C’è un momento preciso, seduto davanti a una fila di calici disposti in silenzio, in cui capisci che qualcosa è cambiato. Non nella tua capacità di leggere un vino, ma nel peso di quello che stai facendo. Con Untold – Volume III quella sensazione si è fatta più netta. Più responsabile.
La maggior parte delle guide del vino sono fatte di elenchi. Punteggi, descrittori, nomi. Sfogliandole, il territorio spesso scompare. Rimane un numero. Rimane una lista di sentori che, il più delle volte, dice poco a chi non ha già seguito un corso da sommelier.
Untold è nata per fare altro. Per mettere al centro il vino e il luogo che lo ha prodotto, raccontandoli in modo che chiunque possa capire cosa vale la pena visitare, cosa vale la pena degustare e perché. Una guida al vino italiano pensata per tutti, ma costruita con un metodo rigoroso.
Untold riparte dai numeri delle prime due edizioni che hanno visto coinvolte oltre 1.000 aziende in tutta Italia, per un totale di oltre 3.000 vini assaggiati e approccia questa terza edizione con una maturata consapevolezza di sè e del proprio impatto.
Untold – Volume III: i numeri della terza edizione
Per capire quanto Untold stia crescendo, bastano i numeri. Le sessioni di blind tasting per il Volume III si sono svolte alla Tenuta dei Normanni, una struttura di 14 ettari con villa, corti e giardini alle porte di Salerno, che ha offerto una cornice adatta a un lavoro di questo tipo: discreta, funzionale, lontana dalla frenesia dei grandi eventi fieristici.

Hanno partecipato 600 aziende da tutta Italia per un totale di circa 1.500 vini assaggiati. Di questi, 1.193 vini di 503 aziende hanno trovato posto nella guida, insieme a 110 ristoranti CellarDoor selezionati. Il Volume III si articola in 52 sezioni focus su altrettanti terroir, ciascuna con le voci dei giurati: non per dare peso all’autorità di chi ha assaggiato, ma per far capire il ragionamento dietro ogni giudizio. E ci sono oltre 90 itinerari enogastronomici in tutta Italia, perché la guida non finisce sul tavolo di un ristorante, finisce in macchina, prima di partire.
Le commissioni di Untold Volume III e il metodo di assaggio
Le commissioni di assaggio hanno operato con il metodo che caratterizza Untold fin dalla prima edizione: degustazione alla cieca, confronto diretto a parità di vitigno e terroir, valutazione orizzontale per denominazione e annata. Un approccio che non lascia spazio a intermediazioni di reputazione o di etichetta.

I giurati, come nelle edizioni precedenti, sono stati sommelier, giornalisti enogastronomici ed enologi provenienti da tutta Italia. La composizione mista delle commissioni garantisce quella trasversalità di giudizio che distingue Untold dagli strumenti di valutazione più convenzionali.









Il criterio di confrontabilità rimane la bussola del progetto.
Non tutti i vini possono partecipare: vengono selezionati da Decanto sulla base di vitigno, terroir e processo produttivo confrontabile su base regionale e inoltre vengono selezionati dalle stesse aziende produttrici che possono inviare un numero massimo di 3 referenze in valutazione. Questo consente agli assaggiatori di lavorare su campioni davvero comparabili, valutando le differenze che contano: quelle di interpretazione, non di categoria.
C’è però qualcosa che i numeri non restituiscono. Dentro una sala di assaggio, tra una fila di calici anonimi e un foglio di appunti, succede qualcosa che non ho mai visto descritto in nessun disciplinare. Si costruisce una complicità.
Chi siede accanto a te in commissione diventa un alleato, poi un interlocutore critico, poi qualcosa che assomiglia a un amico. Il ruolo del capo commissione è tenere insieme tutto questo: fare in modo che il confronto avvenga, che sia costruttivo, che le posizioni diverse trovino il peso che meritano.



