Con una nuova cantina degustativa dedicata al Nebbiolo e all’Albugnano DOC, Cà Mariuccia amplia il proprio progetto agricolo e culturale, rafforzando il legame con una denominazione valorizzata anche attraverso il lavoro dell’associazione Albugnano 549.
Tra le colline che separano il Monferrato dall’Astigiano, ad Albugnano, Cà Mariuccia porta avanti da quasi dieci anni un progetto che va oltre i confini dell’ospitalità rurale. Nato nel 2016, è diventato nel tempo un ecosistema agricolo in cui ristorazione, produzione, accoglienza e tutela del territorio convivono all’interno di una stessa visione. Un percorso che oggi trova una nuova tappa nell’apertura della cantina degustativa dedicata all’Albugnano DOC e alla cultura del Nebbiolo.
La nuova cantina di Cà Mariuccia tra degustazione e cultura dell’Albugnano DOC
La cantina nasce come luogo di incontro e approfondimento, dove il vino dialoga costantemente con la cucina agricola che da sempre caratterizza l’identità di Cà Mariuccia. Fulcro dello spazio è un tavolo degustazione da ventidue posti progettato per ospitare incontri, masterclass e serate dedicate al Nebbiolo e alle sue diverse interpretazioni. Accanto alle etichette del territorio troveranno spazio anche vini provenienti da altre aree produttive, con l’obiettivo di creare momenti di confronto tra esperienze e territori differenti

La struttura ospiterà inoltre l’affinamento di formaggi e salumi selezionati attraverso la rete di produttori contadini con cui Cà Mariuccia collabora da anni. Prodotti che entreranno naturalmente a far parte delle degustazioni e delle attività di vendita diretta.
Tra i progetti in fase di sviluppo figura anche un club dedicato alla cultura del Nebbiolo, pensato per coinvolgere produttori, professionisti e appassionati in percorsi di approfondimento tecnico e divulgativo. La cantina sarà inoltre uno spazio aperto a cene speciali, incontri e collaborazioni con chef italiani e internazionali accomunati da una particolare attenzione per il prodotto agricolo.
Accanto all’attività enologica continua il percorso della Cucina Agricola, la proposta gastronomica di Cà Mariuccia guidata dallo chef Stefano Malvardi e costruita attorno alla produzione dell’orto e a una rete di piccoli produttori selezionati negli anni. La carta valorizza la componente vegetale e segue il ritmo della stagione, costruendo un dialogo tra materie prime autoprodotte, tradizione contadina e una sensibilità gastronomica contemporanea.

Albugnano DOC, il Nebbiolo delle alte colline del Monferrato
L’apertura della cantina rappresenta anche un ulteriore passo nel lavoro di valorizzazione dell’Albugnano DOC, una delle denominazioni più piccole del Piemonte e tra le meno conosciute al grande pubblico.
La storia vitivinicola di queste colline affonda le proprie radici nel Medioevo: già nel XII secolo documenti ecclesiastici citavano la produzione di vino nell’area di Albugnano. Un legame antico che ancora oggi caratterizza questo angolo del Monferrato, dove vigneti, boschi e testimonianze storiche come l’Abbazia di Vezzolano contribuiscono a costruire un’identità territoriale profondamente riconoscibile.

La denominazione interessa appena quattro comuni – Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti – e circa cinquanta ettari vitati, numeri che raccontano la dimensione artigianale di questa produzione e il lavoro di una piccola comunità di vignaioli impegnata nella tutela di un patrimonio condiviso.
Qui il Nebbiolo cresce fino a 549 metri di altitudine, quota che ha dato il nome anche all’associazione Albugnano 549, nata dall’incontro tra produttori locali con l’obiettivo di valorizzare questa particolare interpretazione del vitigno simbolo piemontese.
L’altitudine, le escursioni termiche e i terreni marnosi contribuiscono a definire vini che si distinguono per eleganza, freschezza e capacità evolutiva. Una lettura del Nebbiolo differente rispetto alle espressioni più conosciute di Langhe e Roero, capace di raccontare una zona più raccolta ma altrettanto legata alla tradizione vitivinicola piemontese.
Cà Mariuccia è parte attiva di questo percorso fin dalla nascita di Albugnano 549 e considera la tutela delle piccole denominazioni una questione culturale prima ancora che produttiva. In un panorama dominato da territori più celebri e strutturati, realtà come Albugnano rappresentano infatti un patrimonio di biodiversità agricola ed enologica che merita di essere raccontato e preservato.
