Anche quest’anno Roma si conferma capitale del vino ospitando la quarta edizione di ViniAmo, il wine tasting romano dedicato a piccoli e medi produttori, guidato con attenzione e cura da Stefano Minelli (Minelli Wines Events), che per l’occasione ha scelto la splendida cornice dell’Hotel Cristoforo Colombo all’Eur.
Svoltasi con successo il 29 marzo 2026, la manifestazione ha accolto oltre 80 cantine e più di 300 etichette, segno di un comparto vivace e in espansione.
Dopo il successo delle passate edizioni, ViniAmo Roma 2026 segna una decisa evoluzione: dalla rassegna celebrativa del vino e delle sue storie si passa a un format più maturo con una visione strategica e concreta legata al business del settore. Novità di quest’anno, la presenza di Decanto con l’iniziativa Tre Cavatappi in Tour, che ha permesso di assaggiare i migliori vini della Guida Untold premiati con i Tre Cavatappi.
Una manifestazione briosa, che ha accolto un pubblico eterogeneo composto da operatori, appassionati, addetti ai lavori e realtà produttive capaci di restituire la misura di un settore in pieno fermento.
Tra degustazioni mirate, masterclass e momenti di networking, l’attenzione si è concentrata anche su sostenibilità e digitalizzazione della filiera, rafforzata dal nuovo canale Youtube e dal lancio del sito viniamoroma.it arrichito da un blog e info utili per i visitatori.
Non semplice vetrina, dunque, ma piattaforma dinamica in cui le cantine si raccontano attraverso vini che parlano di suolo, annate e filosofia produttiva.
Tre Cavatappi in Tour – Il nostro format itinerante a ViniAmo 2026

Untold – Quello che non è stato ancora detto sul vino
Presente a ViniAmo con il proprio stand, Decanto ha portato nel cuore della manifestazione il progetto Untold – Quello che non è stato ancora detto sul vino, una guida che si concentra sui migliori vini da degustare con un’attenzione particolare ai territori e alle denominazioni che meglio interpretano la contemporaneità del vino italiano.
All’interno di questa architettura si inserisce il riconoscimento dei Tre Cavatappi, assegnato ai vini che si distinguono per qualità espressiva, equilibrio, personalità e coerenza stilistica: un sigillo che non premia soltanto la bontà tecnica, ma la capacità del vino di imprimersi con forza nella memoria sensoriale.
È proprio qui che il discorso si fa più interessante, perché la degustazione proposta da Decanto a ViniAmo 2026 ha offerto una sequenza di etichette accomunate da un tratto distintivo: ciascuna di esse ha ottenuto i Tre Cavatappi nella guida Untold 2026, confermando un livello qualitativo di assoluto rilievo. E ogni vino, pur condividendo il medesimo riconoscimento, ha espresso una personalità affrancata, capace di raccontare un territorio e un modello stilistico con accenti differenti.
Assaggiamoli insieme!
Poderi Cusmano – Tenute Rade, Colli Tortonesi DOC Timorasso “Derthona” 2020

Poderi Cusmano – Tenute Rade, Colli Tortonesi DOC Timorasso “Derthona” 2020
Alla fine degli anni Ottanta, Raimondo Cusmano con il cuore pieno di Sicilia e un sogno grande quanto i vigneti del Monferrato, lascia la città e si tuffa nella terra astigiana per fare vino sul serio.
Oggi al timone dell’azienda RaDe c’è il figlio Daniele – la sigla della Tenuta è l’intreccio dei loro nomi – che abbraccia la filosofia del papà e ne comprende il senso più profondo: il tempo è il più grande alleato del vino.
Bianco di struttura e carattere, il Derthona 2020 è costruito su una materia viva e su una tensione gustativa che richiama il profilo profondo del Timorasso, varietà sempre più protagonista nel ridefinire l’identità dei Colli Tortonesi.
È un vino che non cerca scorciatoie: si distende nel bicchiere con compostezza, ma lascia emergere progressivamente la sua fibra minerale e la sua dimensione evolutiva.
Icona di profondità e longevità, si abbina perfettamente con aragoste, pollo alla griglia, salsa all’aglio e paste cremose: un jolly da tavola versatile e dinamico.
Verha Wines di Elena Fucci – Basilicata IGT Aglianico Rosato 2024