Non si decide per gli altri. Si creano le condizioni perché la discussione produca qualcosa di onesto.
Alcune delle persone, con cui ho condiviso gli assaggi, le ho incontrate per la prima volta qui. Con alcune di loro ho ancora in sospeso conversazioni sul Nebbiolo che continuano fuori dalla sala, a cena, e via messaggi. Questo è un valore di Untold che non appare nei crediti della guida. Ma è parte di ciò che la rende diversa.
Ho guidato la Commissione di Valutazione Piemonte. Ore di degustazione, calice dopo calice, tra Nebbiolo (nelle sue diverse denominazioni), Arneis, Cortese, Erbaluce e Alta Langa, senza sapere chi li ha prodotti ma sapendo chiaramente da dove venivano. Il terroir, la denominazione, l’annata, il metodo produttivo sono i parametri su cui si lavora. La cieca non rimuove la conoscenza, rimuove il nome. E quella differenza cambia tutto.

Quello che si valuta è la fedeltà. Quanto il vino nel bicchiere corrisponde a ciò che il suo territorio dovrebbe esprimere. Quando la risposta è sì, è una conferma che vale più di qualsiasi punteggio. Quando è no, si capisce esattamente dove e perché l’interpretazione ha deviato.
È partendo da questa stessa logica, da questo modo di stare dentro il vino senza intermediazioni, che il Untold Volume III ha scelto il suo simbolo.
Le novità di Untold Volume III
La copertina del Volume III non è una scelta casuale. La volpe che la abita è un animale guida per ragioni precise.
La volpe lavora con il fiuto, non con la forza. Aggira, osserva, si adatta. Non segue rotte già aperte: le trova. È l’animale guida per eccellenza: chi la segue non percorre strade segnate, ma scopre territori attraverso sentieri propri. Non è un caso che il Untold Volume III accompagni il lettore in oltre 90 itinerari enogastronomici in tutta Italia. È un’immagine che dice qualcosa di preciso su come Untold si muove nel vino italiano: senza la reverenza automatica per le etichette storiche, senza la pigrizia di confermare ciò che ci si aspetta. Con la stessa logica della degustazione alla cieca, che è poi il metodo su cui tutto si fonda.
Perché la cieca non è solo una procedura. È una postura. Rimuove il nome, l’azienda, la reputazione e lascia solo il calice. È lo stesso spirito con cui Untold legge il vino italiano: non per classificarlo, ma per capirlo. E per raccontarlo a chi non ha ancora gli strumenti per farlo da solo.
Il terzo volume introduce alcune novità rispetto alle edizioni precedenti. La più significativa riguarda il sistema di riconoscimento: da questa edizione sarà assegnata l’Anfora di Decanto, un premio speciale alle aziende che avranno ottenuto i Tre Cavatappi per tre anni consecutivi all’interno della guida Untold. Un riconoscimento alla capacità continuativa di mantenere alto il livello della proposta eroica nel tempo.



Il Volume III rafforza la componente di turismo enogastronomico, andando a integrare la sezione “On Tour” e quella dedicata agli assaggi in un unico grande capitolo con focus regionale, rendendo ancora più efficace la consultazione del volume. I nuovissimi itinerari proposti nella guida proporranno non solo le migliori aziende vinicole da visitare, ma anche i migliori ristoranti con cantina e una struttura dove alloggiare.
La direzione intrapresa con Untold si conferma quindi non circoscritta al calice, ma estesa ai loci amoeni del vino italiano, a quella parte esperienziale del turismo enogastronomico che non viene mai analizzata, nè tantomeno purtroppo raccontata – appunto – “Quello che non è ancora stato detto del vino”.
La distribuzione avverrà, come per il volume precedente, attraverso la casa editrice Trenta Editore: la guida cartacea in copertina rigida sarà disponibile nelle librerie italiane, sul sito di Decanto e su Amazon da Novembre 2026, mentre la versione digitale sarà accessibile gratuitamente già a luglio attraverso il portale Untold su App Store e Google Play.
I premi della guida Untold Volume III
Attraverso la media aritmetica dei punteggi attribuiti in centesimi da ciascun membro delle commissioni, sono stati assegnati i punteggi in Cavatappi e i premi per i migliori vini di ciascun terroir e le migliori aziende per regione.
Premi ai vini
- Migliori Vini (Tre Cavatappi)
- Vino con migliore Rapporto Qualità Prezzo
- Miglior Vino da evoluzione
- Miglior Vino gastronomico
- Vino più originale
Premi alle aziende vitivinicole
- Migliore Cantina
- Migliore Cantina Emergente
- Migliore Cantina da Visitare
- Migliore Cantina a conduzione familiare
Premio speciale alla carriera
- L’Anfora assegnata alle aziende che hanno ottenuto i Tre Cavatappi per tre anni consecutivi.
Dietro ogni premio c’è un vino che ha saputo dire qualcosa di vero sul suo territorio. Ma perché quella verità arrivi a chi non ha ancora gli strumenti per riconoscerla, serve qualcuno che sappia raccontarla.
Raccontare il vino in modo diverso
Ho una posizione netta su questo, e la dico chiaramente. Il modo in cui il vino viene raccontato oggi, in larga parte, allontana le persone invece di avvicinarle. Un calice arriva sul tavolo di qualcuno che ha voglia di capire cosa sta bevendo e quello che trova è un elenco: note di frutti rossi, sentori di spezie, tannini presenti, finale persistente. Tutto corretto. Tutto inutile.
La verità è che è tutto più semplice di quanto sembri. Prima di tutto, il vino deve piacere. Se non piace, nessun descrittore lo salva. Se piace, la storia che ci sta dietro lo rende indimenticabile.



