo fantastico piatto e come abbinare correttamente vino e pizza margherita.

La ricetta della pizza margherita

La margherita è una delle pizze più semplici da preparare. Serve acqua, lievito, farina ed olio EVO per l’impasto mentre pomodoro, fiordilatte o mozzarella di bufala ed, ancora, olio EVO per il condimento. Senza dimenticare qualche foglia di basilico profumata prima di servirla.

La pizza margherita può essere considerata sicuramente un piatto unico e, già di per se, detiene caratteristiche intrinseche piuttosto complesse. Quello che per certi versi domina la scena è senz’altro il pomodoro, che è tendenzialmente acidulo, una caratteristica da contenere e non di certo accentuare durante l’abbinamento. Poi viene la mozzarella ad addolcire un po’ il palato e a renderlo vagamente grasso. Infine il basilico, l’atto conclusivo del pizzaiolo che ha si una funzione prettamente decorativa ma comunque dona aromaticità ed inebria i naso.

Quale vino abbinare alla margherita?

Durante l’abbinamento dobbiamo sempre considerare le caratteristiche degli ingredienti una volta cotti. Andremo pertanto ad evitare un vino troppo tannico oppure un vino con troppa acidità, caratteristica temuta dal pomodoro. Scartiamo a questo punto bianchi troppo taglienti o rossi troppo tannici. Meglio orientarsi quindi su bianchi giovani e con discreta aromaticità. Oppure, se preferite, spostarsi su rossi giovani e freschi, magari anche con una bella effervescenza.

Vini bianchi e pizza margherita

Per quanto riguarda i bianchi, un Sauvignon può fare al caso nostro. Floreale, vagamente speziato, fresco, con un’acidità equilibrata che non sovrasterà troppo il pomodoro. Oppure, visto l’origine campana del piatto, possiamo abbinare un bel Greco di Tufo, che si presenta sempre con un naso profumato, fasciante e, nel contempo, minerale.

Ed ancora, in alternativa, una Vernaccia di San Gimignano, un Vermentino di Gallura oppure un Verdicchio dei Castelli di Jesi: vini di carattere, profumati, freschi, sapidi ed equilibrati che si rivelano in piena armonia con la pizza margherita.

Si tratta di vini bianchi che ben si andranno ad armonizzare, in particolare, con la richiamata acidità del pomodoro.

Vini rossi e pizza margherita

C’è poi il capitolo dei vini rossi. In questi, cercheremo delicatezza facendo attenzione alla temperatura di servizio. Partendo sempre da un abbinamento tipico e territoriale, si può optare per un Piedirosso Dop dei Campi Flegrei oppure dell’areale del Vesuvio. Sono vini minerali, freschi e con ritorni piacevolmente salini.

E poi ancora quello che potremmo definire un vero classico: il Gragnano della Penisola Sorrentina o, andando fuori dai confini regionali, un Lambrusco di Sorbara Doc. Fruttati e con spuma morbida e generosa. Si tratta di vini freschi, sapidi e di buona lunghezza, in piena armonia con gli ingredienti della margherita.

Vini rosati e pizza margherita

Non solo bianchi, non solo rossi ma anche rosati. Un panorama sempre più ampio in Italia e in continua evoluzione, specie al centro sud. Ma noi ci fermiamo in Abruzzo e scegliamo il Cerasuolo d’Abruzzo doc Spelt, dell’azienda agricola La Valentina, posta sulle colline pescaresi, a Spoltore per la precisione.

Annata 2019. Alcol 13%. Uve 100% Montepulciano. Ottenuto con macerazione sulle bucce di circa 18 ore, poi fermentazione lenta in tini di acciaio a temperatura controllata. Affina 4 mesi in acciaio, all’esterno e viene imbottigliato senza chiarificazioni e stabilizzazioni. 

Un vino rosato con belli accenti fruttati. Un frutto che si erge pacatamente al naso dove risalta il ribes, poi lamponi e fragoline di bosco. Un ventaglio che sfiora rintocchi di ciliegia fresca e melograno. Non manca un richiamo floreale, di rosa canina, di gelso. Al palato si conferma un vino pieno, carnoso e con una bella struttura. La rotondità appaga ed allunga piacevolmente la persistenza, con finale leggermente ammandorlato.

Vini spumanti e pizza margherita

Sì avete letto bene. L’ultimo che vogliamo proporvi è un abbinamento per il quale azzarderei quasi una doppia affermazione. Uno dei cibi più buoni del mondo, da abbinare al vino per me più buono del mondo: lo Champagne.

In termini più generici, non solo champagne ma anche spumanti metodo classico, italiani e non, finanche alcuni buoni metodi Charmat. L’importante è che vi siano bella personalità, equilibrio ed armonia. Peculiarità facilmente rintracciabili in uvaggi paritetici di chardonnay, pinot noir e pinot Meunier, oppure versioni rosé per quanto riguarda gli Champagne. E poi da nord a sud dell’Italia dove si producono dei Metodi Classici, a partire dalla zona di produzione del Franciacorta e, a seguire, del Trento Doc.

In tema di metodo Martinotti, attenzione poi ad un altro bell’abbinamento. Una pizza margherita, possibilmente con mozzarella di bufala, da accompagnare ad uno spumante Brut Asprinio, capace di reggere alla grande il confronto, grazie alla sua buona struttura ed acidità. Da provare!

Il nostro abbinamento pizza e vino

Possiamo di certo dire che questo è un bell’abbinamento, appagante ed armonico.

Sì, perché le caratteristiche organolettiche della margherita, si sposano bene con quelle del vino.

In questo caso, c’è una giusta sapidità, una gioiosa freschezza. Entrambe peculiarità non invadenti ma, anzi, avvolgenti. Unitamente ai profumi, gradevolmente fruttati, fanno da contraltare alla spiccata tendenza acida del pomodoro.

In seconda battuta, l’impasto, perfettamente lievitato e la mozzarella, finanche le foglie di basilico fresco. Tutto il palato è ben addomesticato.

Da bissare. Provare per credere. Un pò alla volta, perchè no, con tutte queste proposte.

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