Verha Wines di Elena Fucci – Basilicata IGT Aglianico Rosato 2024
Alle pendici del Vulture, in un angolo della Basilicata dove le terre crescono generose, nasce l’Azienda di Elena, artigiana visionaria e tenace. Rendendo omaggio e onore al nonno Generoso (dedito alla coltivazione nonostante i suoi quasi 90 anni) decide di investire tempo e denaro nei vigneti di famiglia.
La sua non è viticoltura ma una e vera e propria opera di giardinaggio, una cura minuziosa per la vigna e una dedizione intraprendente che si può ritrovare in ogni bottiglia.
Svelando il volto più agile e luminoso dell’Aglianico, in una splendida veste rosata, il Verha 2024 si distingue per freschezza vibrante e aromi netti, sintesi di immediatezza e nobiltà varietale.
Freschezza, dinamismo e precisione aromatica ne fanno un vino capace di coniugare immediatezza e profondità, con quella cifra stilistica che rende riconoscibile il lavoro di chi sa leggere un vitigno nobile senza irrigidirlo in forme convenzionali.
Terenzi – Cesanese del Piglio DOCG “Velobra” 2023

Terenzi – Cesanese del Piglio DOCG “Velobra” 2023
Là dove il Cesanese continua a essere ambasciatore di un territorio che sta ritrovando slancio e consapevolezza, il “Velobra” di Terenzi si muove su coordinate eleganti. Con una trama che unisce finezza espressiva e piglio territoriale, il vino laziale offre una lettura moderna di un vitigno spesso sottovalutato ma capace di sorprendere per duttilità e profondità.
Il tripudio di frutti rossi, spezie, note di tabacco e vaniglia lo rendono ottimo con piatti a base di carni bianche e rosse, con formaggi stagionati e arrosti.
La Source – Valle d’Aosta DOC Torrette 2018

La Source – Valle d’Aosta DOC Torrette 2018
Un rosso di misura e di precisione dove l’altitudine si traduce in slancio, conferendo al vino una personalità sobria ma audace. La Source Torrette di Stefano Celi ha portato in degustazione l’impronta verticale e montana della viticoltura eroica arpitana. Il Petit Rouge (che in questo territorio ne fa da padrone) si svela grazie ad una trama morbida e una rara capacità di mantenere freschezza anche nel tempo.
Curiosità: L’azienda porta il nome di alcune sorgenti (la traduzione francese è appunto la source) emerse durante i lavori di costruzione della cantina.
Curiosità bis: Sull’etichetta de La Source, spicca un disegno di mano aperta. E’ il simbolo dell’arduo lavoro che Stefano e il suo staff deve compiere quotidianamente in vigna: ogni gesto agronomico – dalla potatura al raccolto – è affidato infatti alle sole mani del vigneron, poiché il terreno troppo ripido sfida ogni macchinario.
Pesolillo – Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2020

Pesolillo – Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2020
Il Montepulciano di Pesolillo annata 2020 ha mostrato il volto pieno e avvolgente della tradizione abruzzese.
Prodotto solo nelle migliori annate, il Montepulciano Riserva è un rosso che lavora sulla densità e sulla continuità, con una struttura ben definita e una maturità che ne esalta la forza senza privarlo di equilibrio. Si sposa con primi ricchi a base di selvaggina, carni rosse alla brace, carni al forno e formaggi stagionati.
Abbracciata dall’aria salina dell’Adriatico e sorvegliata dalla maestosità del Gran Sasso, la tenuta teatina Pesolillo porta in dote una tradizione familiare tessuta di mani ruvide, tavole conviviali e passione viscerale per la propria terra.
Colonna – Colli Tortonesi Monleale DOC “Gasìa” 2022