Mio padre ha vissuto la guerra. I suoi racconti non erano mai romantici: erano storie di sacrificio, di valore delle cose, di come la fatica non fosse un ostacolo ma il punto di partenza. Ascoltarlo significava capire che dietro ogni risultato c’era qualcuno che aveva rinunciato a qualcosa.
Erano altri tempi e quel modo di trasmettere le cose, da padre in figlio, da persona a persona, si sta perdendo. Le nuove generazioni ricevono informazioni, non racconti. E la differenza è enorme.
Il vino è uno degli ultimi luoghi in cui quella trasmissione può ancora avvenire. Un produttore che lavora una vigna difficile, che aspetta l’annata invece di correggerla, che sceglie il sacrificio come metodo, ha una storia da raccontare. Una storia che vale più di qualsiasi lista di descrittori: Se qualcuno la racconta bene, arriva a chiunque. Non serve sapere cosa sono i tannini. Serve capire perché quell’uomo ha deciso di piantare lì, su quel suolo, con quelle viti. Questo è il principio su cui si fonda Untold Volume III.
Non si tratta di semplificare. Si tratta di scegliere cosa mettere al centro. E al centro, per noi, c’è sempre il vino nel suo territorio. Non la performance di chi lo descrive.
È per questo che, quando si è trattato di scegliere dove celebrare i migliori vini di questa edizione, la risposta non poteva che essere un territorio con una storia da raccontare.

La premiazione a Vinitaly and the City – Sibari
La Cerimonia di Premiazione di Untold Volume III, infatti, si terrà nell’ambito di Vinitaly and the City – Calabria in Wine, il format di Veronafiere che quest’anno porta il vino direttamente nei territori di produzione. La tappa di Sibari, in programma dal 17 al 19 luglio 2026 presso il Parco Archeologico, è la location scelta per annunciare i migliori vini della guida e le aziende premiate. La cerimonia è prevista per domenica 19 luglio.
Non è casuale la scelta della Calabria. Una regione che ha portato oltre 110 aziende e 800 etichette a Vinitaly 2026, con una crescita nei numeri e nella qualità che non passa inosservata a chi lavora su questi territori con metodo. Sibari, in particolare, è un contesto che ha senso: è lì che la viticoltura italiana ha alcune delle sue radici più antiche. Celebrare i migliori vini della Guida Untold 2027 in un posto simile, non è un’operazione di marketing. È una scelta editoriale.
La cerimonia, riservata agli addetti ai lavori, sarà seguita come di consueto da un evento aperto al pubblico con banchi di assaggio e masterclass. I dettagli del programma saranno comunicati nelle prossime settimane.
Nel corso dell’evento inoltre sarà possibile assaggiare in anteprima assoluta alcuni dei migliori vini della guida Untold – Volume III, che saranno presentati nella collettiva di Decanto.
Le commissioni hanno concluso il loro lavoro. I giudizi sono stati espressi, i punteggi elaborati. Quello che rimane da fare è aspettare il 19 luglio, a Sibari, per scoprire quali vini e quali aziende avranno convinto le commissioni di questa terza edizione. La guida, come già detto, sarà consultabile in formato digitale dall’estate mentre in libreria arriverà a novembre.
Stay tuned!