Colonna – Colli Tortonesi Monleale DOC “Gasìa” 2022
Firma di un cru emergente, il Monleale Gasìa ha introdotto una declinazione più ampia e profonda del territorio tortonese, muovendosi su registri di intensità e misura. Prodotto con uve 100% Barbera, il vino dei Colonna racconta la volontà di restituire una lettura identitaria del Piemonte attraverso una tessitura compatta, dal profilo nitido e dalla vocazione gastronomica marcata. Gusto pieno, caldo e armonico il Monleale Gasìa si apre a note complesse di prugna appassita, rosa, cacao, vaniglia che si accompagnano piacevolmente con piatti di carne e formaggi di media stagionatura.
Curiosità: L’azienda fa parte del Consorzio che produce l’Antica Pesca di Volpedo: dolce, succosa e profumata è diventata nel tempo simbolo del territorio e della sua gente.
Ramello Gianni e Matteo – Barolo DOCG Rocchettevino 2021

Ramello Gianni e Matteo – Barolo DOCG Rocchettevino 2021
Nel cuore de La Morra, terra di illustri nebbioli e cru storici, Gianni e Matteo Ramello gestiscono con passione una piccola cantina a conduzione famigliare. Se il loro Barolo Monvigliero 2021 ha conquistato il premio dei Tre Cavatappi, durante la manifestazione romana la curiosità di confrontarlo ci ha spinto a degustare anche il cru Rocchettevino, scrigno di un Barolo DOCG 2021 che incarna l’anima classica delle Langhe.
In questo luogo, infatti, nasce un vino di tempra aristocratica: profondità avvolgente, tannini levigati, un’evoluzione promessa che unisce rigore strutturale ad un fascino senza tempo.
Al naso sprigiona frutti rossi maturi, spezie dolci, rosa canina, sentori terrosi. Palato elegante, strutturato, persistente.
Il Barolo dei Ramello è perfetto con brasati, selvaggina, arrosti e formaggi stagionati.
Colvendrà – Colli di Conegliano DOCG Refrontolo 2016

Colvendrà – Colli di Conegliano DOCG Refrontolo 2016
A chiudere la selezione, il Colvendrà – Colli di Conegliano DOCG Refrontolo 2016, vino passito che porta con sé la complessità e la raffinatezza di un’area vocata a interpretazioni di grande personalità.
L’annata e la tipologia lasciano emergere una dimensione più stratificata, dove il tempo diventa alleato esaltando le sfumature aromatiche e la persistenza del Marzemino.
Sostenuto da un delicato profumo di frutta a bacca rossa, marasca, mirtillo, confettura e uva sultanina, il Colvendrà trova il suo posto in abbinamento alla piccola pasticceria, frittelle veneziane e crostate con marmellate di frutti rossi.
Decanto a ViniAmo 2026: atlante enologico tra qualità, territori e connessioni vive

Tirando le fila di questa giornata emozionante, la presenza di Decanto a ViniAmo 2026 ha aggiunto alla manifestazione un ulteriore livello di lettura, trasformando lo spazio di assaggio in un piccolo atlante del vino italiano di qualità. Non una semplice sequenza di etichette, ma un percorso coerente attraverso territori, vitigni e sensibilità produttive, accomunati da una selezione scrupolosa e da una visione editoriale che privilegia sostanza, autenticità e capacità evocativa. Il wine testing della Capitale si conferma un appuntamento in grado di unire divulgazione e relazione, degustazione e racconto, con una formula che mette al centro la cantina, il vino e la sua capacità di generare connessioni.
Questa quarta edizione ha lasciato in eredità una sensazione netta: il vino non è soltanto prodotto, ma esperienza, espressione identitaria e crocevia tra territori diversi e sensibilità complementari. Una rassegna che ha saputo dispiegare la ricca molteplicità del vino italiano: dalle interpretazioni più tradizionali a quelle personali e audaci, sempre profondamente ancorate al loro terroir d’origine.

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